Dal 26 settembre “fuorilegge” caldaie e scaldabagni di vecchio tipo: lo sapete?

Addio a caldaie e scaldabagni tradizione e largo a pompe di calore, caldaie a condensazione e sistemi ibridi. La rivoluzione è iniziata il 26 settembre con le nuove misure introdotte dalla Commissione Europea, che porteranno i rivenditori a sostituire, una volta smaltiti gli stock di magazzino, gli impianti in vendita per rispettare i nuovi standard di efficienza energetica. Inoltre arrivano le etichette sui consumi degli apparecchi, già introdotte per frigoriferi e televisori.

 

Obiettivo: risparmiare 56 milioni di tonnellate di petrolio

L’obiettivo è quello di puntare a un risparmio annuale di 56 milioni di tonnellate di petrolio e in parallelo alla creazione di 238.000 nuovi posti di lavoro, secondo le stime dell’European Environmental Bureau, l’associazione ambientalista che riunisce 140 organizzazioni in Europa. “Queste nuove misure faranno risparmiare ai consumatori europei l’equivalente di 47 centrali nucleari come quella di Fukushima da qui al 2020”, aggiunge Stephane Arditi di Eeb. E alle sua parole fanno eco quelle di Davide Sabbadin di Legambiente: “Drastico taglio delle emissioni globali e locali, minore import di gas, risparmi importanti nelle bollette delle famiglie ed un mercato più interessante per i produttori italiani di caldaie che hanno investito in innovazione e sviluppo: era ora”.

L’eurodeputato Pieter Liese: “Battaglia cruciale”

Le novità che scattano dal 26 settembre 2015 rientrano in un piano più ampio dell’Unione europea per contrastare i cambiamenti climatici, a partire dal surriscaldamento del pianeta. “Tagliare i consumi di energia è cruciale per ridurre le emissioni di gas serra”, ha commentato Pieter Liese, eurodeputato tedesco del Ppe, che aggiunge: “Se non agiamo, i rifugiati ‘climatici’ saranno una delle nostre principali sfide in futuro”.

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