Igli pronto a commettere un secondo delitto? Un macedone nel mirino

È prevista per oggi la convalida dell’arresto per Igli Meta, il ventenne albanese accusato dell’omicidio di Ismaele Lulli. Il giovane, che ha quasi decapitato il rivale in amore, attende di essere messo a confronto con Ambera, la sua fidanzata, e gli inquirenti, procedendo con gli accertamenti, non escludono che il ragazzo volesse commettere un altro omicidio. Nel mirino, infatti, secondo il quotidiano Il Giorno, poteva esserci un giovane macedone che aveva avuto un rapporto sessuale con la ragazza, dal cui cellulare sarebbe partito l’sms che avrebbe attirato in trappola la vittima. “Ismaele, vediamoci”, c’era scritto. E sempre lei già 3 giorni prima l’omicidio del diciassettenne avrebbe temuto “qualcosa di brutto”, come detto amiche Maria, Lisa e Nicole.

Lei professa amore per il compagno-assassino

Dopo il delitto choc che aveva portato anche <a href=”http://www.consumatrici.it/25/07/2015/cronaca-nera/00028039/si-suicida-in-albania-lo-zio-di-marjo-mema-complice-di-igli-meta”>lo zio dell’aggressore a togliersi la vita in Albania, era già uscita allo scoperto anche Ambera (Ambra, come si fa chiamare dagli italiani), la fidanzata di Ismaele, quella che avrebbe scatenato la gelosia di Igli fino all’atroce delitto. Concede una strana intervista al Corriere della Sera, lei, la mamma e la sorellina su un balcone. Il giornalista del quotidiano milanese due piani più giù.

Ma parla: “Sono stanca di dovermi nascondere. Se può – dice – faccia saper al mio Igli che lo aspetterò tutta la vita è che lo amerò sempre”. Ambra – come scrive il Corriere – parla accanto a sua madre e alla sorellina. È una giovane minuta, porta gli occhiali, si agita. Ogni tanto zittisce le altre due.

Poi ribadisce due concetti: mai stata con Ismaele, anche se lui in qualche modo “ci provava” e, proprio per quetso, mai confessato nulla che potesse scatenare la gelosia di Igli, un ragazzo insospettabile di tanta feroce violenza.

Il seguito lo trovate qui.

 

Il padre di Igli: “Mi dispiace, chiedo scusa a tutti”

“Mi dispiace per Ismaele, per la sua famiglia. Chiedo perdono a tutte le famiglie d’Italia”: Artur Meta, il padre di Igli, il ventenne accusato dell’omicidio di Ismaele Lulli, intervistato da Tgcom24, chiede scusa. La voce è rotta dal pianto: “Igli non può aver fatto questo. Era un bravo ragazzo, una brava persona. Non so come sia potuto accadere.

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Artur Meta (nella foto) alla mamma della vittima, che chiede giustizia per suo figlio, dice: “Mi piacerebbe parlarle però mi vergogno, non trovo il coraggio”.
Ma il pensiero torna sempre al figlio accusato di un delitto assurdo. E insiste: “Igli è una brava persona, tutti gli amici lo dicono. Non era Igli colui che ha fatto tutto questo”.

Qui il video dell’intervista al TgCom24.

 

Il racconto di Igli agli inquirenti

Ha raccontato tutto nel dettaglio: dal movente – sostiene che la sua ragazza lo avesse tradito con Ismaele – ai dettagli del delitto. Ieri Igli Meta (nella foto in alto è quello di destra) , uno dei due giovani accusati di avere sgozzato il diciassettenne Ismaele Lucci, ha chiesto di essere interrogato nel carcere di Pesaro. E ha confermato la ricostruzione degli inquirenti aggiungendo alcuni particolari: “È vero che l’ho condotto alla chiesetta e l’ho legato alla croce. Ma era per spaventarlo. Volevo che dicesse davanti ad un testimone (il suo amico Mario, ndr.) di avere avuto un rapporto con la mia fidanzata. Poi ho perso la testa. Prima ho messo sotto torchio Ambera, la mia fidanzata, che ha ammesso di aver avuto una relazione con Ismaele. L’ho convinto a farsi legare fino al torace, per simulare un vero interrogatorio. Poi quando lui ha continuato a negare gli ho sferrato un calcio e un pugno. A questo punto ho perso la testa e ho tirato fuori il coltello e l’ho sgozzato”.

 

aaaaismaeleQuell’sms “lo ammazzo”
Ambera è la fidanzata di Igli, una ragazza macedone che tutti chiamano Ambra e che da poco si è diplomata ad Urbino. Conosceva Ismaele da mesi e lui, sebbene più giovane di due anni, le aveva chiesto il numero di telefono alla fermata di un autobus. La cosa aveva fatto andare Igli su tutte le furie. In un messaggio scritto in albanese mesi fa le aveva scritto: “Do e vras” (lo ammazzo). Oggi Ambera sembra scomparsa, è sconvolta. Ai carabinieri ha detto di avere cercato di provare l’innocenza di Isamele fino alla fine, ma che Igli era come impazzito.

 

Lo sgozzamento, poi il bagno al fiume
Igli e Mario, il suo amico ventenne e albanese come lui, domenica hanno attirato Ismaele invitandolo a fare una gita al fiume, e lo hanno fatto salire sull’auto della mamma di Igli, poi lo hanno portato nella contrada di San Martino dove c’è la chiesetta. Hanno colpito Ismaele con un calcio e tramortito, lo hanno legato a una croce di ferro, con del nastro adesivo alla croce e sgozzato.
Dopo l’omicidio Igli si è spogliato ripulito con dell’acqua che aveva portato con sé in una bottiglia, ed è tornato in mutande al fiume con Mario.
I vestiti sporchi di sangue sono finiti in una busta nera assieme al nastro adesivo, ritrovati subito dagli inquirenti nei pressi del luogo del delitto.

 

La posizione di Marjo
Anche Marjo è finito sotto torchio, ma non è chiaro ancora quale sia stato il suo ruolo nell’omicidio. Davanti ai carabinieri Igli ha cercato di alleggerire la sua posizione, facendo capire di aver fatto tutto da solo, ma il racconto non sembra del tutto convincente.
La sorella di Marjo, Aurora, lo difende strenuamente: “Non ha fatto nulla, non sapeva quali fossero le intenzioni di Igli; non si più dire nemmeno che sia stato un ingenuo. Siamo una famiglia per bene, mio padre e mia madre lavorano”.

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