Di Maio ha avuto un’idea: “Facciamo il governo con Savona in un altro posto”

Tante novità sul piano politico, ma è trascorsa inutilmente un’altra giornata per la formazione del nuovo governo.

Il capo della Lega, Matteo Salvini, si è detto disponibile a una soluzione d’emergenza per poi andare al voto, mentre rimane sulle sue posizioni sul governo politico: solo con il programma e la squadra che abbiamo presentato, magari con l’aggiunta di Giorgia Meloni.

Il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli è andato due volte al Colle per colloqui informali col Presidente Mattarella, al termine dei quali hanno deciso di non forzare i tempi. E stasera non salità più al Quirinale.

Di Maio, anche lui nel pomeriggio al Quirinale, rilancia l’ipotesi di un governo politico, trovando a Savona un dicastero diverso da quello dell’economia.

Di Maio: un altro al tesoro al posto di Savona

Afferma Di Maio: “Troviamo una persona della stessa caratura dell’eccellente professor Savona” per il Tesoro con “lui che resta nella squadra di governo in un’altra posizione”, ha detto Luigi Di Maio in diretta su Facebook.

 

Cottarelli su e giù dal Quirinale

Il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli si è recato questa mattina al Quirinale per un incontro informale con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Nella notte si è riaperta la trattativa tra M5S e Lega e il presidnete Mattarella. Al termine di una giornata vorticosa, con la prospettiva del voto il 29 luglio all’orizzonte, riemerge, a sorpresa, l’ipotesi di un governo giallo-verde. Gli italiani attendono di conoscere gli sviluppi, di questa che ormai – per molti aspetti – sembra una telenovela. Se non ci fosse lo spread impazito in campo, come ieri.

Un martedì pieno di sorprese

La più grande delle sorprese il pomeriggio del 29 maggio al Quirinale. Mentre si attendeva che Cottarelli consegnasse a Mattarella la lista dei ministri, prendeva prima consistenza l’ipotesi di elezioni immediate, a fine luglio. E subito dopo Di Maio rilanciava l’ipotesi di un governo con la Lega, un esecutivo giallo-verde, quindi.

Tutti da seguire, oggi, gli sviluppi della situazione, che ha avuto un impulso inatteso nella serata di ieri.

Solo poche ore prima Partito Democratico, Lega e 5Stelle spingevano per votare il più presto possibile, già a fine luglio, esattamente il 29.

Tutto da vedere che cosa accadrà nella giornat di oggi con Cottarelli che torno al Quirinale.

L’idea balzana di votare il 29 luglio

In ogni caso l’idea di votare il 29 luglio sembra una vera forzatura. Si spera che Cottarelli, sentiti i vari partiti, concordi con loro una data più confacente alle abitudini degli italiani.

Intanto il Quirinale ha diffuso una nota che sembra rassicurante, in una giornata convulsa come quella di oggi.

Torna l’ipotesi del governo Conte

Contemporaneamente è risuscitata l’ipotesi di un governo guallo-verde con il professor Conte premier. La notte sarà lunga e tormentata, soprattutto a Roma.

 

La spiegazione del Quirinale

“Carlo Cottarelli ha semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista e nessuno ha parlato di rinuncia all’incarico”: è quanto osservano fonti del Quirinale, replicando a quanti gli chiedono se il premier incaricato stia valutando una sua rinuncia al tentativo di formare un governo.

“Stiamo approfondendo alcune questioni sulla lista dei ministri, ma non ci vorrà molto” ha affermato lo stesso Cottarelli entrando alla Camera.

La lista dei ministri oggi non è arrivata

Pochi minuti prima delle 16,30 Carlo Cottarelli si è presentato al Quirinale con la lista dei ministri del suo “governo a tempo”.

Il premier incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato per tutta la mattinata al lavoro, in uno studio che gli è stato allestito a Montecitorio, a mettere a punto la lista dei ministri da presentare al capo dello Stato.

 

Si rivedranno domani mattina

Ma Cottarelli non è uscito dall’incontro col Presidente per parlare con i giornalisti. C’è ancora un giallo, quindi, in questa vicenda del nuovo govenro che è sempre meno rettilinea di quelk che sembra. Il portavoce del Quirinale, Grasso, è poi uscito per dichiarare, in modo decisamente informale e circondato dai giornalisti, che Mattarella e Cottarelli torneranno a vedersi domani mattina. Non si sa qual è stato l’impedimento a concludere.

Intanto si è fatta sempre più insistente la voce che si potrebbe votare a luglio. Da stamattina lo chiede anche il Pd.

Si è fatta insistente anche la voce che Cottarelli sarebbe intenzionato a rinunciare all’incarico.

Poco prima delle 14, Dagospia ha lanciato la notizia che il bocconiano Guido Tabellini, ex rettore della Bocconi (nella foto qui sopra) dovrebbe andare al ministero dell’Economia.

Prevedibilmente il suo governo non otterrà l’approvazione delle Camera (prima di tutto andrà al Senato). In quel caso resterà in carica per l’ordinaria amministrazione dopo il rito della “campanella” con Paolo Gentiloni, ancora presidente del Consiglio.

Sul prossimo futuro si prevede l’ìastensione del Pd sul voto di fiducia.

 

Tam tam in tv di Di Maio e Salvini

Ieri, intanto, si sono succedute le apparizioni televisive di Di Maio per i 5Stelle e di Matteo Salvini per la Lega.

In pratica i due leader sono già in campagna elettorale e spingono il piede sull’acceleratore. Di Maio continua a dire che tutte le sue scelte sono state concordate con Salvini, pur di non ammettere che è caduto nella trappola elettorale tesagli dal leader della Lega Nord, che ora punta a fare il pieno del centro-destra con Berlusconi in campo.

Il Pd, invece, quando non serviva più a niente, ha deciso di scendere in campo per assicurare il suo voto a Cottarelli. I Democratici in tv si sono accontantati di scialbe presenze, affidate per lo più a Lorenzo Guerini, amico di Renzi e privo di qualunque mordente.

A quanto pare ai Dem le lezioni subite finora non sono bastate.

 

L’incarico a Cottarelli del 28 maggio

Ora è ufficiale: Carlo Cottarelli ha ricevuto stamarttina dal presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo. Il professor Cottarelli si è riservato di accettare. Dopo di che ha confermato che formerà un governo per andare alle elezioni. Fino al 2019 con la legge di bilancio fatta, se ottenesse la fiducia della Camera. Altrimenti “dopo agosto”, cioé settembre o ottobre. Cottarelli ha confermato – infine – la presenza dell’Italia in Europa e nell’euro.

La dichiarazione di Cottarelli

Queste le prime parole di Cottarelli, dopo l’incarico: “Il presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezioni”.

“Ho accettato l’incarico di formare un governo come mi ha chiesto il presidente della Repubblica. Sono molto onorato come italiano di questo incarico e naturalmente ce la metterò tutta”, ha spiegato Carlo Cottarelli. “In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente ed il suo compito è quello dell’ordinaria amministrazione per le elezioni dopo il mese di agosto”.

“Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari – ha sottolineato Cottarelli dopo avere accettato l’incarico con riserva di formare il governo -, lo spread è aumentato, tuttavia l’economia italiana è in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici”. “Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale” dell’Italia. Cottarelli ha anche confermato la “continua partecipazione all’area dell’euro”.

“Tempi molto stretti per la lista dei ministri”

Il premier incaricato ha assicurato “tempi molto stretti” per la presentazione della “lista dei ministri” al presidente della Repubblica.

Cottarelli non consulterà i partiti (cosa del tutto inutile dopo 80 giorni di consultazioni). Sentirà soltanto i presidenti di Camera e Senato.

 

Sull’orlo del baratro

La situazione italiana volge al peggio. Poco dopo le 20,15 di ieri sera il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha spiegato perché il presidente incaricato, Giuseppe Conte, non volendo “licenziare” dalla lista del suo governo l’economista Paolo Savona nel ruolo chiave del Tesoro, ha rinunciato all’incarico. “Non potevio avallare – ha detto il presidente della Repubblica – la fuoriuscita dall’euro”.

Ora si aprono scenari nuovi, come quello di un “governo neutrale”. Poi sembra inevitabile che – tra settembre e ottobre – gli italiani tornino a votare.

“Nelle prossime ore – conclude Mattarella – assumerò un’iniziativa”. E l’iniziativa, poco dopo le 21, è arrivata.

Il presidente della Repubblica ha convocato Carlo Cottarelli (nella foto in basso) al Quirinale per stamattina. Cottarelli è arrivato in anticipo rispetto all’appuntamento, fissato alle 11.30. Giunto da Milano, prima ha preso un taxi e infine ha percorso a piedi l’ultimo tratto. È il protagonista della “spending review” che era stata ignorata dai governi precedenti.

Mentre era ancora in corso l’incontro al Quirinale, il reggente dei Dem, Maurizio Martina, ha annunciato che il “Pd unito voterà a favore” del governo Cottarelli.

Le parole di Martina (Pd)

“Ieri è successo un fatto gravissimo. Sono parole inaudite quelle di Salvini e di Di Maio. Ha fatto bene il Presidente della Repubblica a rimanere fedele alla Costituzione e a difendere gli interessi nazionali rispetto all’interessi di partito di queste due forze. Salvini deve spiegare perché deve dire di no all’ipotesi di Giorgetti ministro. Le cose che sono accadute in queste ore dimostrano che è Salvini che è il nemico del popolo. Questa è una situazione delicata. Faccio fatica ad immaginare una legislatura che vada avanti. Ora bisogna dare una mano al presidente Mattarella. Noi del Pd dobbiamo essere pronti ad ogni scenario e lavorare uniti ed aperti. Abbiamo tutte le condizioni per fare bene. Voteremo sì a Cottarelli”: queste le parole di Maurizio Martina, segretario reggente del Pd.

“Contro chi semina intolleranza e paura”

“Per sconfiggere chi intende seminare ancora intolleranza e paura, dobbiamo tenere alta la comune sensibilità democratica e restare fedeli ai principi che ispirano la nostra convivenza. È questo lo spirito che rende questa importante giornata di ricordo un momento di impegno dell’intera comunità nazionale”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del quarantaquattresimo anniversario della strage di Piazza della Loggia. “Ora – rileva Mattarella – la memoria dei fatti di Brescia, che si legano alla catena del terrore di quegli anni, sollecita tutti noi a rafforzare sempre più la nostra cultura democratica, a costruire insieme il bene comune, a trasmettere alle nuove generazioni i valori di una civiltà che rispetta la libertà e le differenze”, conclude il presidente della Repubblica.

Gli attacchi incomprensibili di Salvini e Di Maio

Il leader dei 5Stelle Di Maio ha dichiarato “incomprensibile” la scelta di Mattarella. In realtà sono incomprensibili le scelte di Salvini e Di Maio. A meno che non preferissero andare a votare, sperando di lucrare altri voti sulla crisi del paese.

L’ira strumentale di 5Stelle e Lega Nord

La convocazione di Carlo Cottarelli al Quirinale è stata accolta dall’ira di Salvini, Di Maio e Meloni. ‘Mai servi’, dice il leader della Lega. Mentre M5s e FdI evocano la messa in stato di accusa per il capo dello Stato.

“In bocca al lupo a Cottarelli? In bocca al lupo a chiunque. E soprattutto all’Italia. L’importante è cercare di far bene al Paese”, ha detto Conte in serata. Paolo Gentiloni esprime solidarietà al Colle: “Ora salviamo il Paese”.

Le parole di Mattarella

“Ho agevolato il tentativo di dar vita a governo” tra M5s e Lega, ho atteso i tempi per farlo approvare dalle basi militanti”, ha detto il Capo dello Stato dopo la rinuncia di Conte. “Io devo firmare” i decreti per le nomine dei ministri “assumendone la responsabilità istituzionale, in questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione”, ha affermato ancora Mattarella.

“L’incertezza della nostra posizione nell’Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L’aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani”, con un rischio anche per i mutui. La decisione di non accettare il ministro dell’Economia “non l’ho presa a cuor leggero”, ha spiegato Mattarella parlando al Quirinale, ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell’evoluzione della situazione alle Camere”.

Berlusconi difende il Quirinale

A sorpresa è arrivasta ieri sera una netta difesa di Berlusconi delle posizioni del presidnete della Repubblica: “Prendiamo atto con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e osserviamo con preoccupazione l’evolversi della situazione politica. Come sottolineato dal Presidente Mattarella in un momento come questo il primo dovere di tutti e difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese.

Il movimento Cinquestelle che parla di impeachment è come sempre irresponsabile.

Forza Italia attende le determinazioni del Capo dello Stato, ma ove necessario sarà pronta al voto”: questo il testo della nota di Berlusconi.

Il veto sul professor Savona all’Economia: le notizie del 27 maggio

Alla fine 5Stelle e Lega hanno costretto Mattarella a porre il veto sulla nomina del professor Savona all’Economia. Le ragioni il presidente della Repubblica le ha ribadite, nel pomeriggio domenicale, prima a Salvini poi a Di Maio.

Infine al Quirinal eè stato ricevuto il premier incaricato, professor Giuseppe Conte.

La crisi rischia di avvitarsi su se stessa, con gravisisme conseguenze anche economiche.

Ma alla fine il professor Giuseppe Conte ha rinunciato all’incarico. Lo ha comunicato il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.

Ora Mattarella dovrà dare un segnale di stabilità al mercato, prima che la borsa riapra domani. Torna d’attualità il governo neutrale di Mattarella

La dichiarazione di Savona non è bastata

È arrivata l’attesa novità. Il professor Savona (nella foto in basso), contestato ministro candidato al Tesoro e alle Finanze, ha pubblicato un lungo comunicato, in cui ribadisce la sua vocazione europeista, con la frase “voglio un’Europa più forte, ma più giusta”. Basteranno queste frasi a concludere la difficile vicenda della nascita del governo giallo-verde del professor Conte? Lo si saprà fra qualche ora, dopo la visita prevista al Quirinale da parte del presidente incaricato.

L’incontro dovrebbe avvenire alle 19.

Ma – improvvisamente – è salito al Quirinale il leader dei 5Stelle, Di Maio. Evidentementer si tratta ancora. Davide Casaleggio nel pomeriggio si mostrava ancora ottimista: “Piena fiducia per una soluzione ottimale”.

Il testo integrale di Savona

Questo il testo integrale del comunicato diffuso oggi da Paolo Savona:

“Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127. Per il rispetto che porto alle Istituzioni, sento il dovere di riassumerle brevemente:

Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica.

Assegnare alla BCE le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale.

Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale.

Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona.

Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi.

L’attuazione del trattato di Maastricht

Per quanto riguarda la trasposizione di questi miei convincimenti nel programma di Governo non posso che riferirmi al contenuto del paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal Governo che si va costituendo “alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni“; queste inducono a chiedere all’Unione Europea “la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo” che nel testo che segue vengono specificati.

Anche per le preoccupazioni espresse nel dibattito sul debito pubblico e il deficit il riferimento d’obbligo è il paragrafo 8 di pagina 17 del Contratto in cui è chiaramente detto che “L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni.”

Spero – conclude il professor Savona – di aver contribuito a chiarire quali sono le mie posizioni sul tema dibattuto e quelle del Governo che si va costituendo, interpretando correttamente la volontà del Paese.

Per “un’Europa diversa, più forte, ma più equa”

Sintetizzo dicendo: “Voglio un Europa diversa, più forte, ma più equa”. È questa la conclusiuone del testo diffuso poco prima delle 14.

 

Ore decisive per il nuovo governo

Ore decisive per il professor Giuseppe Conte, la cui dead line per la nascita o meno del suo governo – fissata da Salvini e Di Maio ieri – è per stasera. Le intenzioni del presidente del consiglio incaricato – al di là delle difficoltà incontrate per la composizione della lista dei ministri – sono quelle di poter presentare la sua squadra ai mercati con giuramento e brindisi di rito già effettuati prima dell’apertura di settimana.

 

Divide ancora il nome dell’economista Savona

Sul tavolo resta ancora il nodo sul nome di Savona che il Colle continua a ritenere inopportuno e che prospetta l’ultimo colloquio tra Conte e Mattarella prima dello scioglimento della riserva non rituale (se positivamente o negativamente saranno le ultime trattative in corso a stabilirlo).

La domenica, in chiave di futuro governo, piena di incognite, dunque. E su cui pesano, e non poco, gli ultimatum dei leader di Lega e M5S. “O si chiude questa partita del governo entro le prossime 24 ore o non si chiude più”, ha infatti sentenziato ieri sera da Terni il capo politico del MoVimento Di Maio non nascondendo impazienza e irritazione per una partita che ai supplementari e rigori sembra aggiungere l’opzione del lancio della monetina.

Stessa impazienza ha mostra il leader della Lega Salvini: “O si chiude om si va al voto”.

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