L’Italia verso il “sistema tedesco”: che cos’è e come funziona

Dopo il vertice di ieri tra Pd e 5 Stelle c’è stata un’accelerazione verso il sistema elettorale tedesco. Ma che cos’ e come funziona?

Vediamo un Vademecum messo a punto dall’Agenzia Italia,

La legge elettorale tedesca, che piace anche a Forza Italia e che potrebbe diventare il sistema di voto su cui convergono le maggiori forze politiche, a partire dal Pd e dai grillini, è un sistema misto ma fortemente proporzionale, con uno sbarramento al 5%.

 

Come funziona praticamente

•    Per la metà i seggi sono attribuiti ai candidati con collegi uninominali a turno unico: vince il candidato che ottiene più voti.
•    I seggi sono distribuiti tra le liste (ma solo tra quelle che superano il 5% su base nazionale) in proporzione ai voti ottenuti a livello nazionale.
•    Vengono quindi attribuiti per primi alle liste i seggi ottenuti nei collegi uninominali, mentre i restanti seggi sono attribuiti in base a liste bloccate.
•    Se un partito ottiene nei collegi più seggi di quanto previsto in base al sistema proporzionale, questi gli vengono comunque assegnati. Ciò è possibile perche’ la composizione del Bundestag è a numero variabile e di norma sono i grandi partiti ad ottenere i seggi in sovrannumero, un meccanismo che, insieme allo sbarramento del 5%, dà una lieve correzione maggioritaria al sistema.

Un sistema che favorisce le alleanze (o che condanna all’ingovernabilità)

Ma il tedesco, tanto più nel quadro attuale italiano, è un sistema elettorale che favorisce le alleanze dopo il voto e la nascita di governi di ‘Grande Coalizione’. Ma che può anche condannare all’ingovernabilità, se l’alleanza non si concretizza. Inoltre, se si volesse applicare il sistema tedesco all’Italia bisognerebbe modificare il meccanismo sul numero variabile dei membri del Bundestag, in quanto il numero dei parlamentari di Camera e Senato è fisso per Costituzione.

Come funziona in Germania

Con il sistema tedesco ogni elettore esprime due voti, chiamati “primo voto” (erststimme) e “secondo voto” (zweitstimme).
1.    Il primo voto è il voto maggioritario e uninominale. In ognuno dei 299 collegi in cui è diviso il territorio nazionale, viene eletto solo il candidato più votato, anche solo con la maggioranza relativa. Non c’è una soglia minima di voti, chi ha più voti viene eletto.
2.    Il secondo voto è proporzionale: i restanti seggi vengono attribuiti attraverso un sistema proporzionale su base nazionale. In questo caso l’elettore sceglie un partito. La percentuale di voti ottenuta determina il numero di seggi a cui quel partito ha diritto. Sono esclusi dal riparto dei voti i partiti che hanno ottenuto meno del 5% oppure meno di tre candidati eletti con il ‘primo voto’.

 

Come avviene il riparto dei voti

Significativo e determinante è il sistema del riparto dei voti. Nel riparto della quota proporzionale al numero totale di seggi a cui un partito ha diritto vanno sottratti gli eletti con il “primo voto”. Se i seggi a cui ha diritto sono più di quelli ottenuti con il primo voto, la differenza verrà assegnata sulla base di listini bloccati su base regionale.

Questo sistema elettorale, con lo sbarramento al 5%, piace ai grandi partiti, che si liberano in questo modo del condizionamento dei “partitino”, ma non si sa se può funzionare, perché la tradizione elettoral eitaliana è ben diversa da quella tedesca,

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