Sono 16 gli impresentabili, De Luca querela la Bindi

Domani si vota in 7 Regioni e la campagna elettorale si è scaldata nelle ultime 24 ore. Alla vigilia del voto è arrivata, infattim la scure dell’Antimafia presieduta da Rosi Bindi: 16 candidati ( e non 17, come si era detto ieri per tutta la giornata) sono stati definiti “impresentabili”, secondo la lista della commissione Antimafia, che contiene i nomi di candidati campani (12, tra cui Vincenzo De Luca e Sandra Lonardo, già presidente del Consiglio regionale della Campania, nonché moglie dell’ex ministro Clemente Mastella) e pugliesi (4).

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I renziani contro la Bindi

Diiversi renziani si sono schierati contro la Bindi: “Viola la Costituzione. Tornano i processi in piazza”.

Lei: “Non mi abbasso a rispondere”.

Intanto Vincenzo De Luca, candidato Pd a governatore della Regione Campania , annuncia querela: “Mi diffama, voglio sbugiardarla”.

Il governatore uscente Caldoro, che per molti sondaggi leciti della settimana scorsa era testa a testa con De Luca (o più indietro), va a nozze con il caos che si è creato tra i democratici nelle ultime ore e dichiara che il suo avversario: “È ineleggibile”.

Le notizie del 29 maggio

Si complica sempre di più la vicenda del candidato governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca (nella foto grande), che risulta nella lista dei 17 impresentabili consegnata oggi alla stampa dalla commissione Antimafia e che contiene 17 nomi di candidati campani e pugliesi.

“Abbiamo fatto il nostro compito”, rivendica la presidente dell’organismo parlamentare, Rosy Bindi (anche lei del Pd), ma è chiaro che tutta la vicenda provoca dubbie e problemi e la Bindi viene attaccata dall’area renziana del Pd che la accusa di violare la Costituzione. Non solo, c’è il presidente del Pd, Matteo Orfini, che l’accusa di fare “processi in piazza”.

 

E De Luca querela Rosi Bindi

“Ho dato mandato al mio legale di querelare per diffamazione la signora Bindi. Io sfido la signora Bindi ad un dibattito pubblico, entro la mattinata di domani, per poterla sbugiardare, e dimostrare che l’unica impresentabile è lei”: così il candidato alla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Mi pare evidente che questa campagna di aggressione, che sarebbe stata eccessiva anche per Totò Riina, ha un solo obiettivo: cercare di mettere in difficoltà il governo nazionale e Renzi. L’aggressione vera è al segretario del partito”, ha detto, a Napoli, Vincenzo De Luca.

Renzi: “Nessuno degli impresentabili sarà eletto”

In mattinata il premier si era detto certo che nessuno degli impresentabili sarebbe stato eletto e su De Luca aveva sottolineato che “con lui la vittoria è meno sicura ma sa governare”. Nell’elenco della Commissione antimafia, ci sono 17 “impresentabili”, compresa la moglie di Clementa Mastella. È quanto emerge fin dalle prime battute della conferenza stampa durante la quale la presidentessa Rosi Bindi ha ufficializzato l’elenco di chi non può concorrere alla tornata elettorale di domenica 31 maggio. Tra i 17, 4 sono pugliesi e 13 campani.

I 13 campani che non possono candidarsi

In quest’ultimo caso, oltre a De Luca (che annuncia una querela per diffamazione contro Rosy Bindi), ci sono Antonio Ambrosio (Forza Italia), Luciano Passariello (Fratelli d’Italia), Sergio Nappi (Caldoro presidente), Fernando Errico (Ncd), Alessandrina Lonardo (Forza Italia, più nota come Sandra, già moglie dell’ex ministro Clemente Mastella), Francesco Plaitano (Popolari per l’Italia), Antonio Scalzone e Raffaele Viscardi (Popolari per l’Italia), Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica), Biagio Iacolare (Udc), Carmela Grimaldi (Campania in rete) e Alberico Gambino (Fdi).

I 4 incandidabili pugliesi

Per gli incandidabili pugliesi compaiono invece Giovanni Copertino (Forza Italia), Fabio Ladisa (Realtà Italia – Lista Popolari), Massimiliano Oggiano (Oltre con Fitto) e Enzo Palmisano (Movimento Schittulli).

Tra codice antimafia e legge Severino

Il riferimento utilizzato è il codice di autoregolamentazione antimafia, “più stringente rispetto alla legge Severino”, ha detto Bindi. Dunque, in questi casi, gli incandidabili comprendono anche i rinviati a giudizio, che da indagati sono diventati imputati, senza necessità di attendere nemmeno la sentenza di primo grado. Si rimanda invece alla legge Severino per abuso d’ufficio, peculato e altri reati contro la pubblica amministrazione che non rientrano in senso stretto nei reati di mafia né in quelli spia (concussione, corruzione, ma anche usura, estorsione, danneggiamenti).

Le reazioni di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

La risposta del presidente del consiglio Matteo Renzi, che appoggia la candidatura di Vincenzo De Luca, non si è fatta attendere. “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà”, ha detto il premier. “Sono pronto a scommettere che come tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di dire nessuno di loro – nessuno! – verrà eletto. Sono quasi tutti espressioni di piccole liste civiche”.

Silvio Berlusconi, alla fine del tour elettorale, ha detto invece che “non sono tra quelli che gridano allo scandalo per gli impresentabili nelle liste; in ogni caso ce ne sono molti di più a sinistra che nel centrodestra. Io sono un garantista, serve una sentenza definitiva per definire colpevole una persona”.

Dove e quando si va alle urne

Sono 7 i consigli regionali da rinnovare (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e 512 i Comuni a statuto ordinario, di cui 12 capoluoghi di provincia. A questi si devono aggiungere 10 consigli comunali in Friuli Venezia Giulia, 167 della Sardegna e 53 in Sicilia. Dalle 7 alle 23 di domenica prossimo, 31 maggio, sono quasi 22 milioni (per la precisione 21.859.325, di cui 10.562.137 uomini e 11.297.188 donne) gli italiani chiamati a esprimere il proprio voto in una delle 26.398 sezioni allestite in queste ore. Data e orario delle elezioni presentano un’unica eccezione, la Sicilia, dove i seggi saranno aperti anche lunedì 1° giugno da 7 alle 15. E gli aggiornamenti si potranno seguire su Twitter attraverso l’hashtag #SpecialeElezioni2015 suggerito dal ministero dell’Interno.

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Tutti i candidati presidente di Regione

Veneto: 6 in corsa

In Veneto la sfida è il governatore uscente, il leghista Luca Zaia, e la sfidante democratica Alessandra Moretti. In gara, tuttavia, ci sono anche altri: Jacopo Berti (M5s) e Flavio Tosi, l’ex sindaco di Verona che ha rotto con il Carroccio di Matteo Salvini e che corre da solo. Sono candidati anche Alessio Morosin (Indipendenza Veneta) e l’ambientalista Laura di Lucia Coletti (L’Altro Veneto, lista che si richiama all’esperienza di Syriza di Alexis Tsipras).

Liguria: 8 i candidati

Invece in Liguria, considerata la Regione laboratorio per la tenuta del renzismo, si affrontano Raffaella Paita (Pd) e Giovanni Toti (Forza Italia). Gli altri candidati sono l’ex democratico e oggi più che mai civiatiano Luca Pastorino, in corsa contro Paita, Alice Salvatore (M5S), Antonio Bruno (Progetto Altra Liguria), Enrico Musso (Liguria Libera), Matteo Piccardi (Partito comunista dei lavoratori) e Mirella Batini (Fratellanza donne).

Campania: una sfida a 5

La Campania è stata una delle regioni in cui la campagna elettorale è stata più infiammata. Da un lato c’è l'”impresentabile” Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno candidato Pd che ha ottenuto l’endorsement del presidente del consiglio Matteo Renzi ma su cui grava la possibile decadenza in forza della legge Severino a causa di una condanna non ancora definitiva per abuso d’ufficio. Dall’altro il rappresentante del centrodestra Stefano Caldoro, ministro dell’Attuazione del programma nel governo Berlusconi. Oltre a loro, altri 3 sono i candidati in corsa: Salvatore Vozza (Sinistra al lavoro), Valeria Ciarambino (M5S) e Marco Esposito (Mo!).

Marche: 5 candidati per una poltrona

Nelle Marche la lotta più furiosa è tra il presidente uscente l’ex democratico Gian Mario Spacca (candidato di Marche 2020-Ap, Forza Italia e Dc) e il vincitore delle primarie del Pd, l’ex sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. Li sfidano Francesco Acquaroli (Fdi-Lega nord), Gianni Maggi (M5S) e Edoardo Mentrasti (Altre Marche-Sinistra unita).

Umbria: i 7 nomi

L’Umbria vede contendersi il titolo di presidente del Regione l’attuale governatore Catiuscia Marini (Pd) e il sindaco di Assisi Claudio Ricci (centrodestra). Gli altri 5 in corsa sono Andrea Liberati (M5S), Amato John De Paulis (Alternativa riformista), Simone Di Stefano (Sovranità), Fulvio Carlo Maiorca (Forza Nuova) e Aurelio Fabiani (Casa Rossa).

Puglia: 7 in lizza

Infine in Puglia il braccio di ferro è nel centrodestra, spaccato in due tra l’ex ministro Raffaele Fitto e l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Li rappresentano il fittiano Francesco Schittulli, già a capo della Provincia di Bari, e la senatrice Adriana Poli Bortone (Forza Italia, Noi con Salvini, Partito liberale italiano e Puglia Nazionale). A sinistra corre l’ex sindaco di Bari, Michele Emiliano, e si aggiungono Antonella Laricchia (M5S), Michele Rizzi (Alternativa Comunista), Riccardo Rossi (L’Altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Federazione dei Verdi).

L’inizio dello scrutinio e il ballottaglio tra due settimane

Lo scrutinio dei voti inizierà subito, a partire dalle 23. Laddove si svolgono in contemporanea le elezioni regionali e comunali, lo scrutinio delle seconde è spostato a partire dalle 14 di lunedì 1° giugno. Inoltre, In caso di ballottaggio per l’elezione dei sindaci nei Comuni con più di 15 mila abitanti, si voterà domenica 14 giugno dalle 7 alle ore 23 mentre in Sicilia i seggi saranno aperti anche e lunedì 15 giugno dalle 7 alle ore 15.

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