Napoli, donna avvelena il figlio e si toglie la vita

Il bambino, nemmeno 3 anni, è morto avvelenato con un’overdose di farmaci e sul fatto che si tratti di un caso di omicidio-suicidio sembrano ridursi i dubbi. Ad agire una donna di Melito, in provincia di Napoli, Anna Esposito, un’operaia di 33 anni, che avrebbe ucciso il figlio, Gaetano, per poi togliersi la vita con un coltello. I corpi erano in camera, a letto, nell’appartamento di viale Kennedy, e in base alle prime notizie c’era presenza di sangue.

Lettere di scuse al marito e foto strappate

Una conferma alla direzione che sta prendendo la vicenda deriva da alcune lettere che la donna ha scritto al marito, da cui si era separata da poco, e che sono state ritrovate a casa dell’uomo. In quelle righe, Anna gli chiede scusa per non essere stata in grado, a detta sua, di dargli quello che entrambi avevano sperato fin dall’inizio del loro rapporto. Inoltre su un divano c’erano anche foto strappate del loro matrimonio.

All’allarme dei fratelli della donna

A scoprirli il fratello della donna, giunto nell’abitazione di viale Kennedy dopo che la terza sorella aveva telefonato ad Anna in mattinata senza avere risposta. Entrato con le chiavi che gli avevano dati i vicini, l’uomo avrebbe dovuto forzare la porta della camera da letto perché risultava bloccata. Intanto proseguono le indagini, condotte dai carabinieri di Giugliano.

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