Certificato del 2014: Andreas Lubitz idoneo al volo

Altro che controlli mancati! I controlli sono stati fatti e hanno dato esito positivo per il copilota del volo dell’Airbus 320 schianatosi sulle Alpi francesi. Il certificato di idoneità attuale di Andreas Lubitz “è stato rilasciato nel 2014 dal centro aeromedico della Deutsche Lufthansa AG di Monaco”: ha detto all’Agenzia Ansa il Luftfahrtbundesamt (Lba), l’istituto medico federale tedesco cui Lufthansa aveva rimandato per le responsabilità circa l’idoneità al volo del co-pilota della Germanwings.

E questo riapre la polemica non sul fatto che i controlli che non vengono fatti, ma su “come” ciò avviene.

 

“Per amor di Dio, apri la porta”

“Per l’amor di Dio, apri la porta!”. Sono queste le ultime parole del comandante della Germanwings, rivelate dalla scatola nera dell’aereo caduto sulle Alpi. Lo riferisce la Bild am Sonntag. Secondo il tabloid, nella registrazione si sente urlare anche “Apri questa maledetta porta!”.

 

La ragazza di Lubitz era incinta?

Il tabloid Bild am Sonntag ipotizza che la ragazza di Andreas Lubitz sia incinta. Titola infatti: “La ragazza di Lubitz aspetta un bambino?”.

Sabine L., ricorda Bild, viveva a Dusseldorf con il copilota della Germanwings, che ha fatto schiantare l’Airbus 320, martedì scorso. Secondo Spiegel, i due avrebbero voluto sposarsi.

 

Antidepressivi nella casa del copilota

Gli investigatori hanno trovato antidepressivi nell’appartamento di Andreas Lubitz, il copilota responsabile dello schianto dell’Airbus A320 con 150 persone a bordo. Lo riferisce il quotidiano tedesco Die Welt am Sonntag.

Quest’ultimo cita uno degli investigatori il quale ha detto che Lubitz soffriva di una “grave malattia psicosomatica” e la polizia ha trovato farmaci per curarla. La stessa fonte ha aggiunto che il copilota soffriva anche di “una grave depressione e sindrome da affaticamento”.

 

Malattia e crisi di coppia

La malattia nascosta sarebbe improvvisamente riemersa dopo una banale crisi di coppia, provocando una strage.

”Un giorno – aveva confidato alla ex fidanzata – farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno. Lo ha fatto – ha detto – perché si è reso conto che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio sarebbe stato praticamente impossibile”.

 

 

In volo un uomo gentile

Ma l’immagine di Andreas è contraddittoria: ”Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, un uomo che aveva bisogno d’amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori”, racconta sotto anonimato la ventiseienne, che fa l’assistente di volo. Poi il quadro cambia: ”Abbiamo parlato sempre molto anche di lavoro e in quei frangenti era un’altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione”.

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