Treni: dal 1° gennaio addio ai biglietti chilometrici

Addio dal 1° gennaio 2016 ai biglietti ferroviari chilometrici, quelli lanciati 22 anni fa per essere venduti in 4.000 tabaccherie, edicole e bar senza data di scadenza e indicazione della tratta. Lo ha deciso Trenitalia secondo cui si tratta di “un graduale passaggio dalla carta al digitale necessario anche a causa dell’alto tasso di evasione dei biglietti chilometrici”. Ma arrivano le proteste dei pendolari: “Sono biglietti versatili, da tenere in tasca e usare all’occorrenza”.

Saranno sostituiti da biglietti stampati al momento

Solo nel 2015, i biglietti chilometrici venduti sono stati 35 mila, il 15,5 per cento del totale, e il tasso di evasione – secondo le ferrovie – sarebbe stato dell’8,5%. Inoltre i punti vendita aderenti alla Fit avranno un proprio terminare attraverso cui stampare biglietti acquistabili fino a 20 minuti prima della partenza con indicati partenza, arrivo e data. Sarà utilizzabile per 2 mesi dal momento dell’emissione. “I nuovi tagliandi”, insiste Trenitalia, “costituiranno una base scientifica per monitorare i flussi e migliorare l’offerta in base alla reale domanda”.

Adiconsum: “Ferita che si doveva evitare”

Inoltre, dal 1° gennaio l’azienda non ne emetterà di nuovi biglietti chilometrici, ma chi li ha già acquistati può usarli fino al 30 giugno 2016 mentre gli esercizi autorizzati potranno continuare a venderli fino alla stessa data. Tuttavia rimangono le perplessità da parte degli utenti. “È un’opportunità da non eliminare”, spiega Pietro Giordano, presidente di Adiconsum, “una ferita che si sarebbe potuta evitare. Così non si favorisce l’utilizzo del treno”.

Allarme di sindacati e lavoratori Trenitalia

Nervosismo anche sul fronte dei lavoratori di Trenitalia, secondo cui “aumentare i punti vendita esterni riduce sempre di più i servizi effettuati con il personale dell’azienda”. Lo dice Andrea Pelle, segretario generale del sindacato Orsa. Inoltre, per il sindacato non si combatterà l’evasione: “Con attese più lunghe molti passeggeri non compreranno il biglietto”, sostiene la Filt Cgil, “anche perché spesso le emettitrici self service nelle piccole stazioni non accettano il contante perché piene”.

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