Pensioni: quattordicesima fino a 1.000 euro, tutte le novità

Ce l’hanno fatto e si tratta di un passo importante. Governo e sindacati hanno firmato – nel pomeriggio di ieri, mercoledì 28 settembre – un verbale d’intesa sugli interventi sul sistema pensionistico, che prevede la spesa di 6 miliardi nei prossimi tre anni. Nel testo di 5 cartelle, sono identificate le misure che saranno messe in campo nel triennio a venire (probabilmente tra 1,5 e 1,7 miliardi nel 2017 e poi in crescita), fra le quali l’Ape, l’intervento sui precoci e l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi. Nelle foto sindacalisti ed esponenti del governo al tavolo della delicata trattativa.

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Prestito bancario assicurato

Altri interventi comprendono il meccanismo del prestito bancario assicurato per chi lascia il lavoro prima e la no tax area per i pensionati che arrivano a un reddito di 8.125 euro. In tema di prestito bancario, in caso di morte del pensionato, l’estinzione del debito sarà coperta dall’assicurazione e non ricadrà sugli eredi intaccando la reversibilità.

Uscita a 41 anni di contributi per precoci in difficoltà 

Per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni, l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose. Sarebbe quindi questa la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.

Assegno “minimo” per accesso all’Ape

Per accedere all’Ape, l’anticipo pensionistico su base volontaria, bisognerà aver maturato una pensione “non inferiore a un certo limite”. Così si legge nel verbale d’incontro firmato da sindacati e governo. Il limite minimo non è stato ancora identificato.

La quattordicesima estesa a 3,3 milioni di persone

La quattordicesima sarà estesa a 3,3 milioni di persone, ovvero ai pensionati con redditi complessivi personali fino 1.000 euro al mese. Si tratta quindi di quasi 1,2 milioni in più rispetto alla attuale platea di beneficiari. La cosiddetta quattordicesima adesso riconosciuta ai pensionati con redditi complessivi personali fino a 750 euro mensili sarà estesa anche a coloro che hanno redditi fino a mille euro al mese (2 volte il trattamento minimo).

Per coloro – sono 2,2 milioni – che hanno già il beneficio, l’importo sarà aumentato, ma non è ancora stato definito il rialzo in base agli scaglioni di contributi versati. Nel complesso per l’aumento di chi già riceve la somma aggiuntiva si spenderà il 30% dello stanziamento dedicato a questo capitolo.

I commenti dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil

Rimane aperta la questione delle risorse, su cui governo e sindacati torneranno a confrontarsi prima del varo della legge di bilancio, previsto per metà ottobre. Sulle pensioni “si è fatto un buon lavoro, ma non è ancora concluso”: così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine del tavolo sulle pensioni, spiegando come è risultata positiva la distinzione tra lavori, privilegiando nell’uscita chi ha svolto attività più faticose.

“Ma i 6 miliardi stanziati non basteranno…”

“I sei miliardi stanziati non sono sufficienti”, ha sottolineato, però, il segretario Uil, Carmelo Barbagallo, “e non dimentichiamo gli esodati e il resto della piattaforma”. Si è fatto “un buon lavoro” ma “non è finito” e “si guarda alla stanziamento con la lente rivolta alla fase successiva”. Insomma, aggiunge, “la discussione continua”.

“Dopo tanti anni i pensionati vedono un po’ di giustizia”: così il segretario generale della Cisl, Annamaria Forlan, al termine del tavolo al ministero del Lavoro. Questo, aggiunge, non significa che “ci accontentiamo: la nostra piattaforma è nella nostra testa e nei nostri cuori”. Quindi per Furlan “il lavoro va avanti, restano ancora tante cose da fare”, ma quello di oggi “è un buon risultato”.

Renzi: “Le misure decise non dipendono da Bruxelles”, le notizie del 28 mattina

“Le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles. Ovviamente non saranno multimilionarie, ci saranno con la logica dei piccoli passi: in pensione si può andar prima accettando una piccola penalizzazione dello stipendio, le minime avranno una sorta di quattordicesima, riusciremo a dare qualche soldo in più”. Lo afferma il premier Matteo Renzi che ha iniziato a fornire maggiori informazioni sulla riforma delle pensioni.

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Sul tavolo massimo 1,5 miliardi

Dettagli delle misure e soprattutto risorse: gli interventi previdenziali al centro del confronto tra governo e sindacati si apprestano a fare i conti con i fondi a disposizione, che potrebbero essere meno rispetto ai 2 miliardi di cui si era inizialmente parlato e arrivare ad un massimo di 1,5 miliardi. Una sintesi arriva dopo il varo della nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) e gli interventi saranno inseriti a metà ottobre.

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Le misure del governo

Diverse le novità sul tavolo, a partire dall’anticipo pensionistico fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi (per gli over 63, dal 2017). Si prosegue poi con il bonus per i precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni e che potrebbero essere limitati ai “super-precoci” (chi ha cominciato a lavorare prima dei 16 anni). Si passa poi alle quattordicesime per le pensioni fino a 1.000 euro al mese.

Il costo per il ritiro in anticipo

Sulle pensioni anticipate rimane il nodo del costo, che varia a seconda delle situazioni: più alto se volontaria e, invece, pari a zero per coloro che sono disoccupati e hanno esaurito gli ammortizzatori sociali o per chi ha esigenze di cura di familiari disabili e per chi fa lavori rischiosi. Limite per beneficiare dell’Ape social, come è stata battezzata, dovrebbe però essere l’aver maturato una pensione entro i 1.500 euro lordi.

Sconti per i precosi

Nei casi di Ape volontaria, la rata per il prestito per il periodo massimo (3 anni e 7 mesi, appunto) potrebbe costare fino al 25% dell’importo della pensione per 20 anni. Quanto ai precoci, sembra privilegiata l’ipotesi di uno sconto di circa un anno soltanto per chi ha cominciato a lavorare prima dei 16 anni.

Non tax area e lavori usuranti

Tra le ulteriori misure, compaiono poi l’estensione ai pensionati della no tax area al livello del lavoro dipendente (8.000 euro) e l’intenzione di intervenire sui lavoratori usuranti e sulle ricongiunzioni onerose. Ulteriori dettagli saranno messi a punto delle prossime settimane.

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