Pomodori cinesi spacciati per made in Italy: il video delle Iene

Li fanno passare per made in Italy. Ma quei pomodori in scatola, oltre a essere cinesi, sono anche marci e contaminati. La rivelazione arriva da un’inchiesta dell’inviata Nadia Toffa andata in onda nell’ultima puntata della trasmissione Le iene show. E il problema sarebbe così grave da non essere circoscritto a qualche produttore discutibile perché, ogni anno, arrivano fino a 120 mila (su un totale di 155 mila) le tonnellate di concentrato di pomodoro importate dalla Cina su cui già ci sarebbe da dire perché “sono pomodori privati dell’acqua, più leggeri e meno costosi da trasportare”, afferma Lorenzo Bazzana, responsabile del settore ortofrutta di Coldiretti.

Qui la videoinchiesta di Nadia Toffa per la trasmissione Le iene

Sull’etichetta obblighi molto leggeri

Il trucco è possibile perché, al contrario di quanto avviene in altri settori alimentari, sull’etichetta dei concentrati (così come di conserve e affini) non sarebbe d’obbligo riportare tutta la filiera con relative informazioni geografiche. Inoltre la data di scadenza della pasta concentrata è fissata 2 anni dopo essere stata stoccata in patria all’interno di bidoni non sempre sigillati ermeticamente. Problema, in questo caso, che provoca la contaminazione con insetti e il deperimento del prodotto.

Dal materiale importato 800 milioni di chili di prodotti finiti

Fingendosi un’importatrice di materie prime per ditte italiane di passata di pomodoro, l’inviata delle Iene è andata in Cina e si è fatta dare qualche dato, a iniziare che da quello secondo il quale sul mercato tricolore finiscono 800 milioni di chilogrammi di prodotti finiti tra ketchup, sughi, conserve e così via. Gli acquirenti, di cui non viene fatto in chiaro il nome, comprendono ditte del napoletano o del salernitano già finite nei guai per sofisticazioni alimentari e che tuttavia continuano a vendere alla grande distribuzione, altre che hanno sede in Italia centrale e che poi esportano a loro volta all’estero o ancora società del nord che mettono in commercio scatolame che finisce nelle case di molti.

Pesticidi e antiparassitari vietati in Italia

Infine diversi sono i pesticidi e gli antiparassitari usati in Cina rispetto a quelli consentiti in Italia, compresi quelli che sono stati “eliminati perché tossici se non addirittura cancerogeni”, spiega ancora Bazzana di Coldiretti. I documenti sui pesticidi e sulle analisi condotte sul prodotto “sono strani”, aggiunge Carmine Ventre, del Centro analisi biochimiche Sas, con limiti molto alti di sostanze nocive usate nei campi durante la coltivazione.

“Gli italiani ci dicono: vogliamo il prezzo basso”

“Gli italiani dicono: ‘No, non preoccupatevi, mettete più pesticidi e fertilizzanti, così aumenta la produzione e scende il prezzo”, dice l’esportatore cinese alla giornalista Mediaset che pensa sia un’operatrice del settore. “Basta che il prezzo sia basso”. E quanto è questo prezzo? Da 750 a 840 dollari a tonnellata, a seconda della lavorazione, che passa da una qualità scarsissima di concentrato di colore caffè a qualità via via superiori e un po’ più rosse. Come il pomodoro.

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