Ostia, porto turistico: in manette il patron Balini

I finanzieri del comando provinciale di Roma stanno eseguendo 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti di un’ampia associazione criminale che fa capo a Mauro Balini, 50 anni, imprenditore molto conosciuto presidente del Porto Turistico di Roma, che è situato a Ostia. Con lui sono finiti in manette Massimo Amicucci, Edoardo Sodano e l’avvocato Sergio Capograssi mentre in totale 15 sono gli indagati. L’accusa è di bancarotta fraudolenta legata il crac da 160 milioni della società concessionaria Ati a cui si aggiunge anche l’ipotesi di reato di associazione a delinquere che, a vario titolo, riguarda il riciclaggio e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto della capitale Nello Rossi, procura della capitale, era partita nel 2012.

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Il porto è divenuto un luogo per vip

In corso il sequestro di beni all’interno del Porto, tra i quali posti barca, parcheggi, strutture amministrative, commerciali, un pezzo della marina e aree portuali, per un valore di oltre 400 milioni di euro. Il solo porto turistico di Roma, diventato attrazione per vip ed eventi mondani, oltre che sportivi, è stato costruito nel 2001 e si articola su un’area di 22 ettari. Sono 840 i posti a disposizione, 16 i pontili e i posti sono destinati a imbarcazioni tra gli 8 e i 60 metri. Nel corso dell’amministrazione di Gianni Alemanno sindaco di Roma, la Ait aveva ottenuto l’ok all’ampliamento della struttura per arrivare a comprendere fino a 1.419 posti con più 600 nuovi punti di ormeggio per imbarcazioni dai 12 ai 70 metri.

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Balini nipote di… Dallas

 

La figura di Mauro Balini, già più volte “attenzionato” in passato dalla magistratura romana, è al centro dlele nuove indagini.

Protagonista della “Roma bene”, Mauro è il nipote del famoso Vittorio Balini, morto nel 1999, che si arricchì grazie ai diritti televisivi di serie come Dallas o Dinasty. Vittorio – come scriveva qualche tempo fa Il Fatto quotidiano in un articolo di Andrea Palladino molto documentato sui fatti di Ostia – iniziò decenni fa come bagnino, poi arrivò ai vertici delle case cinematografiche internazionali, arrivando a trattare direttamente con Silvio Berlusconi, al quale cedette Dallas dopo un primo passaggio in Rai. Raccontano che uno degli accordi sui diritti televisivi lo scrissero su una scatola di cerini; leggenda, hanno raccontato gli interessati, “è bastata in realtà una stretta di mano”.

Morto il patriarca Vittorio – che a Ostia ha investito buona parte dei capitali – gli affari sul litorale romano sono passati al nipote Mauro, presidente del porto di Ostia fino al momento dell’arresto.

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