Londra: amici e parenti in sala parto, è boom per le nascite “social”

Crowdbirthing. Tenetelo bene a mente questo termine perché sta diventando una moda, almeno a partire dalla Gran Bretagna. Di cosa si tratta? Del parto collettivo o, in altre parole, di una piccola folla – massimo 8 persone – che assiste alla nascita di un bambino. Da apripista per questo nuovo fenomeno sono soprattutto le partorienti più giovani, 20 anni o giù di lì, che estendono il momento più bello della loro vita ad amici e parenti in aggiunta al padre del nascituro e al personale medico e paramedico.

Il parto raccontato da 2 mila donne

Quanto il “crowdbirthing” stia prendendo piede lo rivela un sondaggio del sito Channel Mum che ha intervistato oltre 2 mila mamme di età molto diversa, fino ai 60 anni. Queste ultime, alla nascita di un figlio, avevano accanto solo il marito, nella migliore delle ipotesi, quelle di 10 anni più giovani avrebbero voluto la loro, di mamma, e man mano che si scende con l’età ecco che il parto viene inteso come un’esperienza sempre più social.

“Le giovani condividono ogni evento”

“Le generazioni più giovani sono abituate a condividere ogni aspetto della propria vita”, spiega infatti Slobha Freegard di Channel Mum, “e allora perché non la nascita? Molte donne considerano la gravidanza come il loro più grande successo e vogliono farne partecipi le persone più care. Per chi riceve l’invito è un onore e un privilegio».

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