Angelina Jolie riappare in pubblico dopo l’ultima operazione

L’attrice Angelina Jolie è riapparsa in pubblico a Inglewood, in California, dopo l’annuncio della nuova operazione alle ovaie e alle tube a cui si è sottoposta di recente, preoccupata dlala possibilità di essere colpita dal cancro.

L’occasione è stata rappresentata dai Nickelodeon’s Annual Kids’ Choice Awards”, dove l’attrice è stata premiata per aver interpretrato, nel film della Disney Maleficent, la strega cattiva della “Bella addormentata”.

Qui le foto sulla sua pagina Instagram.

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Le notizie dell’operazione

Nel 2013 era stata sottoposta a una doppia mastectomia e questa volta, in sala operatoria, le sono state rimosse le ovaie e le tube di falloppio. L’attrice Angelina Jolie, 39 anni e madre di 6 figli tra biologici e adottati, ha preferito così rinunciare a un altro pezzo del suo corpo piuttosto che rischiare lo sviluppo di un tumore che, secondo un test genetico a cui si era sottoposta, ha il 50 per cento delle possibilità di avere. “Mi sento ancora molto femminile. So che non è possibile rimuovere tutti i rischi. Ma so anche che i miei figli non diranno mai mamma è morta per un cancro ovarico”: ha detto l’attrice.

L’attrice: “Ora sono in menopausa forzata”

A commentare l’esito dell’intervento è stata l’attrice stessa, che ha scritto: “L’operazione alle ovaie è meno complessa di una mastectomia, ma i risultati sono di maggiore rilevanza, in quanto mi hanno messa in menopausa forzata”. Inoltre ha aggiunto che, dall’esito delle analisi citologiche sui tessuti asportati, c’era un piccolo tumore benigno. Ha preferito così, insomma, piuttosto che affrontare una probabile neoplasia che già aveva ucciso sua madre, sua nonna e sua zia.

La psicologa teme emulazione: “Le alternative ci sono”

“Il rischio è quello di tralasciare altre opzioni altrettanto valide”. Lo afferma Ketti Mazzocco, psicologa dell’istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, che parla già di “rischio Jolie” pensando a donne che vogliano sottoporsi a mastectomie o interventi analoghi per scongiurare l’insorgenza del cancro. Aggiunge la psicologa: “Un impatto sul comportamento, una storia come quella dell’attrice rende molto più facile fare una scelta simile. Proprio a seguito della vicenda c’è stato un incremento notevole nel numero di donne anche giovanissime che scelgono di fare il test genetico e poi l’intervento. Ci vorrebbe un testimonial forte per la sorveglianza attiva, che è dimostrato che è altrettanto efficace, anche se sarebbe difficile trovarne uno ‘perfetto’ come la Jolie”.

L’oncologo: “In Italia manca cultura sulla genetica”

A questo proposito è intervenuto anche Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). In particolare sul test, afferma che “bisogna tener conto di diversi fattori, a partire da quanto il gene mutato è espresso, e solo dopo il counseling genetico prendere una decisione. Serve una cultura del counseling genetico, per cui in Italia siamo ancora indietro, e l’associazione sta lavorando a dei corsi sul tema. Il test del Dna comunque non è per tutte le donne, ma solo per chi ha avuto un tumore al seno da giovane, o ha una forte familiarità, come dicono tutte le linee guida. Bisogna valutare bene i fattori di rischio prima di sottoporsi al test”.

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