Argento colloidale: è davvero sicuro “l’antibiotico naturale”?

Lo chiamano “l’antibiotico naturale”, ne vantano i benefici, come se per curare mal di gola e bronchiti non servisse altro. Tra i rimedi della medicina non convenzionale l’argento colloidale è quello che negli ultimi tempi fa più parlare di sé. Chi lo ha provato giura che in 3 o 4 applicazioni sia in grado di far sparire raffreddori, faringiti, persino le infezioni più profonde. Si vende per lo più in erboristeria o sul web, in tantissime variabili (puro, mescolato ad altre sostanze, per lo più fitoterapiche), da bere assoluto o da sciogliere in acqua. E – caratteristica davvero singolare – chi lo vende e chi lo usa garantisce che questo rimedio efficacissimo non ha effetti collaterali, tanto da potere essere assunto anche dai bambini.

 

Nessun “effetto collaterale”?

Efficacissimo e innocuo nello stesso tempo. Possibile? “No”, risponde secco Marco Valussi, fitoterapeuta e studioso di lungo termine di medicina naturale. Uno che dal 1996 ha pubblicato più di 100 articoli tecnico scientifici su piante medicinali, fitoterapia, oli essenziali, e che non ha nessun tipo di pregiudizio contro la medicina non convenzionale. “In natura non esiste una sostanza che possa avere un effetto sul nostro organismo, senza che questo provochi conseguenze, seppur minime”, spiega.

 

Dottor Valussi, intanto, l’argento colloidale è efficace o no?

“L’argento viene reso in forma colloidale per far sì che gli ioni d’argento vengano rilasciati più facilmente, in questo modo riesce ad avere un’attività antisettica, e di conseguenza ad agire attivamente contro i batteri. In teoria gli ioni sono in grado di rompere la membrana batterica, rendendo meno attiva l’azione patogena. Ma questo succede in vitro”.

 

Cosa succede, invece, nel nostro organismo?

“Gli studi clinici pubblicati fino ad oggi non hanno dimostrato nessuna azione particolare sull’uomo. Non abbiamo dati che confermino l’efficacia che l’argento colloidale ha mostrato in vitro. Va però detto che la maggior parte dei test ha riguardato l’argento colloidale utilizzato come terapia topica contro ustioni, infezioni dermatologiche, e altre patologie o disturbi. Ci vorrebbero insomma più studi e più mirati per potere dimostrare una qualunque azione del metallo come principio attivo per combattere le infezioni delle vie aree superiori”.

 

Quali sono i possibili effetti collaterali?

“Gli studi relativi all’argento colloidale applicato sulla pelle hanno evidenziato il rischio di irritazioni. Così come attaccano la membrana batterica gli agenti ionizzanti sono in grado di attaccare anche le membrane della nostra pelle. Quanto all’assunzione per via orale, in teoria essa comporta un piccolo livello di rischio, ma riguarda l’assunzione in grandi dosi”.

 

Come possiamo regolarci?

“I prodotti in circolazione sono tali e tanti da rendere impossibile dare un’indicazione precisa e valida per tutti: bisognerebbe vedere quanto argento c’è e in quale misura è biodisponibile”.

 

Cosa consigliare, allora?

“Iniziamo col dire che l’argento colloidale non è una sostanza naturale, ma un metallo, che non ha nulla a che vedere con la fitoterapia. E che è un errore considerare ‘naturale’, qualunque cosa che non sia classificabile come medicina ‘tradizionale’. È poi inutile e controproducente usare preparati la cui efficacia non è stata dimostrata, e che presentano un livello di rischio, seppur minimo.

 

Esistono valide ed efficaci alternative?

La fitoterapia è una scienza antica e molto studiata. Contro le infezioni delle vie aree superiori, raffreddore, tosse, mal di gola, si sono dimostrati utili sciroppi a base di timo, antisettico, e liquirizia, che è un efficace antipiretico, o di mirra e incenso. Oppure rimedi a base di propoli.

Se l’infezione è più profonda sono utili suffumigi con oli essenziali di piante balsamiche come menta, eucalipto, timo, e con agenti antisettici come lavanda e tea tree oil. Facendo sempre attenzione a usare pochissime gocce, per evitare così il rischio di ritrovarsi la gola infiammata.

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