CONDOMINIO/ Se il dirimpettaio rompe il muro comune

Gentilissimi,

nel nostro condominio c’è una chiostrina interna su cui affacciano quasi tutti gli appartamenti della palazzina.
Il mio dirimpettaio ha aperto una finestra sul muro comune, proprio di fronte a quella mia.
Ritengo che questa cosa sia illegittima, infatti la finestra consente l’affaccio sulla chiostrina e a mio parere è una vera e propria servitù, illegittima, dal momento che non è stata autorizzata dall’assemblea e dagli altri condomini.
Vorrei fare causa per obbligarlo a chiuderla.

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Risponde Rosario Calabrese, presidente dell’Unione nazionale amministratori di immobili



Evidentemente Lei ha letto qualcosa in merito a luci e vedute trattate dal codice civile.
Il suo ragionamento sarebbe corretto, in senso assoluto. Il fatto però è che la situazione in cui i fatti si svolgono è quella condominiale.
Nell’ordinamento del condominio si applica l’articolo 1102, il quale stabilisce: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.  A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.”.
Come vede, il muro comune, può essere modificato liberamente, da qualsiasi condomino a condizione che “non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”. Non mi pare che questa condizione ostativa sia accertata nel Suo caso.
Non si tratta quindi di una servitù, ma di un legittimo uso del bene comune.
In un caso simile al Suo un condomino aveva chiesto la condanna di altri condomini che avevano aperto una finestra sul muro condominiale con affaccio sulla chiostrina. Egli chiedeva il ripristino dello stato dei luoghi, in quanto, a suo parere, l’opera costituiva una servitù di veduta a distanza non legale rispetto alle altre unità immobiliari in proprietà esclusiva.
I giudici di merito, inclusa la Corte d’Appello, avevano accolto la domanda.
La Corte di Cassazione è stat di tutt’altro parere, affermando “L’apertura di una finestra sul muro comune e prospiciente una chiostrina condominiale non integra un’ipotesi di servitù a carico degli alloggi frontistanti, ma utilizzazione della cosa comune che assolve alla precipua finalità di dare aria e luce alle unità immobiliari che su di essa si affacciano.”
La sentenza è recente, emessa dalla sez. II, 3 gennaio 2014, n. 53.
Ne tenga conto se decide comunque di iniziare un giudizio legale

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