Perdita di capelli? Niente panico, i consigli dell’esperto

Capelli che restano nella spazzola o sul cuscino? Non è il caso di farsi prendere dal panico. In questa stagione la perdita di capelli può raggiungere quantità davvero consistenti: anche oltre 100 al giorno.

Ma si tratta di un fenomeno naturale: “I capelli hanno un loro ciclo di crescita che il cambiamento climatico delle stagioni intermedie, autunno e primavera, tende ad intensificare”, rassicura il professor Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto in basso).

“A cadere, quindi, sono i capelli in fase telogen, ormai al termine del loro ciclo di vita, mentre i follicoli stanno già lavorando per produrre capelli nuovi”.

Ma quanto durerà questa fase e, soprattutto, possiamo fare qualcosa per contenerla?

“La situazione dovrebbe tornare alla normalità nel giro di qualche settimana”, risponde l’esperto. “Possiamo, comunque, aiutare la nostra chioma a riprendere più velocemente vitalità e forza con qualche accorgimento.

Iniziamo dal lavaggio: scegliamo shampo delicati e non aggressivi e, soprattutto, cerchiamo di non stressare i capelli con un uso eccessivo di phon e piastra.

Ricorrere ad una fiala anticaduta, due-tre volte a settimana, può essere molto utile: oggi ci sono in commercio ottimi prodotti che uniscono l’azione protettiva a quella stimolante. Molto efficaci, per esempio, sono le lozioni a base di una pianta giapponese, la Boehmeria Nipononivea, e quelle a base di Colostro.

Anche un integratore alimentare può servire a rimettere in forma l’organismo e contribuire alla salute e alla bellezza dei capelli”.

Come orientarsi?

“Il suggerimento è di sceglierne uno il più completo possibile, che contenga tutti gli aminoacidi della cheratina, la proteina che costituisce il capello”, afferma il professor Mercuri. “Importanti per una efficace azione di ricrescita sono anche le vitamine del gruppo B e i sali minerali. I trattamenti vanno seguiti per almeno tre mesi”.

In qualche caso si consulta il dermatologo

Se le zone che appaiono diradate ci sembrano un po’ troppo estese, però, la cosa migliore è rivolgersi ad un dermatologo, che indagherà in modo approfondito le possibili cause: “Possono essere svariate: una predisposizione genetica, degli squilibri ormonali, un forte stress fisico o emotivo, una dieta drastica, l’utilizzo di determinati farmaci”, sottolinea lo specialista. “Una diagnosi corretta è  fondamentale per impostare la terapia più adeguata per affrontare il problema”.

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