Brescia, uccisa a 14 mesi da 2 pitbull: dopo il nonno, indagati genitori e veterinario

La procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i genitori della bambina di 13 mesi azzannata a morte dai suoi due cani pitbull lo scorso 17 settembre mentre giocava nel giardino di casa a Flero, nel Bresciano. Già il nonno paterno, unico presente in casa al momento della tragedia, era stato indagato per mancata sorveglianza della nipotina.

La posizione del sanitario

I genitori sono i proprietari dei due cani e avrebbero dovuto valutare la convivenza tra gli animali e la figlia. Indagato invece per omissione di atti d’ufficio un veterinario del paese bresciano che qualche settimana prima non aveva denunciato all’Ats il ferimento di un cane nel parco di Flero da parte degli stessi due pitbull.

Brescia: uccisa a 14 mesi da 2 pitbull, la Procura apre un fascicolo sul nonno, le notizie del 19 settembre 2017

Una bambina di 14 mesi, Victoria, è stata azzannata e uccisa, l’altra sera, da due pittbull a Flero, in provincia di Brescia. La bimba era figlia di Olga, una donna di 22 anni Brescia e di un uomo di origini albanese che lavora all’estero ed era in casa sola con il nonno, 63 anni, quando è stata aggredita dai due animali.

Per il Codacons si tratta di “una tragedia annunciata”. “La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’uomo”, ha aggiunto in una nota, “deve essere affrontata una volta per tutte; da anni chiediamo di prendere provvedimenti, ma le istituzioni rimangono immobili a guardare bambini sbranati da cani”.

 

La Procura di Brescia apre un fascicolo sul nonno paterno

La Procura ha iscritto nel registro degli indagati il nonno paterno della bambina di morta ieri sera a Flero, in provincia di Brescia, azzannata dai due pitbull della famiglia. L’uomo, 63 anni, di origini albanesi, è ricoverato in ospedale per le ferite riportate nel tentativo di salvare la nipotina.

L’inchiesta è aperta per omicidio colposo per omessa custodia della minore. Nessuna ipotesi di reato nei confronti dei genitori della bambina, proprietari dei cani abbattuti dai carabinieri.

Abolita la lista delle 17 razze a rischio

Ancora secondo il Codacons, “indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che alcune specie, come i pitbull o i rottweiler, per le loro caratteristiche proprie (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura”. Per questo occorrerebbe un patentino, una specie di porto d’armi, per i proprietari. “L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ex ministro Sirchia, ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza”.

Tornando alla cronaca, il nonno ha cercato di difenderla ma è stata morso a sua volta. La famiglia abita in una villetta a schiera nell’immediata periferia del paese. I carabinieri hanno dovuto abbattere i cani per cercare di soccorrere la bambina e il nonno.

La morte arriva all’improvviso

La tragica fine arriva in un attimo, verso le 19.30 di ieri sera. La bambina di 14 mesi è in casa — l’ultimo appartamento di una serie di villette a schiera (nella foto qui sopra) — con il nonno paterno (arrivato dall’Albania) quando riesce a sfuggire al suo sguardo e sgattaiolare fuori, nel piccolo cortile lastricato.

Vuole giocare con i cani di famiglia, due pitbull “red nose”: li separa solo un gradino. Improvvisamente i cani, non si sa per quale motivo, la aggrediscono. Non bastano le urla dei vicini, che immediatamente chiamano il 118, a slavarla. E nemmeno il tentativo disperato del nonno. Victoria muore per le ferite riportate, soprattutto alla testa.

Nemmeno i carabinieri riescono a varcare il cancello della villetta: per consentire agli operatori sanitari di provare a curare la piccola.

Costretti ad abbattere i due cani

i militari sono costretti a sparare e abbattere i due pitbull. Tre colpi. Ma è troppo tardi. 

Arriva anche la mamma. Le sue urla strazianti risvegliano l’attenzione dei residenti, già preoccupati per le sirene delle ambulanze arrivate nella via. Si sente male, e anche lei viene trasportata in ospedale. Così come il suocero, 63 anni, sotto choc, che a sua volta riporta ferite da morso.

Solo il padre sapeva gestire quei pitbull

Egi, il padre della bambina, si trova in Germania, dove si è trasferito per lavoro dopo averlo perso qui in Italia.

“Solo il padre della piccola riusciva a gestirli, erano pericolosi”, commenta qualche vicino, ricordando che in precedenza i due pitbull avrebbero aggredito cani del quartiere.

Inchiesta della Procura di Brescia

Ancora non è chiaro cosa abbia scatenato il loro raptus. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo sulla vicenda: al vaglio del sostituto Roberta Panico anche la posizione del nonno, per l’omessa custodia della nipotina.

 

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