Sbiancare i denti, sì: ma come? Tre metodi a confronto

Denti bianchi e splendenti? La dott.ssa Roberta Saccomandi, odontoiatra e ortodontista in Bologna (www.semprinitoschi.it), ci ha illustrato le tecniche sbiancanti più comuni, agevolate da una preventiva igiene dentale. Qualunque sia il metodo scelto, spiega l’esperta, nelle 48 ore successive ai trattamenti  vanno evitati colluttori, e cibi e bevande ricchi di tannino: carote, carciofi, spinaci, pomodori, barbabietole, melanzane, sughi, salse, ciliegie, fragole, frutti di bosco, marmellate e liquirizia; vino rosso, thè, Coca Cola, caffè, che potrebbero macchiare i denti. «Meglio preferire cibi e bevande di colore bianco o chiaro, come i latticini.».

Lo sbiancamento nello studio dentistico

A chi è consigliato

A chi non vuole incombenze domiciliari. Non è invece indicato per chi ha gravi recessioni gengivali, sensibilità caldo-freddo, carie ancora da trattare, otturazioni infiltrate, erosioni, abrasioni o fratture dei denti da trattare, dispositivi ortodontici, corone o impianti sui denti anteriori.

Come funziona

Viene utilizzato il perossido di idrogeno a concentrazione elevata (dal 16% al 38%); oppure il perossido di carbamide, dal 30% al 35%. Il trattamento eseguito fotoattivato – con posa sotto apposite lampade – aumenta l’effetto del 33%», spiega la Saccomandi. “In una singola applicazione – di circa un’ora e mezza – viene applicato il materiale 2-3 volte per 15 minuti. Il trattamento va ripetuto annualmente, purché il paziente segua periodiche pulizie dei denti e rispetti le istruzioni post sbiancamento”.

I vantaggi

Efficacia assicurata e minima incombenza domiciliare.

Gli svantaggi

Il costo elevato (200-600 euro, secondo il metodo applicato).
Precauzioni in soggetti con sensibilità a denti, gengive e mucose: antidolorifico post trattamento, riduzione tempo di posa o percentuale di perossido sui denti inferiori; applicazione di diga liquida che impedisca infiltrazioni di perossido nei tessuti molli.
Non devono invece preoccupare fitte di lieve o moderata intensità nelle 6-8 ore dal trattamento; cessano spontaneamente.

 

Il kit fai-da-te che si compra presso lo studio dentistico

A chi è consigliato

A chi ha tempo e manualità.
Come funziona

Si acquista dal dentista ma si effettua a domicilio. «Il professionista controlla periodicamente l’andamento del trattamento effettuato direttamente dal paziente, che può essere eseguito senza mascherina – per chi ha pochi denti da sbiancare – oppure con un tray universale monouso. Nel primo caso, il paziente – utilizzando un apribocca – applica lo sbiancante tramite un pennello; facendo attenzione ad agire soltanto sulla corona integra, evitando le radici esposte o le gengive. Ripete il trattamento 2 volte al giorno per 7 giorni, ovvero 1 volta per 14 giorni. La posa è sempre di 20 minuti. Nel secondo caso si usano due mascherine universali monouso, precaricate di perossido di idrogeno al 9%; da applicare una superiormente e una inferiormente. La posa va dai 30 ai 60 minuti al giorno, per circa 8-10 giorni, a seconda del risultato da ottenere», spiega l’esperta.

I vantaggi Costo inferiore rispetto al metodo tradizionale.

Gli svantaggi Margine di errore del paziente nell’eseguire il trattamento.
Le precauzioni sono le stesse del metodo tradizionale.

 

I dentifrici sbiancanti per effetto ottico

A chi sono consigliati A chi, pur non avendo soldi da spendere, desidera avere i denti bianchissimi in una particolare occasione.
Come funzionano «Contengono sbiancanti ottici clinicamente testati, che si attivano con lo spazzolamento. Le particelle della schiuma blu che si forma si depositano sul dente pulito, riflettendo la luce. Il loro è però un effetto esclusivamente ottico, frutto dell’azione superficiale di un colorante. Agendo in media una giornata, sono meno invasivi dei dentifrici sbiancanti con bicarbonato di sodio, da utilizzare 2-3 volte al mese».
I vantaggi Costo bassissimo e nessuna precauzione da adottare.
Gli svantaggi Effetto esclusivamente ottico, temporalmente limitato.

 

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