Olio, arriva il novello: +30% sul 2014, ma cresce quello tunisino +7%

È arrivata in anticipo in Italia la raccolta delle olive,  che – dopo l’anno nero rappresentato dal 2014 – quest’anno vedrà un aumento stimato di oltre il 30% della produzione di olio, con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole.

La buona notizia arriva dalla Coldiretti, con il via alla campagna olivicola che mette in moto un settore che vanta un patrimonio di 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

Questi numeri fanno dell’Italia il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, ma anche il primo paese per numero di oli Dop (Denominazione origine protetta). Sono in tutto ben 43.

 

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Il 2014 l’anno “orribile”
Rispetto allo scorso anno – sottolinea Coldiretti – uno dei più negativi della storia dell’olivicoltura italiana, con poco più di 300.000 tonnellate d’olio, la produzione 2015 dovrebbe risalire a circa 400.000 tonnellate, pur rimanendo sotto la media storica (intorno alle 500mila).

 

Ottima la qualità delle olive, perché il caldo ha limitato la mosca olearia

In compenso la qualità delle olive sarà ottima grazie anche al caldo che ha limitato gli attacchi della mosca olearia.
Il problema – sottolinea la Coldiretti – è che la scarsa produzione dello scorso anno ha favorito le importazioni dall’estero, che nel primo semestre del 2015 hanno visto l’arrivo di 321.000  tonnellate di olio straniero, con un vero e proprio boom dalla Tunisia, un paese dal quale le importazioni sono addirittura cresciute del 748 per cento nel giro di un anno.

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