Mostro di Firenze, il legionario indagato: “Il mandante è il mio medico”

Nuova svolta nei delitti del mostro di Firenze e la rivela oggi il quotidiano fiorentino La Nazione.

Secondo il giornale, Giampiero Vigilanti (nella foto in basso), il legionario su cui si è riaperta l’inchiesta, nei suoi interrogatori, tira in ballo il suo medico curante, Francesco Caccamo, che oggi ha 87 anni.

Caccamo vive a Dicomano, nel Mugello, ma ha lavorato anche in un ambulatorio a Prato. Non a caso, era il medico curante dell’ex combattente della Legione straniera.

 

Un “anello” del secondo livello

L’anziano medico sarebbe, secondo Vigilanti, un anello del cosiddetto “secondo livello”, quello ipotetico dei “mandanti”, che avrebbero commissionato gli omicidi delle coppiette. Ma la perquisizione a casa del dottore non avrebbe offerto elementi a supporto di questa tesi. Gli inquirenti continuano però a ritenerlo un nome che necessita di molti approfondimenti.

Una pista già battuta senza successo

La pista dei mandanti era già stata battuta dalla procura fiorentina, ma si è arenata davanti al proscioglimento, al processo in abbreviato, del farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei.

 

 

La nuova indagine aperta dalla Procura: le notizie del 27 luglio

Per i delitti del mostro di Firenze ci sarebbe una nuova pista che legherebbe gli 8 duplici omicidi alla ‘strategia della tensione’, a una ‘pista nera’. Il pm che ha sempre indagato sui delitti del mostro, Paolo Canessa, ora procuratore capo a Pistoia, avrebbe indagato secondo quanto scritto sui quotidiani locali, un ex legionario, Giampiero Vigilanti (nella foto sotto), 86 anni, residente a Prato.

Intervistato dalla Nazione di Firenze, Vigilanti afferma di aver ucciso da 300 a 500 persone tra Vietnam e Indocina, ma nega di essere il mostro di Firenze, anche se spiega che negli ultimo 10 anni è stato più volte interrogato da Canessa, ma senza che il Pm concludesse nulla.

Sentito più volte dai magistrati

L’inchiesta sarebbe condotta in collaborazione con il procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco. L’uomo, secondo quanto spiegato, conosceva Pietro Pacciani (sotto): come lui nel 1951 abitava a Vicchio, nel Mugello, quando quest’ultimo uccise l’ex rivale sorpreso con la sua ragazza. Vigilanti sarebbe stato sentito da Canessa più volte negli ultimi mesi e condotto nei luoghi dove vennero uccise le coppiette.

Già lambito dall’inchiesta

Era già stato coinvolto marginalmente dalle indagini. La pista nera era stata già emersa 30 anni fa e poi ripresa dopo un esposto dell’avvocato Vieri Adirani, legale dei familiari di Nadine Mauriot, una delle vittime del mostro.

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