Rivoluzione Coop: uova e carne senza antibiotici (video)

La carne senza antibiotici è servita. La rivoluzionaria proposta viene da Coop, che con “Alleviamo la salute” ha avviato la conversione di 1.600 allevamenti fornitori dei prodotti a marchio, eliminando ogni traccia di antibiotici.
La campagna è stata presentata giovedì 27 aprile a Roma assieme al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (nella foto sotto). Ma i primi prodotti sono già nei negozi Coop.

Già nei negozi

Dalla fine del 2016, tutti i prodotti avicoli della linea Fior Fiore Coop –  polli, galline, tacchini, faraone – sono già in vendita certificati come “senza antibiotici”. E nei prossimi giorni la stessa garanzia di salubrità sarà estesa ai polli, anche arrosto nel reparto gastronomia, alle uova e via via alle carni di allevamenti bovini e suini.

L’iniziativa ha enorme rilevanza per la salute. Risponde con azioni concrete ai ripetuti allarmi sulla diffusione di batteri resistenti agli antibiotici, che si stima possa diventare la principale causa di morte nel 2050, e nel 2016 ha già totalizzato 23mila vittime in tutta Europa.

 

Benessere per tutti
L’eliminazione dell’uso di antibiotici negli allevamenti assicura anche migliori condizioni di vita agli animali. A renderla possibile è infatti l’adozione di misure per il benessere animale che riducono l’incidenza delle malattie tipiche del sovraffollamento e della gestione degli allevamenti quale corpo unico.
Invece di eseguire somministrazioni massive di antibiotici a scopo preventivo (e spesso volte ad accelerare la naturale crescita dell’animale), i 1600 produttori legati a Coop monitorano le condizioni di salute di ciascun esemplare. E ove sia indispensabile, somministrano l’antibiotico, salvo scartare il singolo capo dall’allevamento dedicato alle forniture per Coop. Una garanzia persino più stringente di quella sulle produzioni biologiche, dove l’eccezionale ricorso ad antibiotici può ricorrere ma non comporta l’esclusione dell’animale dall’allevamento certificato.

Alleviamo la salute…
Con l’operazione Alleviamo la salute, ancora una volta la prima insegna della grande distribuzione in Italia sposta in avanti i limiti e fa da apripista per un ulteriore miglioramento della una produzione alimentare.
Sin dal 2010 ha escluso le uova da galline in gabbia, ha poi eliminato il fois gras (ottenuto con sistemi di tortura delle oche), escluso le piume d’oca dagli abiti. Una serie di misure attente al benessere animale in continua evoluzione.

E c’è anche la linea “buoni e giusti”
Altrettanto attiva sulla tutela dei diritti umani, proprio un anno fa assieme al ministro Martina ha presentato la linea ‘Buoni e giusti’, realizzata senza sfruttamento dei lavoratori.
Senza dimenticare che fu la prima catena, nel maggio 2016, a scartare l’olio di palma dai suoi prodotti a marchio, all’indomani del parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sulla cancerogenicità del palma raffinato. Raccogliendo aspre critiche dall’industria dolciaria ma enorme apprezzamento presso i consumatori.
Quel gesto coraggioso (e oneroso) segnò un punto di non ritorno, e fu copiato controvoglia anche dagli ultimi sostenitori dell’economico grasso tropicale. Speriamo che anche questa volta Coop inneschi un contagio, ovviamente da curare senza antibiotici.

Ecco un video esplicativo pubblicato dall’Adn Kronos

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