Bentornata ora legale, avete spostato le lancette?

Dalla notte scorsa è tornata l’ora legale. Le due sono diventate le tre e si è persa un’ora di sonno. D’accordo, all’ambiente e al risparmio energetico fa bene, considerando che in Italia, negli ultimi 6 anni, sono stati risparmiati a quasi 900 milioni di euro. Ma sulla salute qualche conseguenza non così positiva c’è perché, con il passaggio all’ora legale, il 15% degli italiani soffrirà di affaticamento, irritabilità, fatica nella concentrazione, emicrania e insonnia. Bambini sotto i 14 anni compresi, dato che in 100 mila risentiranno di sonnolenza, malumori, inappetenza e irritabilità.

Gli effetti sul fisico nei primi giorni

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle 2 del mattino, le lancette dell’orologio sono state spostate in avanti di un’ora. Con l’effetto che la sera si avrà più luce, ma la sveglia suonerà con 60 minuti di anticipo provocando qualche disagio per una settimana circa. I disturbi che per una manciata di giorni verranno accusati sono descritti dall’università La Sapienza mentre uno studio del Journal of Applied Psychology aggiunge che, con il cambio dell’ora, possono aumentare gli incidenti stradali o, senza andare alla ricerca di conseguenze così drammatiche, far registrare un calo della produttività al lavoro, dato che si tende più facilmente a perdere tempo leggiucchiando contenuti d’intrattenimento invece che concentrarsi sulle incombenze professionali. Addirittura, secondo l’università del Michigan, nelle 24-36 ore successive al cambio di orario, gli infarti aumenterebbero del 25%.

I consigli per affrontare meglio il cambio

Che fare allora per evitare tutti questi problemi? Per i più piccoli, si consiglia di privilegiare le attività sportive (dritta valida anche per gli adulti), di evitare per qualche giorno il sonnellino pomeridiano e di anticipare l’ora in cui di solito ci si corica. Andare a letto prima vale anche per chi ha superato da un pezzo l’infanzia, compresi coloro che amano fare le ore piccole, “allenandosi” ad alzarsi un po’ prima il mattino. In questo modo il fisico si abitua al nuovo orario e in capo a una settimana – anche meno, se le condizioni climatiche saranno buone – tutto tornerà alla normalità.

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