“Ho avuto un figlio da un uomo ricco, ma lui è il marito di un’altra…”

Cara Anna,
ho avuto un figlio da un uomo benestante e sposato: la nostra relazione è finita quasi subito, anzi non è mai iniziata davvero, ma io ho voluto tenere il bambino. Lui in un primo tempo se ne è disinteressato, dicendo che era una scelta mia, ma poi improvvisamente ha voluto riconoscere il figlio. Aveva parlato con la moglie e lei, illuminata dalla sua cultura di psicoanalista, aveva accettato la cosa ed erano riusciti a ricostruire il loro rapporto.

Voleva vedere il bambino regolarmente, occuparsi di lui economicamente, tenerlo a casa con sua moglie nei week end, portarlo in vacanza e far condurre a mio figlio Alessandro la stessa vita del figlio loro, quasi coetaneo del mio. Ho rifiutato. Mi ha chiamata la moglie che calma, ma come se parlasse a una scema, mi ha detto che con loro mio figlio avrebbe fatto sport, studiato l’inglese e avrebbe avuto buone scuole e un padre, tutte cose che io non potevo offrirgli. Che se mi fossi opposta si sarebbe rivolta ai servizi sociali che mi avrebbero facilmente tolto il bambino, dato che io avevo un lavoro precario e non potevo permettermi nulla di ciò che loro gli avrebbero dato.

Son stata costretta ad accettare. Le cose sono andate proprio come lei mi aveva detto, lo hanno iscritto in una scuola privata dove si parla solo in inglese, lo portano in vacanza a Cortina. Alcuni particolari non mi fanno però stare tranquilla: mio figlio chiama il padre per nome, mentre l’altro bambino, quello avuto con la moglie, lo chiama ‘papà’. Quando Alessandro arriva dal padre gli fanno la doccia anche se io lo mando sempre pulito, gli mettono vestiti che gli hanno comprato loro: quelli che gli preparo nello zainetto me li rimandano senza neanche averli toccati. Son sicura che, pur trattandolo bene, lo fanno sentire diverso. Non so che fare…
Laura

aaaAnnaPavignano

Cara Laura,
tu e tuo figlio siete dentro a una storia dove tutto è apparentemente perfetto, ma in sottofondo c’è una musica stonata o una luce falsa. La stranezza parte dal velato ricatto iniziale, neanche tanto velato poi, di toglierti il bambino. Il tutto architettato da una persona competente, che forse ha approfittato della tua ingenuità, facendo leva sulla tua insicurezza anche economica.

Alla fine, il tuo ex amante mi sembra un tontolone che ha poca voce in capitolo, mentre questa moglie sembra sia stata spinta, scusa la crudezza, più che dal desiderio di voler bene a tuo figlio come al suo (nessuno lo avrebbe preteso), dall’esigenza di dargli un’educazione che lei reputava all’altezza della loro posizione sociale. Come poteva, SUO figlio, quello vero, avere un fratello che nemmeno sapeva l’inglese? Lei che era così illuminata, come dici tu, da accettare il frutto del tradimento doveva provvedere a tappare i buchi, a rimettere tutto a posto: che brava! Una donna perfetta!

Trovo che sia grave che Alessandro non possa chiamare ‘papà’ suo padre in presenza di un fratello che invece lo fa. Ecco, da questo elemento potresti partire per chiedere consiglio a una persona competente, forse proprio a una figura dei servizi sociali che ti è stata prospettata come una minaccia, ma che invece potrebbe darti gli strumenti per non essere schiacciata dal bisogno di controllare, dominare e auto affermarsi di questa sostituta mamma, di cui penso che tuo figlio non abbia bisogno. Di questi tempi, in cui si straparla del diritto dei bambini di avere un padre e una madre, mi pare che nel tuo caso ci sia una madre, anzi una matrigna di troppo. E anche pericolosa per la serenità di Alessandro.

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