Il compagno di George Michael: “L’ho trovato nel letto”, ma c’è l’ipotesi overdose

È ancora misteriosa la causa della morte di George Michael, scomparso a 53 anni. Il manager ha parlato di insufficienza cardiaca, la polizia precisa che “non ci sono circostanze sospette”. Il suo staff afferma che “è morto serenamente in casa sua”. Anche il suo partner Fadi Fawaz (con lui nella foto qui sotto) ha detto di averlo trovato nel letto di casa, con gli occhi chiusi. Ma questa sembra una versione fatta apposta per tranquillizzare. Sui media inglesi circola, infatti, con insistenza, l’ipotesi che il cantante – che abusava di droghe – sia rimasto vittima di un’overdose.

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La notizia è pubblicata dal famoso sito Usa Tmz, che dedica sempre grande spazio alla vita delle star. Il siot pubblica anche un tweet di Fawaz, che ribadisce il dolore per la perdita del partner (lo vedete qui sopra).

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L’ombra della droga

Ma sul decesso si staglia l’ombra della droga, in particolare del crack. Secondo il Daily Mail l’anno scorso il cantante sarebbe stato ricoverato in una clinica svizzera per combattere questa dipendenza. Il quotidiano inglese sostiene che a denunciare il vero problema della star è stata Jackie Georgiou, moglie del cugino di George Michael, Andros: “Prima che se andasse in clinica, era arrivato ad un punto in cui tremava e continuava a ripetere: devo farmi una dose”.

Coca, crack e sesso gay occasionale

“C’erano feste – continua la testimonianza di Jackie – alle quali George collassava sul pavimento e dovevano portarlo via sporco del suo stesso vomito, cose terribili. Era diventato molto magro e molto malato”.
“È per colpa del crack, della marijuana, dell’alcol e della cocaina se si è ridotto così– affermava la Georgiou nella testimonianza raccolta dal quotidiano inglese un anno fa – avrebbe finito col morire o coll’essere arrestato, ero terrorizzata dall’idea che potesse morire”.
Secondo la donna, sarebbe stata la passione di George per il sesso gay occasionale a portarlo a sperimentare quel tipo di droghe: “Lui tendeva alla dipendenza e amava il rischio. Non aveva problemi a farsi una dose in un cespuglio o nei parchi pubblici. Ecco a cosa lo hanno portato i ragazzi che affittava per le sue notti di sesso”. Ma c’è da dire che – dopo la morte improvvisa – non è stata trovata alcuna correlazione con droga o pratiche di sesso occasionale. George Michael sembra morto in solitudine.

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La casa meta dei fan

La sua casa, intanto, è diventata meta dei fan, nel quartiere di Highgate, a nord di Londra portano fiori, biglietti, qualche candela, fino davanti alla porta dell’abitazione. C’è anche chi lascia lunghe lettere, in cui ricorda come le celebri canzoni dell’ex Wham gli abbiano cambiato la vita.

Lo stesso sta accadendo nel villaggio di Goring-on-Thames, nel South Oxfordshire, di fronte alla casa di campagna del cantante, dove è morto probabilmente per problemi cardiaci.

In un messaggio Tracy ha scritto: “Caro George, il mio cuore è a pezzi, te ne sei andato troppo presto”. E ancora: “La tua musica e il tuo spirito vivranno in eterno”.

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Rimpianto subito sui social media

Ma anche sui social media, a partire da Twitter, i tanti fan di Michael ricordano il loro beniamino, in particolare sotto l’hashtag #RIPGeorge, ‘George riposa in pace’.

C’è un film-documentario ancora inedito

Potrebbe diventare il testamento artistico della popstar, il film documentario “Libertà” che George Michael avrebbe lanciato nel marzo 2017: la star aveva scoperto alcuni filmati di repertorio inediti, che avrebbe corredato con delle interviste.
Michael divenne celebre nel corso degli anni 80 quando fondò con Andrew Ridgeley gli ‘Wham!’, gruppo cult del periodo. Qui di seguito un video.

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