Agon Channel, la prima tv vintage e delocalizzata

Che cosa ci faceva la super diva di Hollywod Nicole Kidman, al Galà di apertura di Agon Channel? Perché la bravissima interprete di film culto come Eyes wide shut e The hours, la vincitrice dell’Oscar e di altri innumerevoli premi si è prestata a tutto questo? Sono gli interrogativi che devono aver attanagliato per tutto il tempo gli stoici spettatori che ieri sera (in diretta dalle 21 sul canale 33 del digitale terrestre) hanno assistito allo spettacolo per celebrare in grande stile la nascita della nuova televisione italiana, made in Albania.

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L’ombra della Supersimo e Ghini
Lo show, presentato da Simona Ventura (l’ombra della “Supersimo” di una volta) e da Massimo Ghini, è apparso sottotono, piuttosto modesto e dall’impianto decisamente vecchiotto, specialmente per chi è ormai abituato alle messe in scena all’avanguardia e ultramoderne di spettacoli come X Factor. Se questa è l’alba (agon in albanese significa appunto albeggiare), il giorno non promette nulla di buono.

Un canale vintage
Del resto per rendersi conto dello stile per così dire vintage del nuovo canale basta guardare la lista di vip che hanno aderito al progetto editoriale di Francesco Becchetti e che non sono certamente della nuova guardia. Pupo (responsabile dei game show), Antonio Caprarica (responsabile delle news), Sabrina Ferilli, Giancarlo Padovan, Maddalena Corvaglia, Luisella Costamagna: professionisti dimenticati o ignorati dalla televisione italiana, che vent’anni dopo ripercorrono all’inverso il tragitto che ha portato in Italia tanti albanesi in cerca di fortuna e sbarcano a Tirana  in cerca di nuova gloria.

Anche la musica non è sperimentale
E quanto a modernità neanche i programmi, di cui ieri sera si è potuto vedere un assaggio, sembrano spiccare per carica innovativa: il game musicale presentato da Pupo non è certo un genere sperimentale (dal musichiere a Sarabanda in cinquant’anni di tv generalista se ne sono visti parecchi), il reality sugli aspiranti calciatori appare la copia identica di Campioni, la trasmissione che lanciò nel mondo del calcio Ilaria D’Amico ed è fin troppo abusato il format delle interviste intimiste che Sabrina Ferilli proporrà nel suo “Contratto”. Senza contare che la nuova rete, che trasmette in albanese già da un anno e mezzo, è già balzata agli onori della cronaca per il “plagio” di “Che tempo che fa” e “Striscia la notizia”, copiati e riproposti pari pari in albanese.

Una tv delocalizzata
Ma al di là di protagonisti e contenuti, Agon Channel è soprattutto il primo esempio di delocalizzazione applicata alla televisione. È questa la vera novità e la “genialata” del patron Becchetti: tentare di fare una tv generalista a costo ridotto. A Tirana gli studi, albanesi e con stipendi di quel paese (anche se superiori alla media nazionale) le maestranze e gli operatori: solo così, secondo l’editore, è possibile oggi fare una televisione bella, di qualità ed economicamente sostenibile.
Il primo dicembre partiranno ufficialmente le trasmissioni in italiano: solo allora si saprà se l’imprenditore che ha fatto la sua fortuna con il riciclo dei rifiuti avrà visto lungo anche questa volta.

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