L’ospedale di Zurigo: “Marchionne malato da un anno”, Fca non sapeva

Alla fine ha deciso di uscire allo scoperto l’ospedale di Zurigo che ha curato a lungo Sergio Marchionne e che qui è morto, assistito dalla compagna Manuela Battezzato.

Il grande capo della Fca e della Ferrari “da oltre un anno si recava a cadenza regolare presso il nostro ospedale per curare una grave malattia”: precisa l’Ospedale Universitario di Zurigo dove l’ex ad di Fca è stato ricoverato. “Nonostante il ricorso a tutti i trattamenti offerti dalla medicina più all’avanguardia, il signor Marchionne è purtroppo venuto a mancare”, aggiunge esprimendo “il più accorato cordoglio” alla famiglia.

A quanto si è saputo dopo questa nota, la Fca non sapeva nulla della malattia del grande capo.

La discrezione dell’ospedale è cruciale

“La fiducia dei/delle pazienti nei confronti del ricorso alle migliori terapie possibili e nella discrezione – spiega ancora l’ospedale di Zurigo – è cruciale per un ospedale. L’Ospedale Universitario di Zurigo (Usz) attribuisce enorme importanza al segreto professionale, e questo vale in egual misura per tutti i pazienti e le pazienti. Lo stato di salute è materia del/della paziente o dei relativi familiari. Per questo motivo fino a questo momento l’Usz non ha preso posizione in merito all’ospedalizzazione e al trattamento del signor Sergio Marchionne. Attualmente l’Usz è oggetto di diverse voci tendenziose da parte dei media relativamente alla sua cura”. L’Ospedale spiega di avere diffuso il comunicato “per frenare il susseguirsi di ulteriori speculazioni”.

 

 

 

Marchionne sapeva da qualche mese di essere gravemnte malato. Ma il cancro ai polmoni l’aveva nascosto a tutti, secondo un’anticipazione pubblicata stamattina da Dagospia, che riscrive gli ultimi giorni e la malattia del capo della Fca e della Ferrari..

Secondo il sito di Roberto D’Agostino, il primo a saperlo, insieme alla sua compagna Manuela, fu Alfredo Altavilla, per 14 anni fidatissimo braccio destro, al suo fianco in tutte le avventure sui due lati dell’Atlantico (lo chiamava alle 2 di notte, “Ho un’idea, partiamo subito per Detroit, l’aereo è già pronto”.

La telefonata a Altavilla

Chiamò Altavilla – con lui nella foto in apertura di pagina – una settimana prima dell’ultima apparizione pubblica, quella del 26 giugno scorso quando consegnò al comando dell’Arma dei Carabinieri, in una cerimonia romana, la jeep FCA.

“Penso di avere una cosa grave”, disse al manager che ha lasciato la Fca subito dopo le nomine di vertice che lo hanno escluso, “Credo di sfangarla per un po’”. E aggiunse: “Vorrei che tu continuassi il mio lavoro…”.

Chemioterapia a Zurigo

Marchionne ha poi raggiunto la clinica di Zurigo. La chemioterapia, però, non era sufficiente per un sarcoma, il più aggressivo dei tumori maligni.

Embolia durante l’operazione

L’operazione al polmone aggredito dal cancro ha avuto esito negativo per una grave complicanza: embolia cerebrale. Tutto è precipitato: il manager non riusciva più a respirare, non si è più svegliato dal tavolo operatorio ed è stato tenuto in vita con le macchine. Giovedì scorso, è entrato in coma.

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