Roma, i carabinieri nella sede dell’Acea per l’acqua del lago di Bracciano

Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Roma negli uffici di Acea Ato 2 in piazzale Ostiense (nella foto in basso) per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano.

L’arrivo dei militi è la conseguenze delle numeorse denunce presentate alla Procura della Repubblica di Civitavecchia sulle criticità ambientale che stnno interessando il lago di Bracciano.

La notizzia si legge in un comunicato del Comando provinciale dei carabinieri di Roma. La Procura ha delegato le indagini al Noe, disponendo l’esecuzione di una perquisizione nella sede dell’azienda che distribuisce acqua ed energia elettrica nella capitale.

Le notizie del 23 luglio

Ormai bisogna prenderne atto: a Roma sta finendo l’acqua. A lanciare l’allarme è Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, dopo che la stessa Regione ha ordinato la sospensione del prelievo dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale.
“Purtroppo – dice Zingaretti – è una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c’è ed è grave”.

Dal lago solo l’8% dell’acqua distribuita da Acea

Acea – spiega il governatore – preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell’acqua – aggiunge-. Per ridurre al massimo i disagi, Acea ha stabilito degli orari di eventuale blocco. Sui dati che ha fornito però dovete chiedere a loro.

Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l’inimmaginabile – aggiunge -. Far uscire l’acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima”.

La Raggi: “Garantire l’acqua ai romani”

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, da mesi a conoscenza del problema, sembra arrivata da… Marte.

Assicura che “sarà fatto tutto il possibile per assicurare l’acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali”.

Ma “si augura che Regione e Acea – prosegue – trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per aiutare e tutelare oltre un milione di romani”.

Poteva pensarci prima, visto che dell’emergenza sapeva tutto da tempo.

La “differenziazione” dei 5Stelle

 

Insorge il M5S, che amministra con Virginia Raggi  il Comune diRoma: “La Regione – dichiara il capogruppo del M5S in Campidoglio Paolo Ferrara – si è spinta troppo avanti senza coordinarsi con il Comune. Si sarebbe dovuto sentire prima il Comune visto che è una misura molto impattante sui cittadini”.
In arrivo, ora, c’è l’acqua razionata per un milione a mezzo di romani. Nell’estate rovente 2017, della crisi idrica e degli incendi, l’Acea annuncia l’arrivo della misura – ‘obbligata’ come sottolinea la multiutility – dopo che la decisione della Regione Lazio di sospendere il prelievo dal lago di Bracciano. A motivare la scelta dell’amministrazione regionale sono “innanzitutto” le “condizioni di deperimento del lago”. Ma l’Acea punta il dito contro l’atto, “unilaterale e illegittimo, che – avverte – comporterà importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma”.

Una rigida turnazione per un milione e mezzo di utenti

“La drastica riduzione dell’afflusso di acqua alla rete idrica della Capitale ci costringerà a mettere in atto una rigida turnazione nella fornitura che riguarderà circa un milione e mezzo di romani. – annuncia il portavoce della società che gestisce acqua e energia elettrica in città – Acea, comunque, si impegna sin d’ora ad elaborare un piano dettagliato di emergenza che, non appena pronto, sarà messo a disposizione e comunicato capillarmente alla cittadinanza. Il gruppo altresì tutelerà in ogni sede non solo le proprie ragioni, ma anche gli interessi di tutta la sua utenza”.

 

Il lago di Bracciano sotto stress da mesi

Non si può continuare a essiccare un lago come quello di Bracciano per utilizzare tutta l’acqua in favore degli abitanti di Roma (con tutti gli sprechi che si fnano).

Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha determinato la sospensione del prelievo continuo dell’acqua dal lago di Bracciano, come chiesto da numerosi comitati di cittadini rispettosi dell’ambiente.  Il decremento del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, che si è aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

 

L’Acea replice contestando la decisione

L’azienda romana della distribuzione del rpezioso liquido contesta la decisione della Regione: “Acea – si legge in una nota di risposta dell’azienda arrivata iri sera – prende atto e si adegua all’ordinanza adottata dalla Regione Lazio circa la sospensione, nell’arco di una settimana, della captazione dal lago di Bracciano. Una decisione unilaterale e illegittima, che comporterà una serie di gravi conseguenze per i cittadini di Roma. La drastica riduzione dell’afflusso di acqua alla rete idrica della Capitale ci costringerà, infatti, a mettere in atto una rigida turnazione nella fornitura che riguarderà circa 1.500.000 romani”. “Acea, comunque – prosegue la nota – si impegna sin d’ora ad elaborare un piano dettagliato di emergenza che, non appena pronto, sarà messo a disposizione e comunicato capillarmente alla cittadinanza. Il Gruppo altresì tutelerà in ogni sede non solo le proprie ragioni, ma anche gli interessi di tutta la sua utenza”.

“Una giornata storica”
“Oggi è una giornata storica da segnare in rosso sul calendario di ogni cittadino del lago”, ha commentato il deputato del Pd, Emiliano Minnucci. “L’ordinanza della Regione – ha aggiunto – mette fine all’azione arrogante e speculativa  perpetrata da Acea Ato2 in questi mesi che, malgrado le sollecitazioni avanzate da più parte e su più livelli, non ha ritenuto necessario considerare soluzioni alternative al fine di evitare il deterioramento del bacino”.
L’ordinanza approvata ieri intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Sarà in vigore fino al 31 dicembre 2017.

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