Farmaci anticolesterolo: basterà un’iniezione, ma sono carissimi

Basterà un’iniezione per dimezzare il livello di colesterolo “cattivo” nel sangue (LDL), principale causa di infarti e ictus. Non c’è da stupirsi che l’attesa per i nuovi medicinali, il cui arrivo è stato annunciato a breve, sia altissima.
Il nome della famiglia di queste molecole è Anti-PCSK9, un’intera gamma di medicinali che saranno utilizzate come alternativa alle comuni statine, e che presto saranno commercializzate in Italia, a un prezzo centinaia di volte più alto rispetto a quello dei comuni medicinali anticolesterolo.

 

La corsa al mercato

Scrive Le Monde (ripreso dal Corriere della Sera), che al momento sono tre i medicinali, di altrettanti colossi farmaceutici, in corsa per sbarcare sui mercati europei, e che si è scatenata  una guerra tra aziende a chi fa prima, complice il fatto che tra alcuni mesi scadranno i brevetti di moltissime statine, con conseguente crollo dei prezzi.

 

Una poltrona per tre

In campo ci sono tre multinazionali, la francese Sanofi, (che ha appena ottenuto il lasciapassare dall’Fda per commercializzare la sua molecola negli Usa e dall’Ema per l’Europa), l’americana Amgen (il cui farmaco è stato già approvato in Euopa e aspetta l’o negli Usa), e la Pfizer.

 

In Italia tra un anno

In Italia, tra un anno, dovrebbero già essere disponibili l’arilocumab della Sanofi e l’evolocumab della Amgen.

Ma la gara tra le aziende si giocherà tutta sul campo: c’è da dimostrare che queste molecole abbiano un profilo di sicurezza maggiore delle statine, e che siano indicate nel maggior numero di pazienti possibili, per spingere i governi a inserirle nella categoria delle medicine rimborsabili dai sistemi sanitari, e i medici a prescriverle.

Occhi puntati, per il momento, sul prossimo congresso europeo di cardiologia (l’Esc), in programma a Londra a fine agosto. Poi avrà inizio la guerra vera. Ma il paziente, in tutto questo, dov’è?

 

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