Valeria Fascione, della giunta rosa De Luca: “Non chiamatemi assessora”

L’hanno definita valanga rosa mutuando ancora una volta un’espressione molto diffusa nelle cronache sportive. La Giunta varata da Vincenzo De Luca, il neo governatore della Regione Campania eletto dopo una tormentata tornata elettorale, è l’unica delle sette nominate dai governatori eletti alle ultime regionali ad avere una maggioranza femminile.

Quanto ai governatori delle sette Regioni andate al voto lo scorso 31 maggio soltanto l’Umbria è guidata da una donna, Catiuscia Marini, mentre le altre sei (Campania, Puglia, Liguria, Marche, Toscana e Veneto) sono governate da uomini che in due casi hanno scelto una donna come vice presidente (in Liguria Sonia Viale e nelle Marche Anna Casini).

Valeria Fascione è una delle sei assessore della Giunta De Luca e si occuperà per i prossimi cinque anni di internazionalizzazione e start up, due deleghe che guardano all’innovazione e che possono contare sul curriculum dell’assessora, fino a poche settimane fa direttrice del marketing strategico della Città della Scienza di Napoli. La Campania, secondo gli ultimi dati di Infocamere, è la prima tra le regioni meridionali per numero di startup innovative e settima a livello nazionale. Un territorio dove si sta affermando questo nuovo modo di fare impresa e di cui anche le scelte politico-amministrative devono tenerne conto.

A Valeria Fascione, fresca di nomina, abbiamo rivolto alcune domande per conoscere più da vicino il compito che l’aspetta.

Lei ha alle spalle una lunga esperienza in Regione ed un’importante incarico alla Città della Scienza. Si occupa di nuove tecnologie da molti anni. Perché oggi serve un  assessorato alle start up. Non possono essere gestite sotto le attività produttive? Di cosa c’è bisogno per fare imprese 2.0 in Campania?

Un assessorato alle startup da solo non avrebbe senso. La scelta davvero originale e “sfidante” di questo assessorato è stata quella di legare i 3 driver della competitività di una regione: internazionalizzazione, innovazione e startup, da connettere con le filiere strategiche del Paese.

Le startup sono il risultato di una buona politica dell’innovazione che non può prescindere dal mettere a sistema grandi imprese, centri di ricerca, cluster e distretti tecnologici, pmi e la pubblica amministrazione. Le Startup, in questo quadro, sono un potente strumento di contaminazione dell’ ecosistema della ricerca e della produzione attraverso la proposizione di nuove idee, nuove soluzioni e nuovi modelli di business.

Quanto della sua esperienza alla Città della Scienza vuole portare in questa nuova avventura?

Sicuramente la propensione al “fare”, la curiosità e il coraggio di innovare e sperimentare, l’attenzione al territorio in una dimensione internazionale, l’approccio partecipativo e il lavoro di squadra.

Darà uno sguardo di genere al suo lavoro?

Naturalmente sì, lo darò come donna e professionista.

Quali sono i suoi obiettivi di programma per i primi 100 giorni?

Concentrare il massimo dello sforzo nell’accelerazione della spesa dei fondi comunitari della programmazione che si sta chiudendo (2007-2013), cercando di sbrogliare intoppi e intricate tele burocratiche, ovviamente salvaguardando la qualità degli interventi. Razionalizzare gli strumenti e le azioni per l’internazionalizzazione con l’obiettivo di promuovere il “Sistema” Campania, aggregando l’offerta e prevedendo strumenti ad hoc sia per promuovere le nostre eccellenze all’estero – prodotti e competenze – sia attraendo risorse di qualità sul nostro territorio. Promuovere, ampliare e supportare l’ecosistema regionale dell’innovazione mettendo in connessione Startup e PMI innovative con le grandi imprese e le filiere della smart specialization.

La definizione puntuale del programma di lavoro verrà sviluppata attraverso momenti partecipativi con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati alle deleghe che mi sono state assegnate, a partire dal prossimo mese di settembre.

Quella nominata dal governatore De Luca è una giunta quasi tutta al femminile. Scelta politicamente corretta o innovativa? Quali possono essere le difficoltà per una donna a fare politica.

È una scelta innovativa ma anche molto “pragmatica”. Il Presidente ha voluto premiare delle donne – tecniche e non politiche – che si sono distinte nella propria vita professionale per merito e competenza. Per quanto riguarda il ruolo delle donne in politica, è da molto tempo ormai che alcuni tabù sono superati, abbiamo avuto donne Governatore di Regioni importanti sia provenienti dal mondo della destra che della sinistra, c’è una donna alla Presidenza del FMI ed è sotto gli occhi di tutti il potere che ha la Cancelliera Merkel nel disegnare le strategie dell’Eurozona. Molta strada c’è ancora da fare ma mi piace anche vedere i traguardi già raggiunti.

Sempre in tema di genere e parità, Lei preferisce farsi chiamare assessore o assessora?

Sicuramente Assessore!

 

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