La figlia di Rodotà: “Grazie ai medici che hanno aiutato mio padre a morire con dignità”

È un ringraziamento che arriva come un colpo al cuore quello di Maria Laura Rodotà pubblicato, dopo i funerali, oggi su Facebook.

Scrive la figlia di Stefano: “Grazie a tutti. A chi è venuto con millemila gradi a salutare Stefano, a chi ha scritto, a chi mi ha scritto al vecchio numero e non so che ha scritto e per questo non rispondo. E grazie, soprattutto, alle due persone che nell’ultima fase lo hanno aiutato a stare bene e ad andare via senza star troppo male, il dottor Giandominik Bossone e la dottoressa Alessandra Pieroni della fondazione Vita e Ricerca per le cure palliative.
Sono arrivati nella nostra vita mentre cercavamo di sfuggire a vari personaggi della sanità romana che all’Alberto Sordi-dott. Guido Tersilli chiaramente si ispirano. Sono stati bravissimi, affettuosi, simpatici. E Stefano, che ha passato la vita a lavorare su e per i diritti degli altri, ha trovato chi garantisse a lui un diritto a cui teneva, quello a morire con dignità. Insomma grazie, se non si fosse capito” (il post è pubblciato integralmente nell’immagine qui sotto).

 

Le notizie del 24 giugno

È morto Stefano Rodotà, padre nobile della sinistra italiana. Fu anche presidente del Pds con Occhetto presidente, come mostra la foto in aperutra.

Il giurista, politico, accademico, Garante della Privacy, aveva 84 anni. È stato la grande anima laica dei diritti civili nel nostro paese.

Stefano Rodotà era nato a Cosenza il 30 maggio 1933. 

Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali. Nel 2013 Rodotà è stato anche candidato, non eletto, per l’elezione del Presidente della Repubblica: è stato votato dal Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, alcuni parlamentari del Pd.

Il ricordo di Gentiloni: una vita di battaglie per la libertà
“Ricordo Stefano Rodotà grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà”, scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 

La camera ardente sabato e domenica a Montecitorio

La camera ardente per Stefano Rodotà verrà allestita a Montecitorio e sarà aperta al pubblico nella sala Aldo Moro sabato 24 giugno dalle 16 alle 20 e domenica 25 dalle 10 alle 19.

Rodotà lascia la moglie Carla Pogliano e due figli, fra cui Maria Laura, giornalista affermata del Corriere della Sera.

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