Insonnia, un fastidio molto “pericoloso”: che fare

Per “insonnia si intende una difficoltà che riguarda il sonno (che sia la fatica ad addormentarsi, risvegli multipli durante la notte o un risveglio precoce al mattino) e che viene ad avere delle ripercussioni negative anche durante il giorno, determinando stanchezza, difficoltà di concentrazione, disturbi dell’attenzione.
Secondo recenti studi, dormire poco può determinare effetti negativi su diversi organi e avere un ruolo significativo nell’insorgenza di alcune malattie croniche come ipertensione, diabete, obesità.

Ma qual è il meccanismo che collega i disturbi del sonno con lo sviluppo di queste patologie del sistema cardio-metabolico?
Lo abbiamo chiesto al professor Lino Nobili (nella foto qui sopra), Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale Niguarda di Milano:

Il nostro “orologio biologico interno” non regola solo sonno e veglia

“Ogni alterazione del nostro orologio biologico interno condiziona negativamente altre funzioni fisiologiche importanti dell’organismo come la pressione arteriosa, i livelli ormonali, il metabolismo energetico: questa situazione, a lungo andare, può portare all’insorgenza di patologie croniche importanti come quelle sopra citate” spiega l’esperto.

Anche la produzione di melatonina ha un ruolo importante

“I disturbi del sonno, possono essere correlati ad una alterata o ridotta produzione di melatonina, un ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale che regola i ritmi circadiani e il funzionamento corretto dell’orologio biologico interno nell’arco delle 24 ore”, sottolinea lo specialista. “Oggi sappiamo che, oltre ad intervenire sul ritmo sonno-veglia, la melatonina ha un’azione diretta nella regolazione del metabolismo energetico e del glucosio e può influenzare anche il sistema cardiovascolare”.

Un progetto per sensibilizzare e informare i medici

Alla luce di queste evidenze, e grazie al contributo di Fidia Farmaceutici, è ripartito il Progetto Sonno & Salute, alla sua seconda edizione: “Quest’anno l’attenzione è puntata proprio sull’associazione tra insonnia e malattie cardio-metaboliche”, spiega il professor Nobili, che ne è il responsabile. “Lo scopo è quello di sensibilizzare i medici di medicina generale e gli specialisti di vari ambiti (cardiologi, endocrinologi, diabetologi, psichiatri…) sull’importanza di non sottovalutare i disturbi del sonno e di favorire una stretta collaborazione per la gestione di quei pazienti che presentano questi disturbi associati ad altre importanti patologie. Ci sarà inoltre una raccolta dati a livello nazionale da cui potrà uscire una “fotografia” della situazione italiana da questo punto di vista”.

I 2 modi per affrontare l’insonnia

L’insonnia la si può affrontare in 2 modi: comportamentale e farmacologico.

“Il primo consiste nell’attuare le cosiddette regole d’igiene del sonno che comportano il rivedere il proprio stile di vita, favorire le abitudini utili per una buona qualità del riposo: cercare di mantenere orari regolari, specialmente l’orario di risveglio, non praticare eccessiva attività fisica la sera, non utilizzare il letto come “scrivania” (per esempio, portandovi il computer)” osserva il professor Nobili. “Da evitare sono anche i sonnellini pomeridiani o prima di cena e non eccedere con l’assunzione di sostanze stimolanti come il caffè o l’alcol. Inoltre il ricorso a più specifiche tecniche cognitivo-comportamentali e di rilassamento che intervengano nel circolo vizioso della “paura del non dormire” possono essere molto efficaci.

Sì ai farmaci, ma con il controllo del medico

“Per quanto riguarda l’approccio farmacologico, si può ricorrere a farmaci come le benzodiazepine, che andrebbero utilizzate però per un periodo limitato (3-4 settimane) e sotto controllo medico”, afferma l’esperto. “Soprattutto dopo i 50 anni, può essere utile l’assunzione di melatonina a rilascio prolungato 2 mg: studi clinici hanno dimostrato che questa formulazione, risincronizzando il ritmo circadiano sonno-veglia, riduce significativamente il tempo di addormentamento e migliora sia la qualità del sonno sia le performance diurne. Il trattamento non dà assuefazione ed è approvato per una somministrazione di 13 settimane continuative, anche in presenza di altre terapie in soggetti con comorbidità come gli ipertesi e i diabetici”.

 

Il progetto Sonno&Salute

Infine, il progetto Sonno & Salute verrà realizzato sotto l’egida della World Sleep Society e con il supporto di AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno – Italian Association of Sleep Medicine), SIN (Società Italiana Neurologia – Italian Society of Neurology), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa – Italian Society of Hypertension), SIMI (Società Italiana Medicina Interna – Italian Society of Internal Medicine) e AMD (Associazione Medici Diabetologi – Italian Association of Diabetologists).

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