Primo trapianto di cuore “spento”: in Gran Bretagna intervento riuscito

Primo trapianto da cuore “spento”. È avvenuto in Gran Bretagna. La prospettiva, assicurano i medici inglesi, è di incrementare i trapianti del 25% abbattendo le liste d’attesa e salvando centinaia di pazienti.

Sono risultati che derivano dalla possibilità di trapiantare un cuore non solo da pazienti in morte cerebrale i cui organi vengono preservati meccanicamente, ma da cadaveri. Il primo trapianto di questo genere ha avuto un esito positivo e, raccontano i quotidiani britannici, è stato praticato lo scorso febbraio al Papworth Hospital, nel Cambridgeshire, su un uomo di 60 anni che ha superato l’intervento.

Monitoraggio di un’ora per accertarne lo stato

Questo dimostra, secondo i medici, che sarebbe corretta la teoria in base alla quale anche un cuore morto può essere “rimesso” in funzione ricorrendo a una pompa che ha monitorato l’organo per un’ora, accertandone il buono stato e la possibilità di essere impiantato nel paziente ricevente. Tenuto sotto osservazione per un mese, il sessantenne non ha manifestato problemi e di certo non diversi da quelli legati a un “normale” trapianto d’organi.

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