Airbus A320: modificato per lo schianto il pilota automatico

Ancora una conferma su un intervento umano (sarebbe meglio definirlo “disumano”) nello schianto dell’Airbus della Germanwings che ha provocato 150 vittime sulle Alpi francesi. Secondo il sito di monitoraggio voli Flightradar24, i dati del transponder mostrano che l’autopilota del volo è stato riprogrammato da qualcuno in cabina di pilotaggio in modo da modificare l’altitudine dell’aereo da 38.000 a 100 piedi.

“Tra le 9:30’52” e le 9:30’55” l’autopilota è stato modificato e 9 secondi dopo l’aereo ha iniziato a scendere, probabilmente con l’impostazione ‘discesa aperta’ dell’autopilota”.

 

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I passeggeri urlavano mentre l’aereo precipitava

 

È terribile il racconto emerso dalla prima scatola nera dell’airbus del Germanwings, rivelato ieri a Marsiglia il procuratore capo. Prima il copilota Andreas Lubitz ed il comandante chiacchieravano. Poi il comandante, Patrick Sonderheimer, padre di due figli e originario di Dusseldorf, è uscito dalla cabina, ma al ritorno ha trovato trova la porta sbarrata ed ha cercato di aprirla. Il resto è sotto gli occhi del mondo: lo schianto dell’aereo sulle Alpi, con 150 eprsone a bordo che solo all’ultimo momento si sono accote che l’aereo precipitava e si sono messe a urlare.Nella foto la cabina di pilotaggio dell’Airbus della Germanwings.

 

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Andreas Lubitz, tutti i test superati brillantemente

 

Inquietante la figura del seocndo pilota, che sarebbe il principale protagonista del dramma. Andreas Lubitz (nella foto che ha fatto il giro dle mondo), 28 anni, era un tedesco originario di Montabaur (Renania-Palatinato) e aveva superato brillantemente tutti i test medici e psicologici. Aveva iniziato a volare con la compagnia Lufthansa dal settembre del 2013 e avevaalle spalle  630 ore di volo.

“Non è possibile escludere che casi come questo possano accadere, anche con tutte le misure di sicurezza del mondo”, ha detto Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa. Lubitz ha iniziato l’addestramento nel 2008 e sei anni fa l’ha interrotto per un periodo piuttosto lungo. Il capitano, invece, aveva più di 6.000 ore di volo ed era pilota della Germanwings dal maggio 2014. In precedenza aveva lavorato per la Lufthansa e per Condor.

Lubitz avrebbe sospeso il suo addestramento come pilota per ”una sindrome da burnout, una depressione”, almeno secondo quanto scrive il sito del quotidiano tedesco Faz, citando la madre di un’amica d’infanzia, con cui cui il 28enne si sarebbe confidato in passato. Ma poi era tornato a pilotare senza più problemi evidenti.

 

Cambianio le regole in cabina di pilotaggio

La tragedia dlel’Arbus A320 fa modificare le regole delle presenze obbligatorie nella cabina dei piloti. Non potrà mai più restarne uno da solo.

Le compagnie aeree mondiali, con Alitalia, Air Canada, EasyJet e Norvegian a fare da apripista, cambiano le regole in ‘cockpit’, il ponte di comando degli aerei in cui d’ora in poi non potrà rimanere più un solo pilota.

 

Le urla vane del comandante

Le urla del comandante dell’A320 della Germanwings che rimbalzano dal “voice recorder” della scatola nera esortando il co-pilota, rimasto solo in cabina, ad aprire quella porta bloccata, sono risuonate oggi come un ultimo disperato grido di aiuto. E hanno già spinto alcune compagnie (che è scontato saranno seguite a stretto giro dalle altre) a cambiare le regole.

 

L’Alitalia tra le prime a modificare le regole

Spesso a ripristinarle, come il caso dell’Alitalia che, tra i primi vettori, in serata ha annunciato che d’ora in poi in cabina di pilota non potrà più rimanere un solo pilota. Si torna così alla regola che era già stata prevista dopo l’11 settembre quando, complici quei blitz dei terroristi-piloti-kamikaze che puntarono sulle Torri Gemelle, si decise di ‘bloccare’ le porte dei cockpit. Consentendo solo ai piloti, dall’interno, di sbloccarle.

All’epoca la decisione fu di prevedere, appunto, la presenza – sempre – di due persone in cabina. Nel caso uno dei piloti si fosse dovuto allontanare, veniva richiesta la presenza di un membro dell’equipaggio per poter ‘guardare dallo spioncino’ e verificare chi chiedesse di entrare. Per aprire la porta, automaticamente, entro 30 secondi in caso non vi fossero motivi di allarme.

 

Le telecamere avevano sostituito l’intervento umano

Ma la regola post 11 settembre fu superata quando, grazie alla tecnologia, si ricorse a telecamere che potevano controllare chi chiedesse di entrare in cockpit: fu deciso che poteva rimanere anche un solo pilota, assistito dal circuito tv. Una regola che oggi – alla luce del caso Germanwings in cui si sospetta la volontà suicida del copilota – ha mostrato i suoi limiti. Il pilota fuori dal cockpit è sempre in possesso del codice di sblocco della porta di scurezza. Ma l’ufficiale di volo rimasto dentro può decidere deliberatamente di disattivare la procedura di apertura dall’esterno. Come è, purtroppo, accaduto col volo dlela Germanwings.

 

 

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