Telecom e i divieti assurdi: l’utente ha pochissime carte da giocare

Non è un paese per gente che corre, l’Italia. Nemmeno se si tratta di fare un’operazione apparentemente semplice come modificare il proprio contratto telefonico.
Ce lo insegna la storia di Maria, una nostra lettrice, che aveva chiesto a Telecom di cambiare le condizioni della propria utenza trasferendola da “privato”, ad “affari”.
Fax e attese
Avendo aperto una Partita Iva, infatti, la signora avrebbe voluto avere la possibilità di scaricare i costi del telefono e dell’Adsl.
L’operazione di modifica, però, richiede tempi biblici. “Per due volte ho dovuto inviare una documentazione per poter presentare la richiesta (entrambe le volte via fax, come se fossimo nel Medio Evo tecnologico e non nel secondo decennio del 2.000)”, denuncia la lettrice.
Ma il “meglio” deve ancora venire. Dopo avere spedito i fax, Maria riceve la telefonata della dipendente dell’azienda telefonica che – la storia ha dell’incredibile – le comunica che per completare il passaggio bisognerà sospendere la linea telefonica e quella dell’Adsl per 45 giorni.
“Insormontabili questioni tecniche”
Un’ipotesi irrealizzabile, visto che la signora con la linea Adsl ci lavora.
“Alle mie rimostranze, rispondono che ci sono insormontabili ‘questioni tecniche’ “, dice. Ma l’unica cosa che le resta da fare è tenersi il contratto privato e rinunciare a scaricarne i costi.

 

“È tutto nel contratto”
“Purtroppo”, conferma l’esperto di Adiconsum Mauro Vergari, “nessuno può intervenire su queste tempistiche. A differenza del passaggio da un operatore all’altro, questa operazione avviene all’interno di uno stesso gestore, e non viene regolamentata da norme esterne, bensì dalle condizioni del contratto”. Contratto che viene “accettato” nella sua interezza nel momento della stipula .
Troppo oneroso il cambio di operatore
L’alternativa, per Maria, sarebbe quella di cambiare operatore allacciando direttamente una linea business, ma in questo caso potrebbe pagare  i costi di chiusura – circa 70 euro, che forse potrebbero essere “coperti” dal nuovo gestore – e gli altri costi dovuti al fatto di non avere rispettato il “vincolo di fedeltà” con Telecom, che le impone di restare con la compagnia per almeno 24 mesi dalla stipula.
Il cambio di operatore potrebbe quindi risultare troppo oneroso.

 

Il tentativo in negozio
“Ma un tentativo”, suggerisce Vergari, “per velocizzare le pratiche di trasferimento restando cliente Telecom potrebbe essere fatto recandosi presso un negozio della compagnia e porre la questione in altri termini, chiedendo di volere fare un nuovo contratto business, usando però lo stesso numero del vecchio contratto privato. Facendo in questo modo, la procedura potrebbe essere più veloce, ma tutto sta all’abilità del venditore…”.

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