“Cara Anna, mio marito mi ama ma intasca tangenti…”

Cara Anna,

vorrei dirti, come fanno quasi tutte quelle che ti scrivono, che mio marito ama un’altra, raccontarti che non so chi scegliere tra due uomini e invece no, sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso. Però, qualche giorno fa, un triste giorno, ho scoperto che guadagna soldi in modo disonesto. Non ti spedisco la lettera via mail, ma con il vecchio metodo della posta, perché non si possa risalire a me e a lui.

Non è né un rapinatore né fa parte di organizzazioni criminali, ma da una telefonata ho capito che prende soldi per fare dei favori. Di più non posso dirti e nemmeno io so esattamente che cosa faccia e per chi.

Sono casalinga, abbiamo una vita agiata anche senza essere ricchi, un figlio che deve studiare ancora molti anni. Lo denuncio? Che ne sarà della nostra esistenza? E poi siamo una coppia felice.

Lo eravamo, fino a quella maledetta telefonata che ho ascoltato per caso. Non so che cosa fare. Aiuto.

Mia cara,

dal momento che non ti rispondo: “Sì, denuncialo subito” senza se e senza ma, divento tua complice.

Mi assumo le mie responsabilità e ti consiglio di prendere fiato.

Mentre respiri lungo ti parlo di un vecchio film, che forse hai visto; s’intitola: “Finché c’è guerra c’è speranza”, con Alberto Sordi regista e interprete (nella foto) e, fammeli citare così hai più tempo per respirare lungo, gli sceneggiatori sono Leo Benvenuti e Piero De Bernardi, due grandi scrittori che, col cinema italiano, sono stati capaci di raccontare il tragico e il comico insieme.

Ecco, ho divagato abbastanza per darti il tempo di riprenderti? No? Allora ti racconto il finale del film. Un giorno la famiglia scopre che lui, il padre, Alberto Sordi, è un trafficante d’armi. Moglie e figli, che vivono nell’agio grazie al suo lavoro, al ritorno dall’ennesimo viaggio in un paese in guerra lo condannano e lo disprezzano.

Lui risponde con un discorso che suona più o meno così: “Avete ragione, anch’io sono stanco di questa vita. Vado a riposare, perché devo riprendere un aereo oggi stesso. Decidete voi: se volete che io smetta questo mercato di morte, lasciatemi dormire fino a domattina, se no, svegliatemi alle tre e mezza”.

Ecco, lo svegliano alle tre e un quarto. Hai capito il senso? Quanto sei disposta a rischiare per non essere complice di ciò che fa tuo marito, che ti dà una vita agiata e con cui sei felice? Se lui non aspettasse altro che tu lo liberassi dal peso del suo reato e che gli dicessi: “Andiamo a vivere in una capanna, mi cerco io un lavoro, nostro figlio se la caverà, ma smetti di fare ciò che fai”?

Ecco, se sei pronta a dirgli questo, diglielo e basta. Ci penserà lui ad uscire dal suo traffico, se è davvero un uomo meraviglioso come dici. Se no… non so se serva augurarti buona fortuna.

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