Cl “scarica” l’arcivescovo di Ferrara anti-Papa

Anche Comunione e liberazione scarica l’arcivescovo di Ferrara, che si vantava di parlare anche a nome dell’organizzazione.

“Riteniamo indispensabile precisare – scrive in un comunicato Cl – a nome di Comunione e liberazione che tali affermazioni, grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto, che sembra impossibile provengano da un arcivescobo, sono totalmente contrarie ai sentimenti di Cl nei confronti di papa Francesco e dgli arcivescovi di Bologna e di Palermo”.

La debole smentita che non smentisce di don Luigi Negri

A parlare – anzi, a scrivere – è lui, monsignor Luigi Negri, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio che, secondo il Fatto Quotidiano, avrebbe detto in treno di sperare una fine per papa Francesco come quella papa Luciani. Il prelato, per rispondere al quotidiano, si affida a un comunicato uscito sul suo sito personale, in cui esordisce affermando che “per me, fin dagli anni della prima giovinezza, vivere il legame con il Santo Padre è stato un riferimento ineludibile e fonte di vita nuova”.

“Se c’è stato uno scandalo, chiederemo perdono”

“Senza il costante riferimento al Papa”, aggiunge, “non esiste per nessuno, vescovi compresi, la possibilità di essere veramente cristiani nel mondo”. E poi annuncia di aver chiesto a Bergoglio, attualmente in visita pastorale di Africa, un incontro “filiale”. In quell’occasione, se gli sarà concessa, vuole “aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale”. Infine, “se a causa di quanto è accaduto, si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti”.

 

L’arcivescovo di Ferrara: “Questo papa farà una brutta fine”

C’è stato un papa, Giovanni Paolo I, che morì dopo 33 giorni di pontificato e ancora oggi, sulla morte di Albino Luciani, c’è chi ha ancora molti dubbi non escludendo che quel decesso fosse avvenuto per cause diverse da quelle naturali. E oggi c’è un prelato, l’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri (nell’immagine di apertura), che in treno non si trattiene e invoca la Vergine: “Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”. Un auspicio tetro, quello di cui parla il Fatto Quotidiano, sottolineando che monsignor Negri è un punto di riferimento per Comunione e liberazione.

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Infuriato per i vescovi di Bologna e Palermo

Ma perché tanto livore? Secondo la ricostruzione a firma di Loris Mazzetti, lo scorso 28 ottobre il religioso è su un Frecciarossa che parte da Roma Termini e si lascia andare a commenti indignati sulla nomina dei vescovi Matteo Zuppi e Corrado Lorefice a Bologna e Palermo (rispettivamente nella foto sopra e sotto). “È uno scandalo”, dice monsignor Negri al suo segretario senza curarsi dei pochi presenti sulla carrozza di prima classe. “Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. Poi chiama Renato Farina, il giornalista di Cl più noto come “agente Betulla”, e lo ripete.

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“Nomine nel disprezzo delle regole”

All’arcivescovo di Ferrara sembra non piacere che i due prelati siano preti di strada. Ma contesta anche le procedure con cui sono stati designati dal pontefice. “Sono nomime avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole. La nomina di Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età) ho premesso che farà vedere i sorci verdi a quello lì (e allude a Zuppi, ndr). L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri – e su Lercato e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana”.

In passato Negri difese Berlusconi

Quando si cerca a Ferrara una conferma alle parole pronunciate in treno, però, sembra che si sbatta contro un muro di gomma. Alle 21.30 Negri non è raggiungibile perché “sta tenendo una conferenza all’università e non è possibile contattarlo”. In attesa di sapere se a quelle affermazioni ci sia una lettura diversa rispetto a quello che appare a leggerle, il Fatto puntualizza ancora che monsignor Negri si scagliò contro la magistratura quando l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi finì coinvolto nella vicenda delle olgettine.

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