In Italia un milione di Vw truccate, 6 risposte o la class action

Non è vero che il problema riguarda soltanto le Volkswagen vendute negli Stati Uniti. In Italia i motori diesel truccati della Volkswagen potrebbero essere circa un milione. Lo ha detto il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini (nella foto in basso) a margine del meeting dei Centri di revisione auto. “Una previsione di massima indica circa un milione di veicoli coinvolti. Sono in corso controlli per verificare il danno provocato anche in Italia”, ha spiegato. Ma quella del viceministro è una stima molto “prudente”. Nei giorni scorsi si era parlato di un milione e mezzo di veicoli “truccati” immatricolati in Italia.

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La Commissione Ue: “Si sapeva da due anni”

La Commissione Ue aveva avvertito già due anni fa del rischio di manipolazione dei test sulle emissioni da parte delle case automobilistiche: a lanciare l’allarme, un rapporto del 2013 del suo Joint Research Centre che evidenziava i problemi posti dal defeat device, il dispositivo al centro dello scandalo Volkswagen.

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Lo scrive oggi il Financial Times, notando come né le autorità a Bruxelles, dotate di poteri limitati, né quelle degli Stati nazionali si siano attivate fino allo scandalo di questi giorni. Qui sopra un cartello di Greenpeace con la scitta: “Basta con le bugie”. Greenpeace da tempo aveva diffidato la Volkswagen dal continuare sulla strada delle emissioni incontrollate di gas.

 

La Suzuki rinuncia all’alleanza con i tedeschi per le auto ibride

Intanto la Suzuki mette una pietra sopra all’alleanza, mai decollata, con Volkswagen per le auto ibride ed elettriche.

La casa giapponese annuncia di aver venduto la quota rimanente di azioni Volkswagen in suo possesso. Separatamente Porsche, in un’email, fa sapere di aver acquistato da Suzuki l’1,5% di Volkswagen.

 

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Altroconsumo: 6 domande o una class action

Dopo Codici-Rete consumatori c’è un’altra associazione di consumaori italiani che pensa a una class action. È Altroconsumo, che avanza – prima di tutto – 6 richieste ultimative, in base al Codice del Consumo.

1. l’immediata comunicazione – a mezzo ogni adeguato canale di informazione – dei dati relativi alle reali emissioni di NOx di tutti i modelli interessati dalla condotta illecita denunciata e di ogni altro dato che, sin qui, fosse stato misurato e dichiarato attraverso analoghi meccanismi di alterazione delle procedure – pubbliche e private – di misurazione;

2. l’immediata cessazione di ogni alterazione e manipolazione, in fase di omologazione, a mezzo del suddetto software o attraverso espedienti analoghi o simili a quelli già rilevati e non contestati, di qualsivoglia dato o informazione relativo alle caratteristiche delle autovetture vendute;

3. il contestuale impegno di esimersi dall’immettere ulteriormente nel mercato automobili, per i motivi sopra descritti, evidentemente aventi caratteristiche difformi da quelle promesse, dichiarate e/o pubblicizzate ai consumatori;

4. l’immediata ed esatta indicazione di quante e quali automobili già vendute in Italia hanno installato il suddetto software, quali sono i modelli e le versioni e da quando è iniziata la loro immissione nel mercato;

5. l’immediata attivazione in favore di tutti i consumatori acquirenti delle autovetture interessate dalla condotta illecita in oggetto di adeguati rimedi consistenti, ove possibile nella modifica – previa nuova omologazione dell’autovettura – del veicolo così da renderlo conforme alle caratteristiche dichiarate o nella sua sostituzione con altro veicolo rispondente a tali caratteristiche o nella restituzione del relativo prezzo, dandone contestualmente precisa e dettagliata informazione scritta ai singoli acquirenti;

6. in ogni caso l’attivazione di un’adeguata procedura di risarcimento dei consumatori coinvolti in relazione a tutte le varie voci dei danni sopra descritti da loro subiti.

Se tra 15 giorni non saranno accolte – conclude Altroconsumo – si darà il via a alla class action.

 

Nella foto grande: il nuovo amministratore delegato della Volkswagen, Matthias Mueller.

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