Sisma: il governo stanzia i primi 50 milioni e vara il progetto “Casa Italia”

Il governo ha deciso ieri i primi interventi per affrontare il dopo-terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. In un consiglio dei ministri che Matteo Renzi ha definito “triste per un conto umano devastante”, l’esecutivo ha dichiarato lo stato di emergenza, stanziando i primi 50 milioni e decidendo lo stop alle tasse delle popolazioni colpite.

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Oltre l’emergenza: il progetto “Casa Italia”

Ma il premier prova a guardare oltre l’emergenza dell’assistenza ai sopravvissuti e della ricostruzione annunciando il progetto “Casa Italia” per cercare “tutti insieme, al di là delle visioni politiche”, di mettere in piedi un sistema di prevenzione infrastrutturale che cerchi di evitare per il futuro la triste conta dei morti che colpisce l’Italia dopo ogni terremoto.

Volto contrito e voce bassa

Con volto contrito e voce bassa, Renzi scavalla i riflettori dei tg dell’ora di punta per illustrare le prime misure decise dal governo il giorno dopo che il terremoto ha spazzato vite e distrutto interi paesi.

Anche il blocco delle tasse per le zone colpite

Dal fondo emergenze saranno subito messi a disposizione 50 milioni per i primi interventi oltre al blocco delle tasse a cui lavorerà a breve il Mef. La ricostruzione di paesi e borghi verrà dopo ma il governo sembra avere idee chiare.

Nessuna new town

Nessuna new town, secondo il modello molto discusso dell’Aquila, ma interventi “il più veloce possibile” e decisi insieme ai sindaci, assicura il premier, per rimettere in piedi paesi, come Amatrice, simbolo dell’Italia oltre che del reatino. E permettere agli abitanti di restare vicini alle loro radici. Magari, si impegna Renzi, evitando sprechi e ruberie sugli appalti.

Soldi da spendere bene e senza ruberie

“I soldi – spiega – vanno spesi bene nel rispetto dei cittadini italiani, quanti soldi sono stati buttati via in passato e in questo senso il modello Anac può essere applicato anche nella ricostruzione. Chi ruba è uno sciacallo”.

Se all’Aquila, “c’è stato un blocco” nella ricostruzione, questo, si impegna il presidente del consiglio, non avverrà ora. “Dobbiamo fare un’operazione per cui i lavori procedono spediti”, dice nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, insieme ai ministri Delrio e Madia. Ma il premier esibisce la sua esperienza “da sindaco” per rilanciare il tema della prevenzione che “magari non rende in termini di consensi immediati ma fa bene al paese”.

Per questo lancia un appello non solo alla politica ma anche al mondo delle professioni per definire insieme il progetto ‘Casa Italia”.

La visita del presidente Renzi alle zone terremotate: le notizie precedenti

Alle 19,15  – da Amatrice – il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, fa un primo bilancio di questo tragico terremoto.

Alle 19,45 ci sono state due nuove scosse, abbastanza forti da essere avvertite anche a Roma. Convocato per il tardo pomeriggio di oggi il Consiglio dei ministri dedicato ai primi interventi speciali del dopo terremoto.

Si prevede già da ieri che saranno stanziati subito 50 milioni di euro.

La visita del presidente del Consigliodel 24 agosto a Amatrice

“Ci sono – diceva intanto Renzi – almeno 120 vite spezzate”. Per tutta la giornata, la Protezione civile – pur facendo segnare un’importante presenza sul territorio – aveva cercato di “smorzare” il dato, ma – passate le 19 – è impossibile nasocnderà l’entità della tragedia. Si parte da 120 vittime, ma purtroppo questa è solo una partenza, visto che il sindaco di Amatrice ha detto che nel suo comune di sono già 74 cadaveri e cento dispersi.

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Poi il presidente del Consiglio annuncia per giovedì 25 agosto un Consiglio dei ministri, dedicato ai primi provvedimenti post-terremoto e promette un umpgno continuo e costante del governo per la ricostruzione.

Ecco un video sulla visita del presidente del Consiglio a Amatrice.

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Annullato l’impegno di Renzi a Parigi

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale, ha annullato l’impegno di domani a Parigi.

Renzi non parteciperà quindi domani alla riunione dei socialisti europei insieme al presidente francese Francois Hollande.

In un breve discorso in tv, intorno alle 12,30, Renzi ha annunciato che nel pomeriggio di oggi sarà nelle zone più colpite dal sisma, dove in mattinata si sono già recati il ministro delle Infrastrutture Delrio e il capo della Protezione civile.

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L’arrivo ad Amatrice, dopo le 17,30

E, infatti, poco dopo le 17,30 il presidente del Consiglio è arrivato a Amatrice, uno dei centri più colpiti. Il presidente del Consiglio, che già aveva detto quello che doveva nella conferenza stampa di Palazzo Chigi stamattina, giunto a Amatrice ha detto che “Non è il momento di parlare”. Il premier ha parlato a lungo, invece, con i soccorritori, presente il capo della Protezione civile, Curcio, e il ministro dlele Infrastrutture Delrio.

Bandiere a mezzasta su Palazzo Chigi oggi e domani.

 

L’esercito a Illica

Intanto – come richiesto dalla protesta delle popolazioni locali – a Illica, una frazione del comune di Accumoli molto colpita, è arrivato l’esercito, per dare una mano ai soccorritori.

Il premier: “Dobbiamo attrezzarci per l’emergenza”

“In queste ore il lavoro continua e dobbiamo attrezzarci per l’emergenza delle prossime ore, giorni e settimane. Ma ora la priorità è scavare”: aveva detto il premier stamattina a Palazzo Chigi.

“Non lasceremo nessuno solo”

“Non lasceremo nessuno da solo, nessuna famiglia, nessun Comune, nessuna frazione”: ha aggiunto Renzi. Il premier ha poi ringraziato i volontari e la Protezione Civile, sottolineando che gli “italiani danno il meglio nei momenti di difficoltà”.
“Dico grazie a chi da subito da stanotte alle 3,37 si è mobilitato, i volontari, la Protezione civile, la macchina della solidarietà si è messa subito in modo.
    Dico grazie a tutti coloro che sono intervenuti e hanno scavato a mani nude”.

Le lacrime dell?italia e il cuore dei volontari
“L’Italia piange i propri connazionali e mostra al mondo intero le lacrime ma anche il cuore grande dei volontari, della protezione civile e delle istituzioni”, ha conclusio Matteo Renzi.

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