Funerali privati per Sergio Marchionne

Niente funerali pubblici per Sergio Marchionne. L’ultimo addio al manager che ha salvato la Fiat e la Ferrari gli sarà dato in forma strettamente privata dalla compagna, Manuela Battezzato, dai suoi familiari e dagli amici più cari. Non sono previste altre manifestazioni di cordoglio.

Ieri, subito dopo l’annuncio della morte, le bandiere della Fca sono state abbrunate a Torino, come mostra la foto in apertura di pagina e qui sotto.

Due cerimonie a settembre

Le aziende legate al gruppo AgnelliExor, Fca, Cnh, Ferrari e Juventus ricorderanno invece il grande manager a settembre in due cerimonie che si terranno, in momenti diversi, in Italia e negli Stati Uniti.

La prima avrà luogo a Torino, secondo forme che saranno comunicate in seguito. La seconda, invece, ad Auburn Hills, presso Detroit, capitale dell’industria motoristica americana.

 

 

È morto il 25 luglio a Zurigo

Gli amici e i grandi capi della Fca e della Ferrari disperavano che Sergio Marchionne potesse salvarsi. Entrato nell’Ospedale Universitario di Zurigo il 27 giugno scorso pensando che ne sarebbe uscito in pochi giorni (“Non è necessario cambiare troppo l’agenda”, aveva detto ai suoi collaboratori), Marchionne invece aveva visto, di giorno in  giorno, aggravarsi le sue condizioni. Ed è morto oggi, 25 luglio. Si è parlato di un devastante tumore ai polmoni, scoperto per il dolore alla spalla che lo aveva portato al ricovero.

John Elkann, che era andato a trovarlo pochi giorni fa, era uscito dall’ospedale sconvolto, convocando ad horas i Cda di Fca, Ferrari e Cnb Industrial.

Le prime parole di Elkann dopo la morte

“È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato”, ha detto John Elkann, presidente di Exor, la holding della famiglia, annunciando la morte dell’ex amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne. “La nostra famiglia gli sarà sempre grata”, ha aggiunto l’erede degli Agnelli.

Il nuovo presidente della Ferrari ha concluso la sua dichiarazione affermando: “Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore”.

La Ferrari, la Juventus e la lirica

Della sua vita privata si sa molto poco, invece sono ben note la sua passione per il pullover a girocollo, sfoggiato anche nelle occasioni ufficiali, la Juventus e la lirica.

Sergio Marchionne, il manager filosofo che guida la Fiat dal 2004, avrebbe dovuto lasciare il gruppo il prossimo anno, mantenendo però la guida della Ferrari. Non sarà così, visto che sono stati convocati d’urgenza sabato 21 luglio i Cda di Fca, Ferrari e Cnh industrial per esaminare il nodo della successione all’amministratore delegato italo-canadese.

 

Nato a Chieti nel 1952

Nato a Chieti nel 1952, Marchionne è l’uomo che ha cambiato il destino della storica azienda torinese salvandola dal fallimento. Laureatosi in filosofia e in legge all’Università di Toronto e in economia e commercio all’Università di Windsor (Canada), dove ha anche conseguito il Master in Business Administration, ha fatto le sue prime esperienze professionali in Canada.

Il salto professionale a metà degli anni ’90

Il salto è arrivato a metà degli anni ‘90 quando inizia a ricoprire incarichi di responsabilità all’interno di Algroup, con sede a Zurigo (Svizzera), fino a diventarne amministratore delegato nel 2000. E poi ancora dal 2008 fino ad aprile 2010 ha ricoperto la carica di vicepresidente non esecutivo e Senior Independent Director di UBS. Nel mezzo numerosi incarichi di prestigio in altre aziende.

Il secondo top manager più pagato

Cavaliere del Lavoro, Marchionne è il secondo top manager più pagato a Piazza Affari dopo Flavio Cattaneo, ex Tim, secondo una classifica del giornale MF- Milano Finanza: nel 2017 come presidente di Cnh e ad di Fca ha avuto compensi di quasi 14 milioni, 1,8 milioni in più sul 2016.

Entrato in Fiat nel 2003

È entrato in Fiat nel maggio 2003 come consigliere d’amministrazione, poco noto al grande pubblico ma non certo al mondo degli affari e dell’industria, fino a diventarne amministratore delegato nel 2004, alla morte di Umberto Agnelli, al posto di Giuseppe Morchio.

Sestuplicato il valore del gruppo

Sotto la sua dirigenza il gruppo simbolo della famiglia Agnelli ha sestuplicato il suo valore. Il nome di Marchionne sarà, però, per sempre legato all’operazione Chrysler, grazie anche ai suoi buoni rapporti con la politica a stelle e strisce. Nel 2009 ha guidato l’azienda torinese verso la grande alleanza con il colosso automobilistico statunitense, fortemente colpito dalla crisi, operazione che si è conclusa con la fusione nel 2014 che ha dato vita alla Fiat Chrysler Automobiles N.V. In questo modo la Fiat è diventata il settimo gruppo industriale al mondo del settore auto.

I piani presentati per il futuro

Alla presentazione lo scorso primo giugno del nuovo piano Fca per il periodo 2018-2022, Marchionne ha annunciato che entro il 2022 Fca raggiungerà la piena capacità produttiva negli stabilimenti italiani ed europei e che saranno investiti “9 miliardi di dollari per l’elettrificazione dei nuovi prodotti”.

Sempre nel 2014, a ottobre, ha sostituito Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari. Nell’era Marchionne, però, la scuderia di Maranello non ha mai vinto il titolo Mondiale: nel 2014 arrivò addirittura quarta nel mondiale costruttori e terza nel 2016.

Un braccio di ferro protrattosi con il sindacato metalmeccanici

Marchionne, però, è anche il manager della rottura. Prima, nell’aprile 2010, la disdetta del contratto nazionale che ha innescato il lungo braccio di ferro con la Fiom, e poi, a fine 2011, l’uscita da Confindustria.

Sofferente alla cerimonia per i Carabinieri

L’ultima apparizione pubblica risale al 26 giugno, in occasione della cerimonia di consegna di una Jeep Wrangler ai Carabinieri a Roma. E il manager, in quella occasione, è apparso molto sofferente.

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