Pensioni: da oggi arrivano le 150.000 buste arancione

Da oggi, martedì 26 aprile, 150.000 italiani inizieranno a trovare nella buca delle lettere la famosa “busta arancione” dell’Inps e a scoprire quindi quando potranno lasciare il lavoro e soprattutto su quanto potranno contare come assegno mensile. L’annuncio delle prime spedizioni è stato dato nei giorni scorsi proprio dall’istituto guidato da Tito Boeri in un tweet in cui appunto si faceva presente l’avvio delle spedizione delle prime 150.000 lettere con la simulazione standard dell’assegno futuro e della data di uscita.

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Su tutto il territorio nazionale
Le buste, spiegano dall’Istituto, saranno inviate su tutto il territorio nazionale, senza Regioni o Comuni pilota, per rendere il più capillare possibile la loro diffusione.

Una spedizione “casuale”

L’invio delle buste sarà casuale relativamente all’età e alla professione dei destinatari. Ovviamente, le spedizioni sono dirette solo a quanti non sono ‘digitalizzati’, cioè muniti del pin dell’Inps o dello Spid, la password unica che permette l’accesso online ai diversi servizi della Pa.

Calano le nuove pensioni: le notizie del 21 aprile

Oltre un terzo in meno rispetto al 2015. Nel primo trimestre del 2016 le nuove pensioni liquidate dall’Inps sono state 95.381 con un calo del 34,5% rispetto allo stesso periodo del 2015 (145.618).

L’Istituto di previdenza ricorda che nell’anno trascorso sono scattati sia l’aumento dell’aspettativa di vita (4 mesi per tutti) sia i nuovi requisiti per le donne (passaggio da 63,9 anni del 2015 a 65,7).

Crollano anche gli assegni sociali (per gli anziani privi di reddito o con redditi bassi), passati da 13.033 a 7.501 (-42,4%).

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E brutte notizie per i nati negli anni ’80
Brutte notizie sul fronte pensioni, almeno per la generazione nata negli anni Ottanta. Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, infatti, la prospettiva potrebbe essere quella di ricevere la pensione a 75 anni. L’annuncio arriva nella settimana in cui partono le prime 150.000 “buste arancioni” dell’Inps che progressivamente arriveranno a 7 i milioni di lavoratori.

Le previsioni per chi lascerà il lavoro per limiti d’età

Dentro c’è la previsione della pensione futura che il contribuente percepirà. Il progetto, bloccato a dicembre 2015 per ragioni di budget, torna così operativo con la partnership con l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) che sul piatto ha messo 2,5 milioni per il 2016-2017 oltre al milione dell’Inps. E che rilancia l’accesso telematico al servizio attraverso lo Spid, l’identità digitale unica partita però in modo zoppicante.

 

“Poca consapevolezza sul sistema previdenziale”

Ad annunciare il primo blocco di buste arancioni è stato il presidente dell’Inps Tito Boeri (nella foto sopra) parlando a margine del Graduation day all’Università Cattolica. Per Boeri si tratta di una operazione “importante, perché in Italia c’è una bassa cultura previdenziale e una consapevolezza finanziaria ancora più bassa, soprattutto fra i giovani”.

“Va aumentato l’uso del digitale”

“Solo il 30% usa la Rete per ottenere informazioni dalla Pa”, aveva detto nelle scorse settimane Boeri , “e purtroppo le ultime indagini ci dicono che siamo molto indietro dal punto di vista culturale”. Inoltre “c’è poca consapevolezza sulle pensioni: infatti solo 1 italiano su 5 conosce come funziona il nostro sistema previdenziale”.

“Un intervento da far partire subito”

L’intervento sul sistema pensionistico per introdurre la flessibilità in uscita “andrebbe fatto adesso” e “se si facesse con la legge di Stabilità per il 2017, andrebbe certamente bene”. Lo ha detto proprio il presidente dell’Inps, a margine della presentazione dell’iniziativa “Cittadino digitale”.

“Disoccupazione giovanile a livelli intollerabili”

A proposito del part time agevolato per i lavoratori in uscita e prossimi alla pensione, occorre agire “in tempi stretti” anche perché “c’è una penalizzazione molto forte dei giovani e dato il livello della disoccupazione giovanile c’è il rischio di avere intere generazioni perdute all’interno del nostro Paese”. Lo ha detto ancora Boeri, secondo cui i livelli della disoccupazione giovanile siano “assolutamente intollerabili”.

Part time in uscita: “Stanziamenti limitati”

Infine, il part time in uscita “è una sperimentazione e come tale va studiata, non si può dare un giudizio prima”. Comunque, ha spiegato Boeri, “ci sono dei limiti di stanziamento, quindi in ogni caso non potranno esserci più di 30 mila lavoratori nel giro di 3 anni”. E assicura: “Valuteremo la misura con estrema attenzione”.

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