Patricia Rizzo è morta, era madre di un bambino, identificate 16 vittime

A pochissime ore dalla caccia all’uomo delle forze di sicurezza belghe, è arrivata la conferma della morte di Patricia Rizzo (nella foto di apertura e sotto, con il cugino che ne ha annunciato la morte su Facebook). E lo stesso vale per l’italo-tedesca Jennifer Scintu.

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Ai genitori era stato prelevato il dna

L’ufficialità per Patrizia è giunta a fine giornata mentre i familiari ancora nel pomeriggio si affidavano ai social network per chiedere: “Amici, preghiamo tutti per lei”. Nelle ore precedenti ai suoi genitori è stato prelevato un campione di dna da confrontare con i resti delle vittime per arrivare all’individuazione della donna, 48 anni, di cui non si sapeva più nulla da martedì, prima dell’attentato alla stazione della metro di Maelbeek in cui Patrizia è rimasta uccisa. E per 3 giorni è rimasta insieme alle ancora tantissime vittime senza un nome. Proprio dal dna è giunta la conferma.

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“Patricia purtroppo non è più tra noi”

Patricia aveva 48 anni, era sposata e madre del bambino che si vede con lei nella foto diffusa in questi giorni (quella qui spra, scattata in un moment felcie). Il cugino Massimo Lenora ha scritto su Facebook (nell’immagine sopra): “Cari amici, in primo luogo grazie per il vostro sostegno, il vostro aiuto e quello degli amici di diversi paesi Patricia purtroppo non è più tra noi. È dura. Abbiamo messo fine a questa corsa interminabile contro il tempo per ritrovarti: Pat, mi manchi, ci manchi. Ti voglio bene”.

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Non ci sono notizie dell’italo-tedesca Jennifer Scintu

Tra di loro, c’è una tedesca di origini italiane. Si chiama Jennifer Scintu (nella foto sopra), 29 anni, e al momento è tra i dispersi dell’aeroporto di Bruxelles. “Teniamo il peggio, ma non abbiamo perso la speranza di una buona notizia”, dice una parente di Ales, paese dell’Oristanese, in Sardegna, di cui sono originari i nonni della Scintu. La donna di 29 anni al momento dell’esplosione era al check in di un volo per New York assieme al marito Alex Waetzmann (nell’immagine sotto nel giorno del loro matrimonio).

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Sono 16 le vittime identificate

Sono sedici le vittime degli attentati di Bruxelles identificate dalle autorità belghe. Dopo il riconoscimento dell’italiana Patricia Rizzo e dell’italo-tedesca Jennifer Scintu, si sono infrante anche le speranze dei familiari di Lauriane Visart, 27 anni e dell’ex diplomatico franco-belga André Adam, che aveva 79 anni. Ancora lunga la lista dei dispersi. Si teme possano essere tra le vittime degli attentati.

 

Ora c’è un siriano tra i ricercati

C’è un nuovo nome per gli attacchi terroristici di Parigi e Bruxelles. Si tratta di Naim Al Hamed (nella foto sotto), siriano di Hama, di 28 anni (nella foto in basso).

 

Il nome compare su una lista di cinque principali sospettati introvabili, che si presume siano stati coinvolti negli attentati del 13 novembre a Parigi e in quelli di martedì a Bruxelles. La notizia era stata pubblicata ieri dai media spagnoli e ripresa oggi dalla Dh. L’uomo viene descritto – nella foto segnaletica – come “molto pericoloso e forse armato”.

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Blitz antiterrorismo a Bruxelles, le notizie del 24 marzo 2016

Un blit antiterrorismo è in corso a Bruxelles da ieri sera. Impiegato anche un elicottero assieme alle forze speciali nella perlustrazione dei quartiere di Schaerbeek. Secondo il quotidiano belga Le soir, molto informato sugli avvenimenti di questi giorni, vi sarebbero stati 6 fermi.

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Tra i protagonisti degli attentati dei giorni scorsi avrebbe dovuto esserci anche Salah, catturato alla vigilia.

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Non c’è solo Patricia Rizzo fra i dispersi

Non c’è solo Patricia Rizzo. Con il passare del tempo dagli attentati di Bruxelles, si moltiplicano sui social gli appelli per altri italiani di cui non si sa nulla dallo scorso 22 marzo. Al momento Farnesina e ambasciata italiana in Belgio, che non hanno diffuso le generalità degli scomparsi, stanno passando al vaglio tutte le segnalazioni e si sta controllando in ospedali – dove sono stati portati oltre 300 feriti, di cui 61 in condizioni gravissime – e obitori, per quanto la condizione dei corpi renda difficile l’identificazione ancora di molte vittime.

Considerato che i morti sono già 32, il numero delle vittime potrebbe aumentare moltissimo.

Attacco anticipato, anche in Italia terroristi Isis

Dovevano colpire a Pasquetta, poi hanno anticipato gli attentati di Bruxelles, dopo l’arresto di Salah Abdeslam. Intanto si parla di oltre 400 fiancheggiatori dell’Isis, insediati in Europa. E alcuni di essi sarebbero “in sonno” anche in Italia.

Un’altra notizia sconcertante sugli attentati di Bruxelles e un nuovo atto d’accusa verso la “leggerezza” (chiamiamola così) delle autorità belghe.

È arrivata infatti, la novità: uno degli attentatori kamikaze, Ibrahim Bakraoui (nella foto in basso), sarebbe stato già fermato in Turchia e segnalato come foreign fighter ma poi rilasciato dal Belgio l’estate scorsa.

Secondo Le Soir e altri media belgi il secondo kamikaze è Najim Laachraoui, 24 anni, ritenuto l’artificiere delle stragi di Parigi, che si credeva in fuga.

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A rivelarlo lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riportato dalla Cnn turca. Ankara ha informato Bruxelles il 14 luglio dell’arresto di un ‘foreign fighter’ a giugno ma, riferisce Erdogan, le autorità belghe non hanno trovato legami con il terrorismo e l’hanno rilasciato.

 

Patricia Rizzo, la possibile vittima italiana, le notizie del 23 marzo 2016

Una cittadina italiana, Patricia Rizzo (nella foto di apertura) – una funzionaria dell’Unione europea di cui non si hanno notizie da ieri mattina – sarebbe tra le 32 vittime degli attentati di ieri a Bruxelles: sarebbe morta nel metro. È quanto riferito ad Askanews da fonti qualificate e la conferma è arrivata da Maurizio Lupi, capogruppo Ap alla Camera. La Farnesina sta lavorando per l’identificazione mentre l’ambasciata italiana è in contatto con la famiglia, che è già in Belgio, per le procedure di riconoscimento. Finora la donna era nella lista dei dispersi. Patricia, originaria dlela provincia di Enna, lavorava alla Ercea, un’Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca, dopo essere stata anche all’Eacea, la commisisone Ue che si occupa di audiovisivi. Il nmero ufficiale del feriti è salito a 270.

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La ricerca affannosa dei familiari

Patricia Rizzo, impiegata presso un’agenzia della Commissione Ue, è tra le persone che risultano scomparse da ieri dopo l’attentato alla metropolitana a Maalbeek. Familiari ed amici la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita. In un post su Facebook ne dà notizia il cugino Massimo Lenora, che chiede aiuto per le ricerche.

La foto che circola la mostra con un bambino: un figlio?

La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana, senza indicare nomi. I familiari di Patricia Rizzo, secondo quanto si apprende alla Farnesina, sono in queste ore assistiti dall’ambasciata italiana a Bruxelles per effettuare le operazioni di riconoscimento, rese complicate dalle condizioni in cui si trovano i corpi delle vittime degli attentati.

 

Il racconto del cugino di Patricia

“Siamo qui da stamattina e non sappiamo ancora niente. I genitori di Patricia sono stati fatti salire al primo piano dalla polizia per riempire un formulario. Cercano segni particolari” per poterla identificare: a parlare all’agenzia Ansa dall’ospedale militare Konigin Astrid (dove si trova un centro grandi ustionati) è Massimo Leonora, cugino di Patricia Rizzo.

“È da ieri che la cerchiamo e speriamo davvero di trovarla viva”, aggiune Leonora. “Anch’io stavo per prendere la metro, ma all’ultimo minuto ho cambiato idea e ho preso l’auto, altrimenti probabilmente sarei stato coinvolto anch’io nell’esplosione”.

 

“I nostri nonni lavoravano nelle miniere…”

“I nonni di Patricia, come i miei, sono venuti in Belgio per lavorare nelle miniere e siamo rimasti tutti qui, siamo originari della provincia di Enna, i miei di Calascibetta. Ma abbiamo tutti la nazionalità italiana, perchè l’Italia resta il nostro Paese”, ci tiene a dire il cugino.

“I genitori di Patricia abitano fuori Bruxelles”, aggiunge. Io lavoro all’ Eacea, l’agenzia della Commissione Ue che si occupa di audiovisivi e fino ad un paio di mesi fa anche Patricia lavorava lì, prima di trasferirsi all’Ercea”.

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Quattro e non tre i terroristi coinvolti

Intanto si apprende che sarebbero 4 e non tre i terroristi coinvolti negli attentati di ieri a Bruxelles: tre sono morti da kamikaze, il quarto – l’uomo con il cappello nella foto diffusa dalla polizia – è in fuga.

Lo ha spiegato il procuratore federale belga Frederic Van Leuw. Dei tre kamikaze, solo due sono stati identificati: si tratta dei fratelli Bakraoui, Ibrahim che si è fatto esplodere all’aeroporto Zaventem e Khalid che invece si è ucciso nella metropolitana. Né il secondo kamikaze dell’aeroporto, né l’uomo in fuga inizialmente erano stati identificati.

Non è l’artificiere di Parigi l’uomo fermato Anderlecht

Nel corso della mattinata i media belgi avevano scritto che era stato arrestato ad Anderlecht (Regione di Bruxelles-Capitale) Najim Laachraoui, l’uomo in fuga ritratto con il cappello nella foto a Zaventem e ritenuto l’esplosivista degli attacchi di Parigi. Ma secondo secondo l’emittente Rtbf, che cita fonti di polizia, non è lui. Perquisizioni sono ancora in corso in zona.

 

Lupi: “Corpi in condizioni irriconoscibili”

Ha aggiunto Lupi a proposito della vittima italiana: “Era una donna che prendeva normalmente la metropolitana e dovrebbe essere tra le vittime della metro, ma la violenza dell’esplosione ha reso i corpi irriconoscibili”. L’ambasciatore italiano in Belgio, Vincenzo Grassi, fino alla serata di ieri, 22 marzo 2016, aveva detto che risultavano 3 feriti in condizioni non gravi fra gli italiani. Non ci sarebbero però state vittime tra i connazionali, nonostante le difficoltà nei contatti telefonici con alcune persone inserite nella lista degli scomparsi.

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Identificati i 3 uomini, 2 sono i kamikaze

È stato identificato anche il terzo uomo, quello con il cappello, ripreso dalle telecamere dell’aeroporto di Bruxelles prima delle esplosioni con i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, che si sono fatti saltare in aria. È Najim Laachraoui, 24 anni, ritenuto l’artificiere delle stragi di Parigi ed è ancora in fuga. Tutti e 3 sono considerati complici di Salah Abdeslam, tra i responsabili delle stragi al Bataclan. A Zaventem sarebbero arrivati a bordo di un taxi e la testimonianza del conducente, secondo cui avevano 5 bagagli, è stata fondamentale per ritrovare gli ordigni inesplosi.

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