Boncompagni: “A Ambra dicevo porcate nell’auricolare” (video)

Non le suggeriva le battute, attraverso l’auricolare che sfoderava a ogni puntata. In realtà Gianni Boncompagni, l’inventore di “Non è la Rai”, sussurrava nell’orecchio di una giovanissima Ambra Angioini “cose tremende, irriferibili, e lei doveva fare finta di nulla”. Insomma, una specie di palestra per la più nota delle 200 ragazzine che accompagnavano il pomeriggio di Canale 5. Le stesse che facevano fantasticare l’allora futuro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Secondo il quale, sempre Boncompagni dixit, “il paradiso terrestre deve essere così”.

Un programma-simbolo degli anni Novanta

Queste sono frasi contenute in un’intervista che il Fatto Quotidiano pubblica sull’edizione di oggi a uno dei più celebri autori televisivi. Il gancio per il dialogo di Nanni Delbecchi con Boncompagni è, ancora una volta, 1992, la fiction che Sky Atlantic sta mandando in onda e che racconta gli anni di Tangentopoli. Non l’ha vista la prima puntata, l’autore, e sembra compiacersi che la sua creatura sul piccolo schermo sia stata assorbita dalla serie come simbolo di quegli anni. Con qualche puntualizzazione. È vero o no che i papà delle adolescenti dell’epoca occhieggiavano sull’ammiraglia di Mediaset le coetanee della figlia mentre si agitavano all’ordine di Boncompagni?

La fila degli sponsor: “Altro che Vianello e Scotti”

“Ma no”, risponde, “era un pubblico composto quasi per intero da ragazzi appena tornati da scuola. Andava in onda nel primo pomeriggio e i papà sono in ufficio”. Nemmeno un’ispirazioni per le “serate eleganti” del bunga bunga tanto raccontate dalle cronache che riguardano Berlusconi? “Be’, spero proprio di no”. Però Boncompagni si ricorda bene della prima e della seconda volta che il patron della rete passò a salutare prima dell’ora di andare in onda. Ma soprattutto si ricorda della coda di sponsor che Publitalia mieteva per comparire nella fascia riservata a “Non è la Rai”.

“Il paradiso terrestre non passa mai”

“Publitalia aveva fatto delle ricerche sull’audience e si era accorta che quella trasmissione era completamente diversa dalle altre”, dice. “La cifra di Mediaset erano Raimondo Vianello e Gerry Scotti, più o meno come oggi”. Inoltre “le ragazze erano tutte vestite uguali e naturalmente gli sponsor facevano a gara per darci i vestiti”. Altro che la riedizione di “Pronto Raffaella?” che Berlusconi avrebbe voluto affidare a Boncompagni per riportare davanti alla telecamera la Carrà nazionale. Il successo fu così dilagante che, aggiunge l’autore televisivo, “continuano a ridare le repliche, anche in canali strani, a orari incredibili, e c’è ancora chi vuole fare pubblicità”. Perché? “Chi lo sa. Forse perché nel paradiso terrestre il tempo non passa mai”.

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