Tom Cruise controllava il telefono di Nicole Kidman, sgradita a Scientology

L’affermazione è di quelle che non lasciano spazio ai fraintendimenti: “Tom Cruise può sposare la fede che vuole, ma crediamo debba dire qualcosa circa una serie di abusi”. Lo afferma Alex Gibney, regista del documentario “Going clear” su Scientology, il culto fondato da Ron Hubbard nel 1954 e che annovera tra i propri volti più noti proprio quello dell’ex top gun del grande schermo. Gli abusi, sempre secondo il filmaker, riguarderebbero la ex moglie, Nicole Kidman, sottoposta a intercettazioni, e lavoratori della congrega, pagati un dollaro all’ora scorsa.

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Le intercettazioni durante le riprese di “Eyes Wide Shut”

Conferme arriverebbero dalle parole di Mark Rathbun, un adepto che ha lasciato il culto, secondo il quale, come riporta il Mail on line, non era gradita ai vertici di Scientology tanto da auspicarne l’uscita di scena con la fine del matrominio con Cruise. Il quale, volato in Gran Bretagna per girare con la moglie il film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”, avrebbe chiesto all’organizzazione hubbardiana di intercettare la donna. Rathbun dichiara di non essere stato d’accordo, ma di aver eseguito. Poi, ultimate le riprese e rientrati negli Stati Uniti, i coniugi Cruise si erano separati, con un sospiro di soddisfazione dei vertici del culto.

Operai sottopagati, ma moto e jet tirati a lucido

Vero o falso? L’attore non ha commentato le affermazioni di Rathbun e nemmeno quelle di Alex Gibney, che non ha gradito affatto la mancata reazione della stella del cinema nonché portavoce di Scientology. Una reazione che, nelle aspettative, avrebbe dovuto riguardare anche la seconda parte delle “rivelazioni”: Cruise avrebbe avuto al proprio servizio operai sottopagati che l’organizzazione gli forniva sorvolando sul fatto che, per lucidare motociclette e jet privato, non arrivassero a prendere 1 dollaro l’ora.

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