Airbus: il copilota ha fatto precipitare l’aereo

Finora non era trapelato nulla in merito all’identità del personale di bordo dell’aereo Germanwings A320 schiantosi sulle Alpi provenzali, in Francia. Ma dopo che il New York Times ha descritto il contenuto delle informazioni estratte da una delle scatole nere, informazioni secondo cui il primo ufficiale, Patrick Sonderheimer, era rimasto chiuso fuori dalla cabina. All’interno il suo vice, Andreas Lubitz, 28 anni, iniziava la discesa controllata – “volontariamente” azionata secondo il procuratore della Repubblica di Marsiglia Brice Robin – ecco che prende corpo la portata delle responsabilità di chi si trovava ai comandi.

aaaapilota

Rimane da capire perché: escluso ormai l'”inspiegabile incidente”, come lo ha definito Lufthans, restano il suicidio costato la vita anche a 146 passeggeri e 3 membri dell’equipaggio o un atto terroristico (per quanto Robin ha detto che “al momento non ci sono elementi che corrispondano a un’azione terroristica”). Al lavoro su questa vicenda rimangono 700 gendarmi sotto guida francese e collaborazione tedesca con il supporto dell’Interpol.

Bild: le prime biografie dei piloti

Così, questa mattina, il giornale tedesco Bild ha scritto che di certo il comandante era tedesco e probabilmente lo era anche il suo numero due, per quanto non ci fossero ancora conferme definitive in questo senso. Su quest’ultimo, l’autorità giudiziaria francese ha chiesto un approfondimento ai colleghi tedeschi. Intanto, dalle informazioni a disposizione, il comandante rimasto chiuso fuori era Patrick Sonderheimer, padre di due figli e originario di Dusseldorf, la città verso cui era diretto l’A320 decollato da Barcellona alle 10 del mattino: oltre 6 mila ore di volo, dal 2014 dipendente della Germanwings dopo aver lavorato per Lufthanda e Condor. Il secondo pilota, quello che sarebbe rimasto chiuso dentro al cockpit e che avrebbe innestato il comando per la discesa controllata, aveva volato per 650 ore circa e si chiamava Andreas Lubitz, di Montabaur, nella Renania-Palatinato. Per la compagnia low cost lavorava dal 2013 e il suo respiro – l’unico in cabina – sarebbe stato registrato fino all’impatto. Dunque era vivo e con ogni probabilità cosciente di quanto stava avvenendo.

Quella porta bloccata: perché?

Tornando al contenuto della scatola nera, secondo il New York Times si sente distintamente uno dei due piloti che bussa alla porta della cabina fino al tentativo di sfondare fisicamente la porta che, da dopo l’11 settembre, è blindata su tutti i voli commerciali e cargo. Perché si sarebbe verificata una circostanza del genere? Una possibilità è che il pilota rimasto solo in cabina non sarebbe stato in grado di aprire al secondo, dalla cabina basta premere un pulsante per sbloccare l’ingresso. Nel secondo avrebbe invece scelto deliberatamente di non aprire e, in questo caso, potrebbe trattarsi di un atto di terrorismo ma anche di un folle gesto.

I dettagli della fonte anonima del Nyt

La fonte citata dal quotidiano Usa descrive la conversazione tra i piloti prima che uno dei due uscisse come “molto tranquilla”. Poi dopo l’uscita, “il pilota rimasto fuori bussa leggermente alla porta e non c’è risposta”, “e poi colpisce la porta forte e non riceve nessuna risposta. Non c’è mai una risposta”. Non ci sono informazioni udibili sulle condizioni dell’altro pilota, quello rimasto all’interno del cockpit. Solo silenzio. Successivamente si può sentire, secondo l’audio, che l’uomo sta “cercando di rompere la porta”. “Non sappiamo ancora il motivo per cui uno dei piloti sia uscito”, ha detto il funzionario, che ha chiesto l’anonimato perché l’indagine continua.

Cautela da parte delle autorità francesi

“Ma quello che è sicuro è che negli ultimi minuti del volo, l’altro pilota è solo e non apre la porta”. Le autorità francesi restano caute: molto poco è stato reso pubblico ufficialmente sui contenuti della scatola nera recuperata, sulla natura delle informazioni emerse dall’audio, se sono parziali e complete. L’unica conferma avuta dai responsabili delle indagini è che la registrazione comprende voci e suoni all’interno della cabina di pilotaggio. Su quanto rilevato nelle informazioni raccolte dal New York Times non ci sono ancora commenti di fonte ufficiale.

Il Volo EgyptAir 990 del 1999

Quello che accadde il 31 ottobre 1999 sul volo di linea EgyptAir 990 Los Angeles-New York-Il Cairo non è mai stato chiarito del tutto. Ma il disastro aereo, costato la vita alle 217 persone a bordo, potrebbe essere stato un suicidio o, almeno, un inabissamento volontario, in base alle indagini condotte dagli inquirenti e alle parole pronunciate dal primo ufficiale, “mi affido a Dio”, pronunciate negli ultimi minuti di volo.

Nella foto grande: il presidente francese Hollande con Angela Merkel.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto