Consumatori: per la prima volta dal 2010 cresce la fiducia

Cresce la fiducia tra i cittadini. Una fiducia risposta più sulla ripresa economica generale del Paese che sul miglioramento personale, ma si tratta di dati in controtendenza a partire dal 2010. Lo attesta l’Istat nel rapporto di febbraio 2015 su consumatori e imprese. In miglioramento anche, sempre secondo la stessa analisi, il clima di fiducia delle imprese che viene descritto in “deciso miglioramento” rispetto allo scorso mese di gennaio.

La fiducia è soprattutto sul futuro

Clima economico e futuro sono le componenti che, dal punto di vista dei consumatori, sono quelli con gli indici più interessanti. Se confrontati con quelli dei 30 giorni precedenti, infatti, il primo passa da 111,1 a 130,9 mentre il secondo da 107,4 a 116,6. Più positivi anche i giudizi sulla situazione economica del Paese mentre altrettanto con fiducia, anche se con qualche remora in più, si osserva l’andamento della disoccupazione e le possibilità future di risparmio. Meno brillante, per quanto di nuovo in controtendenza rispetto al passato, invece la valutazione delle opportunità attuali di acquisto di beni durevoli, quelli che soddisfano bisogni che si protraggono del tempo, come automobili, elettrodomestici e abbigliamento.

Buone le attese sull’andamento dei prezzi

Quest’ultimo è determinato dal fatto che i consumatori, in proposito, hanno espresso giudici positivi sull’andamento dei prezzi, ritenuti stabili dal 42,5% del campione rispetto al 40,6% o addirittura in diminuzione (dal 9,5 all’11,2). Il saldo delle attese per il futuro, sempre in tema andamento dei prezzi, aumenta (da -31 a -33) perché ci si aspetta che gli incrementi siano “moderati” (dal 14,9% al 13,5%) o “tendenzialmente stabili” (dal 50,7% al 52,0%).

Bene anche le imprese con l’eccezione dell’edilizia

Infine, per quanto riguarda il mondo aziendale, secondo l’osservazione dell’Istat, migliora il clima di fiducia dalle imprese manifatturiere, delle costruzioni, dei servizi e del commercio al dettaglio, che a febbraio sale a 94,9 da 91,6. In particolare, a determinare il segnale in controtendenza, ci sono le attese sugli ordini, in particolare su beni di consumo, intermedi e strumentali. Rimane negativo però l’ambito dell’edilizia: qui, causa paralisi del mercato, l’indice del clima di fiducia scende da 77,4 a 76,6 e peggiorano le attese sull’occupazione (da -17 a -18)

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