Violenza: quanto soffrono in Italia le donne (infografica)

Centoquindici femminicidi, 1157 negli ultimi dieci anni, e 101 tentati nel 2014. Nel 70,43% dei casi l’autore è il partner o l’ex, nell’80% dei casi il luogo del delitto è la casa. Cresce il numero delle donne vittime di femminicidio nel nostro Paese. Come ogni anno, è la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna a fornire il quadro più completo sulla base dei dati della stampa nazionale e locale, alla vigilia della “giornata internazionale della violenza contro le donne” che cade domani, 25 novembre.

Ancora assenti approfondimenti necessari

Dati che, pur non trovando ancora una raccolta sistematica da parte delle istituzioni come i centri antiviolenza chiedono da tempo, confermano ancora una volta la grande diffusione della violenza maschile nel nostro Paese. Rispetto agli anni passati il numero delle donne uccise è leggermente inferiore, ma questo non vuole dire che in Italia la violenza contro le donne sia diminuita, anche perché – come rimarca la Casa delle Donne – mancano approfondimenti in tale direzione.

A essere uccise sono soprattutto le italiane (88 su 115), mentre le donne provenienti da altri 18 paesi sono coinvolte in misura nettamente inferiore (27 su 115). Nel 70,43% dei casi l’autore del femicidio è il partner (ex o attuale), in una relazione stabile o interrotta, un dato superiore a quello dell’anno precedente (58%).

Il Festival a Bologna

Taglia il traguardo della decima edizione il festival La violenza illustrata, curato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna. Rinate di donna, questo il tema dell’edizione 2015 in corso nel capoluogo emiliano, è dedicata al legame che unisce il pensiero femminista e la pratica dei centri antiviolenza. Casa delle donne, lo storico centro di Bologna che organizza il festival e quest’anno compie 25 anni di attività, vuole così mettere a tema la rinascita delle donne che superano la violenza vissuta anche grazie alla relazione, al supporto e al confronto con altre donne.

Un programma di oltre 2 settimane

Un programma di oltre due settimane di appuntamenti culturali per affrontare la violenza contro le donne attraverso proiezioni, seminari, dibattiti, spettacoli teatrali, mostre e laboratori. Tra gli appuntamenti da segnare in agenda la proiezione gratuita al Cinema Lumière, il 25 novembre, del documentario di Germano Maccioni Di genere umano, che racconta l’esperienza del seminario su “La violenza contro le donne. Problematica dei sessi e diritti umani”, istituito per il secondo anno accademico all’Università di Bologna. Inoltre, con la mostra di Daniela Tieni, Affinché possano fiorire, si rinnova la collaborazione con il Festival internazionale di fumetto Bilbolbul. Il Festival si conclude il 28 novembre, alle ore 14.30, con il convegno internazionale “Tutti/e dovremmo essere femministi/e. Nuove visioni e ricerche politiche sulla situazione delle donne in Italia, Svezia e Spagna”.

“Parliamo di violenza usando linguaggi diversi”

“Dieci anni fa”, racconta Angela Romanin, direttrice del Festival, “la nostra era un’iniziativa pioneristica, oggi è l’unica in Italia che vuole parlare della violenza usando tanti linguaggi diversi. Nel tempo il festival è cresciuto perché è aumentata molto la sensibilità sul tema grazie anche al lavoro dei centri antiviolenza, che si sono impegnati su tanti fronti. Nel 2012 c’era circa 70 eventi in cartellone e non riuscivamo più a governarlo. Per questo abbiamo deciso di restringere il numero iniziative e qualificarne di più la portata”.

Una app contro la violenza

L’Associazione nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re ha realizzato un’app per informare le donne in mondo semplice sul fenomeno della violenza. Informazioni sull’associazione, attività, notizie, contenuti multimediali e link per contattare i centri antiviolenza sono i contenuti dell’app realizzata grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione Kering Gucci e disponibile per smart-phone, tablet, o computer sugli stores Apple e Android.

È anche possibile effettuare il test, anonimo, I.S.A (Incresing Self Awareness) di autovalutazione di rischio in caso si vivano relazioni violente. Dopo la compilazione saranno date informazioni sul profilo del rischio e su che cosa è opportuno fare se si stanno vivendo situazioni di maltrattamento.

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Il costo della violenza

La violenza contro le donne costa non solo a livello personale, ma anche in termini economici. L’anno scorso Quanto costa il silenzio?, una ricerca di Intervita a cura di Giovanna Badalassi, Franca Garreffa e Giovanna Vingelli, ha quantificato il costo della violenza contro le donne. In Italia è stato calcolato in 17 miliardi di euro, ovvero circa 3 manovre finanziarie oppure come quanto il triplo degli incidenti stradali in un anno. La stima delle contromisure prodotte dalla società a titolo di contrasto e prevenzione, sotto forma di investimenti in capitale umano è di 6,3 milioni di Euro.

In Europa si arriva a 226 miliardi di euro

La ricerca ha suddiviso i costi in diretti (sanitari, legali, giudiziari ed altri), effetti moltiplicatori economici, come i costi del lavoro per mancata produttività, e costi non monetari, ovvero la quantificazione del danno. Dalla ricerca emerge, ad esempio, che nell’arco di un anno gli episodi in cui donne vittime di violenza hanno fatto ricorso a cure ospedaliere rappresentano il 3,3% con un 96,7% di episodi di violenza che non hanno dato luogo a un ricovero in pronto soccorso, ma che certamente hanno determinato delle conseguenze sulla salute delle donne e prodotto dei costi conseguenti. Secondo la ricerca, pur essendo probabilmente sottostimati, in Europa i costi della violenza di genere ammontano a circa 226 miliardi di euro.

Donnechecontano.it

È la piattaforma OpenData, ideata da ActionAid in collaborazione con Dataninja.it, per rendere facilmente accessibili le informazioni sull’utilizzo delle risorse stanziate dal Governo per il biennio 2013-2014 per finanziare interventi e servizi di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Ad un anno dal lancio di Donnechecontano Action Aid ha fatto il punto insieme a Wister (Women for Intelligent and Smart Territories) e a D.i.re (Donne in Rete contro la violenza). Dal nuovo monitoraggio è emerso che solo sette amministrazioni locali fanno sapere in modo chiaro e trasparente come stanno utilizzando i fondi: cinque Regioni (Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia) e due ex province (Firenze e Pistoia). Per altre amministrazioni, i dati sono deducibili reperendo altri atti amministrativi (Abruzzo) o per via del numero ridotto di strutture presenti (Valle d’Aosta e Basilicata). Per il resto delle Regioni, non è stato invece possibile reperire alcun dato.

Violenza di genere, generazioni a confronto

Under 30 indulgenti verso la violenza contro le donne. Per un giovane su cinque quello che accade in una coppia non deve interessare agli altri. Per uno su quattro, la violenza sulle donne è dovuta a “raptus momentanei, giustificati dal troppo amore”. Per uno su tre, gli episodi di violenza domestica “vanno affrontati dentro le mura di casa”. Questi i dati che emergono dal rapporto “Rosa Shocking 2. Violenza e stereotipi di genere: generazioni a confronto e prevenzione”, a cura dell’associazione We World Onlus. Dall’analisi condotta insieme all’istituto Ipsos Italia, emerge una frattura generazionale: i giovani tra i 18 e i 29 anni rispondono a tutte le domande con un atteggiamento sensibilmente più indulgente nei confronti della violenza di genere rispetto al resto del campione. Particolarmente allarmanti i risultati di due domande: per il 19% dei giovani, contro la media nazionale del 13%, è normale che un uomo tradito diventi violento; la violenza, inoltre, è dovuta “agli atteggiamenti esasperanti delle donne” per il 16% dei giovani contro la media dell’11%.

“È importante non dimenticare le dimensioni della violenza sulle donne, i cui numeri continuano ad essere allarmanti”, ha dichiarato Marco Chiesara, presidente We World Onlus.

Perché il 25 novembre

È una delle giornate internazionali promosse dall’Onu. Con la delibera 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne invitando governi, organizzazioni internazionali e ong a organizzare attività per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema.La scelta del 25 novembre viene fatta a Bogotà nel 1980, dove si tiene il primo Incontro femminista internazionale. Le partecipanti accettano la proposta della delegazione Dominicana di rendere omaggio alle sorelle Mirabal brutalmente assassinate il 25 novembre del 1960 per ordine del dittatore Rafael Trujillo.

Inoltre, il 20 dicembre 1993 l’Assemblea Generale, con la delibera 48/104, ha adottato la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne.

Foto: Burqa di Armando Casalino per Gi.U.Li.A

Sul tema della violenza contro le donne potete leggere su Consumatrici.it anche l’articolo di Barbara Liverzani.

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