Parla il gioielliere che ha ucciso il rapinatore: “Ho difeso la mia famiglia” (foto e video)

La procura di Milano ha deciso di procedere per legittima difesa nella vicenda che ha visto protagonista un gioielliere, Rodolfo Corazzo (nella foto sotto), che ha ucciso ieri sera un malvivente al termine di una sparatoria avvenuta nella sua villetta a Lucino, frazione di Rodano (Milano). Ma – ha detto subito dopo Corazzo agli inquirenti – “non volevo assolutamente uccidere, volevo solo proteggere la mia famiglia”. Queste sono state le sue parole subito dopo l’omicidio, secondo il suo avvocato, Piero Porciani, ribadite dallo stesso gioielliere in un video.

Stamattina il gioielliere è andato a lavorare come se fosse stato un giorno normale. Dal ’93 è titolare della gioielliera “Le caveau di temps” in corso Venezia 44 a Milano, che è specializzata nella vendita di orologi di prestigio.

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La ricostruzione della serata

A morire è stato un rapinatore, Valentin Frrokaj (nell’immagine sotto), cittadino albanese di 37 anni, ricercato per l’omicidio di un connazionale avvenuto nel 2007 e per 2 evasioni nonostante la condanna all’ergastolo. I carabinieri stanno dando la caccia ad altre 2 persone che hanno partecipato alla rapina. Corazzo è arrivato a casa sul suo motorino poco prima delle 21. Mentre oltrepassa il cancello – secondo quanto egli stesso riferisce ai carabinieri – viene aggredito alle spalle da tre persone, che lo colpiscono con pugni e schiaffi al volto e al collo.

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Lo strattonano, lo costringono ad aprire la porta di casa e a spegnere le telecamere a circuito chiuso che sono all’interno della sua villetta a due piani, in via Matteotti.

 

Aggredito da tre uomini

I tre uomini sono incappucciati, parlano italiano ma pare che abbiano l’accento straniero. Rodolfo Corazzo pensa alla moglie e alla figlia di dieci anni che lo stanno aspettando a casa, cerca di essere collaborativo, secondo quando riferisce il suo avvocato, ma una volta dentro casa scoppia il conflitto a fuoco, la cui dinamica ancora non è ancora del tutto chiara.

 

Deteneva le armi legalmente

Saranno necessari ulteriori accertamenti, ma sembra che le armi utilizzate nella sparatoria siano tutte di Corazzo, che le deteneva legalmente. Il padrone di casa si occupa infatti di televendite di gioielli e gira abitualmente armato. Dopo un primo colpo sparato in aria dal commerciante, uno dei rapinatori reagisce e risponde al fuoco.

 

Un malvivente ucciso sul colpo

A quel punto il malvivente, di una trentina d’anni, viene centrato da una pallottola e muore sul colpo. I suoi complici riescono invece a fuggire e a far perdere le proprie tracce. “Erano a volto coperto, parlavano italiano – ha detto l’avvocato Piero Porciani, difensore di fiducia di Rodolfo Corazzo – ma con accento straniero e hanno aggredito il mio cliente. Lui ha cercato di collaborare, ha chiesto che non fosse fatto del male alla sua famiglia ed è stato malmenato. Ha sparato un colpo in aria, prima di sparare ad uno dei malviventi per difendersi”.

Si cercano i complici fuggiti

Rodolfo Corazzo è stato prima portato in caserma per essere ascoltato dai carabinieri e poi in ospedale per ricevere le cure del caso. Sul posto è giunto anche il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Canio La Gala. “Stiamo indagando – ha detto – ed è in corso una battuta per cercare i complici fuggitivi”.

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