Angela Merkel vince, ma è una batosta, ebrei preoccupati per l’Afd

Angela Merkel vince le elezioni tedesche, ma prende una batosta. Volano i populisti dell’Afd. Crolla l’Spd.

Avranno 87 seggi in Parlamento, stando alle prime proiezioni, i populisti tedeschi di Afd con il 13,2%. La Cdu-Csu avrà la maggioranza dei seggi, e cioè 220 con il 33,3%, e i socialdemocratici 137 con il 20,9%.

 

La Merkel delusa dal risultato

La cancelliera non ha nascosto un po’ di delusione: “Non ci gireremo attorno, avremmo voluto naturalmente un risultato migliore”, ma poi ha aggiunto: “Siamo la forza maggiore del Paese, e contro di noi non può essere formato alcun governo”.

Le proiezioni finali

I dati delle proiezioni finali per il rinnovo del Parlamento tedesco diffusi dall’Istituto di sondaggi Zdf: l’Unione Cdu-Csu consegue il 33% dei voti, i socialdemocratici della Spd il 20,5% e gli oltranzisti di destra della Afd il 12,6%.

Il tweet del presidente francese Macron
Dopo la mezzanotte è arrivato il tweet di Emmanuel Macron per congratularsi con Angela Merkel. “Ho telefonato ad Angela Merkel – ha scritto il capo dello stato francese – proseguiamo con determinazione la nostra essenziale cooperazione per l’Europa e per i nostri paesi”.

“Una pesante sconfitta per l’Spd”

“È una pesante sconfitta per l’SPD, oggi finisce per noi la grande coalizione”, ha detto Manuela Schwesig (nella foto qui sopra), una delle esponenti di spicco dell’SDP.  La Schwesig annuncia che il suo partito andrà all’opposizione.
“Un giorno difficile e amaro per la socialdemocrazia – ha commentato Martin Schulz -. Abbiamo mancato l’obiettivo”. Schulz, nonostante la storica sconfitta,  vuole rimanere leader dell’SPD pur dall’opposizione.

Irripetibile la Grosse Koalition, possibile un “governo Giamaica”

Merkel e il cpao dei liberali Lindner, che ritorna in parlamento, hanno fatto appello al “senso di responsabilità” per il paese, che vive in “tempi tempestosi” e “difficili”, sollecitando il partito a prendere in considerazione anche una Grosse Koalition. Diversamente resterebbe solo la “Giamaica”, opzione che Verdi e liberali non escludono, ma che va vagliata “sui contenuti”.

Si chiama “Giamaica” perché la coalizione sarebbe formata dai tre colori della bandiera di quel paese: il nero di CDU/CSU, il giallo dei liberali e il verde dei Verdi. Ma Verdi e Liberali hanno programmi contrapposti: riuscirà la Merkel a metterli d’accordo?

I liberali festeggiano il ritorno in Parlamento 

“La scorsa legislatura è stata la prima in cui i Liberali non sono stati presenti in Parlamento, e sarà anche l’ultima”: ha detto il leader dei Liberali Chrstian Lindner (nella foto sopra), alla sede dell’FDP, parlando alla folla dei suoi colleghi di partito e degli elettori.

 

Allarme ebrei, Afd ricorda peggior passato della Germania

I principali gruppi ebraici tedeschi esprimono allarme per l’ingresso del partito Afd nel parlamento.

Il presidente del Consiglio tedesco degli ebrei, Josef Schuster, ha auspicato che gli altri partiti svelino “la vera faccia dell’Afd”, con “posizioni di estrema destra e contro le minoranze”, e che “smascherino le loro vuote promesse populiste”.

Il capo del Congresso ebraico mondiale, Ronald Lauder, si è congratulato con la cancelliera Angela Merkel per il suo quarto mandato, chiamandola “una vera amica di Israele e del popolo ebraico”, mentre ha definito l’Afd “un movimento reazionario, che ricorda il peggior passato della Germania”.

I Verdi: colloqui difficili per il governo

I Verdi avvertono che gli incontri per arrivare a un nuovo governo saranno difficili.

“Ci saranno colloqui difficili, faremo soltanto quello in cui crediamo”, ha detto la candidata di spicco dei Verdi, Catrin Goering-Eckardt (nella foto sopra), commentando il risultato del partito e la prospettiva di colloqui per una possibile coalizione Giamaica con Unione (Cdu-Csu) e liberali.

 

 

 

Al voto oltre 60 milioni di tedeschi

Oggi va alle urne il paese più potente dell’Unione europea: 61,5 milioni di tedeschi sono chiamati al voto in Germania.

I seggi elettorali aprono alle 8 e chiuderanno alle 18. Subito dopo saranno comunicati i primi exit poll dalle emittenti televisive nazionali ARD e ZDF, e a seguire, nel giro di pochi minuti, le prime proiezioni.

 

Ben 42 partiti in lizza e più di 4.800 candidati

I partiti che si presentano sono 42, e 4.828 i candidati. Ma i seggi parlamentari toccheranno solo a chi supererà la soglia del 5%.

Quest’anno, stando ai sondaggi, saranno sei i partiti presenti in Parlamento (due in più del 2013): la Cdu-Csu (dati dagli ultimi sondaggi come vincenti) con consensi fra il 34 e il 36%, ma comunque lontani dal 41,5% del 2013; l’Spd, data fra il 21 e il 22%, in forte svantaggio, e lontana dal risultato dell’ultima volta, del 25,7%.

La destra populista di Afd sarebbe fra l’11 e il 13%, col vento in poppa, anche se si pensa che quattro anni fa mancarono la soglia e presero il 4,7%; la Linke, partito di sinistra, fra il 9,5 e l’11%, molto meglio del 2013 quando prese l’8,6%; i Liberali, fra il 9 e il 9,5%, potrebbero avere un ottimo risultato, rispetto al 4,8% di quattro anni fa, che li fece scivolare fuori dal Bundestag; i Verdi, fra il 7 e l’8%, sarebbero in una sorta di stallo, dal momento che la volta scorsa presero l’8,4%.

Martin Schulz in recupero nelle ultime ore

Un sondaggio Emnid, commissionato dalla Bild, mostra una diminuzione dello scarto fra le preferenze per i candidati alla cancelleria Angela Merkel, 45%, e Martin Schulz (leader dei socialdemocratici della Spd, nella foto qui sopra), 32%.

Il nuovo Parlamento si riunisce il 24 ottobre

Nei giorni successivi alle elezioni, si voteranno i capigruppo parlamentari dei diversi partiti e i dirigenti. Il nuovo Parlamento eletto deve riunirsi per la prima volta entro il 24 ottobre (a un mese dal voto).

 

I possibili scenari dopo l’apertura delle urne

Dall’apertura delle urne si teme l’esplosione della destra oltranzista di Alternative fuer Deutschland, un partito populista che  – dopo aver cambiato il panorama politico del paese – potrà agire in parlamento, addirittura da terza forza e magari guidando l’opposizione.

È comunque chiaro che la partita per il futuro governo sia in mano ai piccoli partiti. Ago della bilancia potrebbero essere i liberali, pronti a un trionfale ritorno al Bundestag con Christian Lindner, e forse addirittura al governo, (neppure la formazione nero-gialla è esclusa). E molto importante sarà anche l’esito dei Verdi: il duo Oezdemir Goering-Eckardt è in ballo per una possibile coalizione giamaica. Infine, sarà interessante anche il risultato della Linke di Sahra Wagenknecht (nella foto qui sopra): nessuno ha mai escluso, finora, una soluzione – per la verità assai poco probabile – rosso-rosso-verde.

 

Difficoltà a formare il nuovo governo

In Germania è prassi coune che il partito vincitore invita gli altri a dei confronti, per sondare le condizioni di possibili alleanze di governo. Solo quando sussistono i presupposti, si arriva alle trattative di coalizione sull’accordo di programma.

Dopo il voto di oggi, ci si aspetta una difficoltà maggiore del solito nella formazione della futura squadra di governo. Nel 2013, fatte le elezioni il 22 settembre, Angela Merkel fu votata cancelliera di nuovo dal Bundestag il 17 dicembre.

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