Volkswagen: Matthias Mueller è il nuovo Numero Uno

Trovato il nuovo Numero Uno della Volkswagen: è Matthias Mueller, (nella foto in apertura e qui in basso), 62 anni, presidente della Porsche, appoggiato dalle famiglie che controllano Vw. Da oggi dovrebbe entrare ufficialmente in carica, dopo le richiestissime (ma ben pagate) dimissioni di Martin Winterkorn, l’Ad che si è preso la responsabilità del “tracollo” dell’azienda, pur dichiarandosi non colpevole. Il quotidiano Handelsblatt ha anticipato la notizia, citando due fonti vicine all’azienda, e lo ha confermato l’agenzia Bloomberg. Ieri si erano dimessi altri due membri del Cda dela VW: Wolfgang Hatz di Porsche e Ulrich Hackenberg di Audi.

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Secondo alcuni analisti, a Mueller (nella foto qui sopra) potrebbe venire affidato un interim necessario a stabilizzare la società, ma al momento non sembra opportuno parlare di interim. Si era discusso come possibile candidato anche di Sascha Gommel, capo di Skoda, la società ceca controllata dalla casa di Wolfsburg, ma poi non se n’è fatto nulla.

Il nome, dopo le dimissioni di Martin Winterkorn, sarà deciso ufficialmente dal board convocato per oggi.

 

 

Ieri altre notizie gravi su Volkswagen e Bmw

Scandalo Volkswagen. Si scopre un altarino dopo l’altro. Ieri il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, ha aperto un’inchiesta per frode in commercio, che è un retao penale. Intangto si è appreso che nell’aprile scorso, l’azienda tedesca ha inviato ai proprietari californiani di vetture diesel una lettera per informarli della necessità di “un richiamo per problemi di emissioni”.

È quanto si legge sul sito internet dell’Agenzia internazionale Reuters, in cui si spiega che ai proprietari di auto Volkswagen e Audi è stato chiesto di portare le loro auto ad un concessionario per l’installazione di un nuovo software che assicurasse che le emissioni fossero “ottimizzate per renderle efficienti”.

Poco dopo le 13 le agenzie hanno rilanciato un’altra, grave notizie: anche la Bmw sarebbe coinvolta nello scandalo. La notizia è stata pubblicata on line per prima dalla Bild, un quotidiano popolare tedesco e ha auto un effetto immediato (nella foto in basso il titolo di Bild, sopra una diesel Bmw). Secondo quanto pubblica Auto Bild, i veicoli produrrebbero emissioni 11 volte superiori ai test su strada.

Il titolo crolla del 10%, nonostante la smentita della società: “Bmw non manipola i suoi veicoli, non distingue fra strada ed test in laboratorio”. Sta di fatto che nessuno in Borsa ha creduto alla smentita.

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Greenpeace “avvertiva” Volkswagen già nel 2011: il video

 

Nel 2011, quattro anni prima che scoppiasse lo scandalo dei motori diesel, Volkswagen era stata al centro della polemica di Greenpeace che già allora ne denunciava lo scarso impegno per la riduzione dell’inquinamento.

“Noi lo avevamo detto”, si legge sulla pagina Facebook dell’associazione ambientalista che ora riposta il video-parodia ispirato a Star Wars per mettere in luce il “lato oscuro” della casa automobilistica.

Nel video alcuni personaggi di Star Wars sfidano un piccolo Darth Vader mentre una Morte Nera con il logo Volkswagen minaccia di distruggere la Terra. Si tratta di una risposta inequivoca a uno spot della Volkswagen Passat in cui si vede un piccolo Darth Vader esercitarsi all’uso della Forza e divenuto una hit online dopo essere stato trasmesso negli spazi pubblicitari del Superbowl americano del 2011.

 

Il messaggio di Greenpeace Italia su Facebook

Scrive Greenpeace Italia sulla sua pagina Facebook: “Non ci piace dire “ve l’avevamo detto”, ma… il lato oscuro di Volkswagen lo avevamo già svelato qualche anno fa. E l’azienda tedesca si era anche impegnata a migliorare. Evidentemente, però, c’è parte dell’industria automobilistica che non ha alcuna remora a coprire i rischi dell’inquinamento dei trasporti per la salute e l’ambiente. Non servono scandali per capire che abbiamo bisogno di ridurre le auto e di una mobilità sostenibile!”.

 

 

Auto “truccate” anche nel mercato europeo 

Come ormai si sospettava da quando è scoppiato lo scandalo, sono state truccate anche le diesel vendute in Europa. Lo ha ammesso, secondo quanto fa sapere il ministero dei Trasporti tedesco, la stessa Volkswagen.

Il ministro Alexander Dobrint precisa poi di non sapere quanti degli 11 milioni di veicoli VW interessati si trovino in Europa e ignora anche se ci sono altre case automobilistiche coinvolte nello scandalo, ma fa sapere che ci saranno dei test a campione sulle emissioni delle auto prodotte da altre compagnie.

Il ministro, inoltre, rende noto che Berlino concorderà nei prossimi mesi nuovi test sulle emissioni delle auto europee, effettuati su strada e non in laboratorio.

 

Il ministro dei Trasporti rincara la dose

Volkswagen ha manipolato i test sulle emissioni anche in Europa. Lo ha detto il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt. “Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati”: lo ha detto il ministro a Fox News, aggiungendo che non è ancora chiaro quanti veicoli siano coinvolti.

 

Altre due dimissioni nel Cda della Volkswagen

Ancora dimissioni: Wolfgang Hatz di Porsche e Ulrich Hackenberg di Audi lasciano il consiglio di amministrazione di Volkswagen in seguito allo scandalo. Lo riporta la Cnbc citando alcune fonti.

 

In Francia “test casuali” sulle auto

La Francia annuncia il lancio di “test casuali” su un “centinaio di auto” in Francia dopo lo scandalo Volkswagen. È quanto annunciato dal ministro dell’Ambiente, Segolene Royale. La ministra ha precisato che il campione di auto da analizzare verrà “sorteggiato”. Se i proprietari daranno il loro “accordo” si potrà quindi procedere ai test per valutare il livello delle emissioni.

Da domani i nomi dei “colpevoli”

 

A partire da domani Volkswagen farà anche i nomi dei responsabili dei test anti-smog truccati sulle auto diesel. Lo sostengono due fonti della compagnia, secondo le quali il consiglio di supervisione dell’azienda tedesca non si limiterà ad annunciare il successore di Martin Winterkorn alla testa del gruppo ma inizierà anche a rivelare chi sono i responsabili della manipolazione tecnologica che ha distrutto la reputazione del colosso dell’auto.

 

Un nuovo inizio? Serve davvero

“Serve un nuovo inizio ma non ho mai fatto niente d’illegale”: così Winterkorn, l’ad di Volkswagen dimessosi ieri. Tolleranza zero di Bruxelles, che chiede a tutti i paesi Ue di aprire indagini sulle emissioni. Il governo di Berlino nega di essere stata a conoscenza della manipolazioni.

Il successore non sarà un esterno al gruppo

L’unica cosa al momento certa è che il successore non sarà un esterno al gruppo, considerato che il 51% di Vw è in mano alle famiglie Porsche e Piech con la Bassa Sassonia che detiene un ulteriore 20%.

 

A Winterkorn pensione da 28,6 milioni di euro

All’ex Ceo di Volkswagen, Martin Winterkorn, dimessosi ieri ull’onda della bufera che ha travolto la Volkswagen, spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro. Non poco. È quanto emerge dall’ultimo report annuale, che, spiega Bloomberg, “non indica condizioni per cui la somma potrebbe non venire pagata”. A Winterkorn potrebbero anche andare due annalità in caso di uscita per totali 33 milioni, ma la parola spetta al board che potrebbe ridurre la somma.

 

L’ipotesi della class action mondiale

Intanto spunta l’ipotesi di una class action mondiale da 50 miliardi di dollari. La fa Emily Maxwell, avvocato californiano esperto nella tutela dei consumatori. In America sono già 25 le class action avanzate da proprietari e concessionari, che chiedono risarcimenti.

Le auto “truccate” , nel mercato Usa, sono inutilizzabili a causa delle severe norme.

Volkswagen, ipotesi class action mondiale da 50 miliardi di dollari

La Volkswagen potrebbe sborsare 25 miliardi negli Stati Uniti

La casa automobilistica tedesca potrebbe sborsare una somma di 25 miliardi di dollari solo negli Usa, dove le auto coinvolte nello scandalo emissioni sono 482.000. Ma ha ammesso che nel mondo sfiorano gli undici milioni.

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