Stangata autostrade e taxi: tariffe su fino al 30%

Dal 10% al 30%. È questa la forbice degli aumenti che, a partire dalle prossime settimane, riguarderanno i pedaggi autostradali. Aumenti che, dopo a quelli dei taxi di Napoli già entrati in vigore, arriveranno dopo che il Tar del Lazio ha dato ragione, a 3 anni di distanza, al gruppo Toto, concessionaria dell’Autostrada dei Parchi, contrapposta all’allora ministro per le Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi, proprio in merito agli aumenti delle tariffe.

Recupero dei mancati introiti

Dunque non c’è solo in via libera di fatto agli incrementi, ma la società può recuperare anche introiti che, dal 2014 al 2017, ha perso proprio per il ricorso ministeriale alla giustizia amministrativa. E se tanto è stato riconosciuto al gruppo Toto, sulla stessa linea si muoveranno le altre aziende di gestione. Come scrive il Corriere della Sera riprendendo un articolo del Fatto Quotidiano, entro un mese la Roma-Pescara potrebbe costare 22 euro contro i 20,20 di oggi e la Roma-Teramo arrivare a 19,80 (17 euro oggi).

Gli aumenti su 4 ruote

Già operative le nuove tariffe dei taxi a Napoli. Per le corse festive dalle 6 alle 20 si passa da 6 euro a 6,50. Stessa variazione per la notturna feriale o festiva (dalle 22 alle 6). Lo scatto a tassametro di 0,05 centesimi avviene ogni 8 secondi di sosta contro i 10 di prima e ogni 48 metri anziché ogni 60. La chiamata al radio taxi passa da 1 euro a 1,50 (+50%).

Più di Roma e Torino

Ogni passeggero oltre il quarto pagherà 2 euro invece di 1 (+100%). Ritocchi anche per le tariffe predeterminate urbane. Gli aumenti in questo caso vanno dall’8 al 25 per cento e pongono Napoli più cara rispetto a città come Roma, Milano e Torino.

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